È DOVEROSO RICORDARE TUTTI NEL BENE E NEL MALE
Oltre ai nonni e agli anziani, tra i
protagonisti della vita sociale sarebbe doveroso dedicare almeno un pensiero di
ideale vicinanza anche ai detenuti innocenti, affinché non sprofondino
ulteriormente nell’oblio
di Ernesto Bodini
Le molte detenzioni ingiuste sono un gravissimo insulto alla dignità umana e gridano vendetta al cospetto di Dio, e in questi casi, come si fa a comprendere e a perdonare qualcuno che ci priva ingiustamente della libertà? E cosa significa vivere ingiustamente in carcere per pochi giorni o molti anni, specie se da innocenti? Significa morire prematuramente e lentamente, significa tormentarsi continuamente per la mancanza di affetti, del conforto da parte dei propri cari e dei propri amici. Significa sentirsi abbandonati, e chiedersi ogni giorno: «Perché proprio io?» e «Perché devo pagare per un delitto che non ho commesso?». «Perché il vero colpevole non è in carcere al posto mio?». Significa essere morti tra i viventi. Ma non è mai troppo tardi per giungere alle opportune riflessioni dettate da quell’altruismo che potrebbe “favorire” il tentativo di alleviare le pene di tutti i detenuti e magari contribuire alla loro giusta libertà. Ogni anno, ad esempio, il 28 luglio si ricorda essere la Giornata mondiale dei Nonni e quindi degli Anziani; ma perché non menzionare anche l’Anno del detenuto innocente con il proposito di destare l’attenzione sulle cause che hanno determinato l’errore giudiziario? Forse che questa ricorrenza va a toccare un certo numero di coscienze? Ritengo che ciò sia quanto mai lecito ipotizzarlo. A questo riguardo da una intervista del quotidiano Libero del 19/4/2021 all’avvocato e accademico Franco Coppi, a cura di Pietro Senaldi, è comparso l’inciso: «Non bastano due o tre esami di diritto per decidere della sorte degli altri per tutta la vita. Vanno testate la morale e l’equilibrio di chi è chiamato a giudicare i cittadini». E alla domanda dell’articolista: si dice che i giudici non pagano mai per i loro errori…, il giurista ha risposto: «Lavorare sotto il timore di uno sbaglio che può costare caro toglie serenità e distacco»; e ancora, alla domanda: però lei se sbaglia, paga…, l’avv. Coppi ha così risposto: «Io non ho mai desiderato fare il giudice perché mi angoscerebbe l’dea di decidere sulla sorte di un uomo…». Ma al di là di queste sue personali opinioni, vorrei concludere prendendo a prestito, sia pur da altro contesto, parte di quanto ha affermato il filantropo e premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer (1875-1965): «L’uomo è veramente etico solo quando ubbidisce al dovere di aiutare ogni essere vivente che gli sta attorno, e si guarda bene dal recar danno a qualche cosa di vivo. Non si domanda quanto interesse merita questa o quella vita e nemmeno se e quanta sensibilità essa possegga. La vita in quanto tale gli è sacra…». Quindi non solo la vita ma anche la libertà… per non aver commesso alcun reato. Un’ultima considerazione: potenzialmente siamo tutti “a rischio” di un errore giudiziario, anche solo a causa di una semplice omonimia!
PREGHIERA PER TUTTI I DETENUTI INNOCENTI...
Dio Padre Onnipotente, Tu che sei nell’alto dei
Cieli e costantemente sulla Terra, volgi uno sguardo verso tutti i nostri
fratelli che, per avverse sorti del destino, sono privati della libertà
fisica... nonostante non abbiano fatto male ad alcuno. Pur non conoscendo noi
terreni le ragioni che li hanno portati a tale privazione, Ti chiedo di
avvicinarTi ad essi trasmettendo loro conforto, pace e serenità, affinché le
loro giornate siano in qualche modo più sopportabili, e che presto possano
tornare dai loro cari. Quando questo avverrà, Ti prego di allontanare da essi
sentimenti di rancore e vendetta, arricchendo il cuore della Tua stessa bontà e
perdono verso chi li ha ingiustamente condannati. Nel mentre allevia ad essi
ogni espressione di sofferenza, e che giorno dopo giorno possano sperare in una
nuova vita per Tua benevola misericordia. Ma dona pace e paziente attesa anche
ai famigliari di queste “anime sofferenti”, affinché sappiano attendere il
presto ritorno del loro congiunto. Infine, Signore Iddio Onnipotente, fa che il
destino di tutti loro comprenda un futuro più roseo e che, tornando in libertà,
la loro esperienza sia di monito e insegnamento per quanti hanno avuto la
presunzione di saper giudicare decretando un destino ingiusto e non cristiano.
Con questa mia modesta ma sincera supplica, Ti ringrazio mio buon Dio anche a
nome di tutti che attendono di tornare liberi con la Tua benedizione. Amen. (E.B.)
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