Tra il sapere e il non sapere...

 

DIVAGANDO TRA IL SAPERE E IL NON SAPERE

Far fronte ad ogni sorta di burocrazia è inutile? Non proprio, ma per contestare

 l’arma del formalizzare per iscritto è... quasi sempre vincente in ogni situazione

di Ernesto Bodini


Se questo è il mondo dei diritti e delle libertà è anche quello degli eccessi: trasgressioni d’ogni sorta, reati impuniti, lamentele e polemiche da cortile e da mercato, rincorsa alla notorietà e al potere come pure, manco a dirlo, al denaro e ad ogni altra forma di conquista. Ma oltre al mondo dei diritti esiste, o è mai esistito, quello dei doveri? Chi scrive non manca mai di menzionare il concetto del dovere da espletare un po’ in tutti i ruoli della vita, e non è certo retorico constatare che per la massa vociante i diritti prevalgono di gran lunga sui doveri. Un dato di fatto o una legge di natura? Io credo che arrivati a una certa età (ma anche prima) si debba avere più coscienza di questi due ruoli specie per prevenire qualunque evento, anche perché nel nostro Paese gli imprevisti (non pochi) posti dalle P.A. sono sempre dietro l’angolo. Oltre alla conoscenza e rispetto dei propri doveri di cittadini-utenti-contribuenti, bisogna considerare che per quanto riguarda i diritti sarebbe utile conoscere alcune norme di carattere giuridico-amministrativo, e per conoscerle le fonti da consultare non mancano. Ma purtroppo ciò non basta in quanto bisognerebbe anche conoscere ogni volta le normative di determinate procedure che il burocrate ci fa notare... spesso con una certa imponenza. E poi esiste il concetto della razionalità. Faccio un esempio. Quando ci si rivolge presso una P.A. per esigere un diritto o anche una semplice informazione, la ratio vuole che sarebbe necessario sapere la fonte che regola quel diritto (o dovere), perché capita di sentirci dire che una certa Legge, Norma, Procedura, Delibera, Determina o Regolamento (per non parlare di mere consuetudini) non prevedono il diritto di esigere, oppure prevedono che bisogna-va attenersi (dovere) ad una certa procedura e magari esibire anche la opportuna documentazione che spesse volte, però, il cittadino non ne è a conoscenza perché non informato. A queste osservazioni-obiezioni del burocrate solitamene il cittadino non è in grado di ribadire od opporsi, proprio perché non solo non è a conoscenza di ciò che dovrebbe sapere o fare, ma nemmeno chiede al suo interlocutore di poter prendere atto della normativa o Legge in questione. La conseguenza è che solitamente il cittadino si trova così in difetto e nel caso avesse ragione, il più delle volte non è in grado di dimostrarlo. Esempi come questo sono moltissimi, e moltissimi sono i cittadini che soccombono, tant’é che prevale il noto ammonimento: la Legge non ammette ignoranza. Altro esempio, sempre per effetto della burocrazia e del non sapere da parte del cittadino, è che dovendo pagare una tassa la P.A. pretende sino all’ultimo centesimo e a tal riguardo giustamente non transige, ma il buon senso dovrebbe contemplare le eccezioni perché non si può penalizzare l’utente per 2 o 5 centesimi.


Un evento raro si direbbe, come raro è contestare una tassa apparentemente ingiusta o discutibile e, a questo riguardo ricordo, che alcuni anni fa un cittadino si era recato all’ufficio preposto con una sacchetto colmo di monetine per l’equivalente di alcune centinaia di euro, creando un certo scompiglio davanti a quello sportello. Va precisato che dal 1998 in Italia non è possibile pagare le tasse usando un numero illimitato di monetine, poiché la legge fissa un limite massimo di 50 monete per ogni singolo pagamento. Gli uffici pubblici e gli sportelli bancari o postali non sono obbligati ad accettare quantitativi superiori. Una ripicca o una questione di principio quella del contribuente? Probabilmente sia l’una che l’altra, ma sta di fatto che il burocrate non conosce quasi mai il buon senso e la tolleranza, tanto meno la possibilità di soluzioni salomoniche dando adito a quella odiosa burocrazia. Ora, se anche il cittadino nel caso avesse diritto a contestare la mancanza di rispetto dello stesso volesse avvalersi citando la Costituzione, solitamente non è in grado di sostenere il rispetto di tale citazione, in ragione del fatto che la Costituzione contempla articoli di “ispirazione”, e da qui a giungere agli aspetti di legge il tragitto non è breve... Inoltre, quanto più il burocrate “impone” il suo sapere interpretativo-applicativo e quindi il suo potere, tanto più si crea una barriera tra lui e il cittadino. In buona sostanza, se tutti i cittadini pretendessero di conoscere ogni volta gli estremi di quello che viene loro contestato, io credo che parte di tali burocrati sarebbero destinati ad altro incarico... Ma ripeto, ogni contestazione o richiesta ufficiali è bene formalizzarle sempre per iscritto. Infine, va precisato che quando un burocrate viene meno nei confronti del cittadino-utente, egli si trincera dietro alla cosiddetta burocrazia difensiva penalizzando ulteriormente il cittadino stesso.


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