LE INEFFICIENZE DI UN
PAESE
Un sistema “perverso” che trova riscontro
nell’immobilismo di gran parte degli italiani
di Ernesto Bodini
Da troppo tempo ci si lamenta del calo della nascite, dell’aumento delle persone anziane, della carenza di personale in varie strutture pubbliche soprattutto in ambito sanitario, così pure della cronica carenza degli insegnanti di sostegno, per non parlare poi dell’esodo dei neo laureati alla ricerca di una occupazione meglio remunerata e non priva di meritocrazia. E tanto altro ancora. Per contro, però, si continua a trascurare tutti quei decessi (e infortuni con gravi postumi) a causa di incidenti stradali, sul posto di lavoro e, come se non bastasse, per la pratica di sport estremi (per puro egoismo e diletto) che, a parte i decessi, gli infortunati richiedono costi per il soccorso e l’assistenza mettendo a rischio l’incolumità dei soccorritori. Ebbene, gran parte di queste persone che perdono la vita per tali cause, erano (e sono) ancora in età di lavoro quindi non più da conteggiare, andando a ridursi la popolazione lavorativa che attualmente supera di poco i 15 milioni. A tutti questi “assenti” si aggiungano tutti quelli che ancora giovani vivono alle soglie della più concreta povertà e indigenza; altri ancora sono privati della libertà per varie cause che, non lavorando e non producendo fiscalmente, appesantiscono in senso negativo il bilancio del Paese. Ora, a fronte di questo quadro, sia pur sintetizzato, con quale spirito si può pensare di creare una famiglia alle cui spalle ci sono genitori ormai anziani, e che gli stessi hanno bisogno di assistenza che per una serie di ragioni non si riesce a garantire? Tutte queste mancate risorse, e in parte mal gestite, fanno decrescere il Paese in tutti i sensi, un declino che si va aggravando sempre di più dovendo fare i conti con le calamità naturali (terremoti, incendi, alluvioni, etc.), per non parlare anche delle molte malattie gravi congenite e acquisite che colpiscono a tutte le età, compresa quella produttiva. A questo punto è inevitabile chiamare in causa la politica, ossia tutti coloro che avendo ambìto a tale carriera con la “presunzione” di saper condurre la Nazione, un continuo avvicendarsi e rincorrersi tra una Legislatura e l’altra senza concludere in modo soddisfacente... diversamente non si giustificherebbe l’elenco dei problemi sinora citati. Ma in buona sostanza chi può affermare di essere in grado di risanare una situazione, o per lo meno di ridimensionarla nella sua entità? Io credo nessuno, sia perché i problemi sono di immensa entità, sia perché troppe sono le correnti che vogliono imporsi accampando competenze e meriti, sia perché la burocrazia è un ulteriore ostacolo, e sia perché umiltà e pragmatismo sovente sono peculiarità superate da retorica e ipocrisia.
Ma c’é ancora un aspetto da considerare: l’inerzia della quasi totalità dei cittadini incapaci (ma spesso indolenti) di far rispettare un proprio semplice ed inequivocabile diritto, preferendo la rassegnazione e quindi il ruolo di suddito avvalorando, come sempre ricordo, la lungimiranza di Alessandro Manzoni (1785-1873): «Noi italiani in genere siamo fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo sdegnati sotto gli estremi». E anche se sono trascorsi oltre due secoli, quanto affermato dal preveggente poeta e scrittore paradossalmente oggi trova maggiore consistenza, una sorta di “insulto” per i suoi tempi in cui non esistevano leggi, diritti e sufficiente cultura tra la popolazione. A questo punto mi chiedo: quanto può servire insegnare la storia ricca di personaggi che del loro acume e della loro saggezza, oggi non se ne fa tesoro? A mio modesto avviso non posso che dedurre che si continua a fare due passi avanti e tre indietro, facendoci superare anche dalla proverbiale lumaca; ma in compenso si preferisce godere due ore di appagamento ludico contribuendo ad incrementare i già ricchi patrimoni di molte star dello sport e dello spettacolo, ben lontani da questi problemi, e nel contempo i loro sostenitori continuano a lamentarsi... Questo è il popolo odierno, e questa è l’Italia che ogni giorno sprofonda nella incoerenza al bivio del processo di involuzione!
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