L'impegnativo tema delle vaccinazioni

 

L’IMPEGNATIVO TEMA DELLE VACCINAZIONI

Conoscenza e consapevolezza  della prevenzione

hanno il sopravvento su molte patologie

di Ernesto Bodini

Non è trascorso molto tempo dalla fine della pandemia da Covid-19 che si ritorna a parlare di vaccini, soprattutto quelli obbligatori previsti per Legge che comprende anche quello per prevenire la difterite. Mi riferisco,  ad esempio, al recente caso della bimba di 4 anni di Palermo deceduta perché i genitori non l’avevano fatta vaccinare, pare perché convinti che tale vaccino potesse essere causa dell’autismo. Premesso che da anni è stato scientificamente provato che non c’è alcun nesso tra il vaccino e l’autismo, a mio avviso bisogna richiamare in causa l’ignoranza, ovvero l’assenza di una corretta e puntuale informazione e non farsi condizionare dalle fake news, o dai cosiddetti non wax come quelli che in epoca pandemica hanno creato non pochi problemi. Oltre al ruolo dei clinici-docenti preposti ad insegnare ai futuri medici e infermieri, io credo che bisognerebbe scendere dal pulpito e avvicinarsi anche alla gente comune spiegando, in modo semplice e magari con l’ausilio di immagini, in cosa consiste un virus e di conseguenza i progressi fatti dalla Medicina che comprendono, appunto, la realizzazione dei relativi vaccini. Ma questa volontà di fare un “viaggio itinerante” tra la gente non c’è mai stata, se non in alcuni casi sporadici, partendo anzitutto dal fatto che la popolazione comune in genere non legge e, soprattutto, non sarebbe in grado di fare sue quelle nozioni di base che possono essere meglio spiegate dagli addetti ai lavori. Ma a parte gli aspetti più tecnici, io credo che per tutti sarebbe anche utile rievocare le tappe storiche più significative nel campo delle malattie infettive: origini, cause, conseguenze e farmaci per prevenirle e/o curarle; un impegno questo, che dovrebbe essere anzitutto istituzionale e, a seguire o in contemporanea, da privati esperti comunicatori di detta materia. A tal riguardo mi permetto di aggiungere che in questi decenni nel nostro Paese è andato diminuendo l’insegnamento della Storia della Medicina, una carenza assai “riprovevole” in quanto chi intende intraprendere la professione medica, dovrebbe sapere che alcuni confronti con il passato possono essere utili indicazioni non tanto per la pratica clinica, quanto invece per una maggiore comprensione dei processi evolutivi scientifici e culturali, comprese le difficoltà che in più casi non sono state prive di sconfitte e delusioni ma per fortuna anche di molti successi. A questo proposito, quale biografo, ritengo utile ricordare l’immane lavoro scientifico del virologo e microbiologo Albert B. Sabin (1906-1993) che verso la metà degli anni ’50 realizzò il vaccino contro la poliomielite, in parte preceduto dal collega prof. Jonas E. Salk (1914-1995). Il vaccino Sabin in particolare, che in Italia divenne obbligatorio “solo” alcuni anni più tardi (Legge n. 51 del 4/2/1966), fu determinante nello sconfiggere la poliomielite in quasi tutti i Paesi del mondo, mentre ci sono ancora zone scoperte in alcuni Paesi africani e orientali le cui cause, come dovrebbe essere noto, sono attribuibili a carenza culturale, di igiene, povertà... dominate talora da conflitti bellici.

Ma anche altre malattie sono prevenibili e/o gestibili con le vaccinazioni, il cui elenco è consultabile su più fonti... che non siano gestite dai no wax. Ma bisogna anche aggiungere che in Italia le vaccinazioni obbligatorie sono a titolo gratuito, e se ad esempio il vaccino antipolio a livello mondiale ha un costo assai irrilevante, è perché il prof. Sabin non volle brevettarlo proprio per farne dono a tutti i bambini del mondo. Non per vanto ma per tappa storica, verso la fine degli anni ’80 ad un convegno tenutosi a Torino, ebbi occasione di incontrare il prof. Sabin, stringergli la mano e dirgli semplicemente «Grazie!» a nome della collettività. La sua risposta fu  un sorriso assicurandosi che stessi bene... in quanto chi scrive ha contratto la polio anni prima della sua scoperta. Con queste mie brevi considerazioni e rievocazioni storiche, ho inteso contribuire, molto modestamente, a fare un po’ di luce nelle menti di coloro che dovrebbero avvicinarsi più alla scienza che ai sostenitori delle opposizioni che rasentano l’irrazionalità, se non addirittura l’assurdità. Un ultimo suggerimento: è saggio instaurare con il proprio medico di fiducia un dialogo costante a conforto di una buona prevenzione per i propri figli.    


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