LIBERA ANALISI SOCIOLOGICA DI UNA TRISTE E INNEGABILE REALTÀ
Non basta la buona volontà per risanare le
situazioni, occorre concretezza delle buone intenzioni e soprattutto competenze
e maggior determinazione. Scarso senso civico e irrazionalità sono alla base di
un malessere generale
di Ernesto Bodini
Se
la società continua a manifestare sofferenza e disagi vari le cause sono
molteplici, e purtroppo le persone volte ad un comportamento insano,
irresponsabile e lesivo continuano ad aumentare. Non si tratta soltanto di
soggetti che delinquono, quindi ai margini della legalità e oltre, ma anche di
persone che nulla fanno per contestare ufficialmente le Istituzioni di tale
evolversi: a nulla o a molto poco serve scrivere ai giornali e ancor meno
scendere in piazza e sfogare pubblicamente la propria rabbia, reclamando più
Leggi o aggiornamenti concreti di quelle esistenti, giacché la loro
applicazione in parte lascia molto a desiderare. Ma chi è al potere e le varie
opposizioni, va detto, si confrontano e si affrontano (anche in modo indecente)
senza venire a capo di nulla, se non con il principale obiettivo di far cadere
questo o quel Governo (l’ambizione del potere non muore mai) e di mantenere la
propria posizione, e questo è accaduto in quasi tutte le Legislature
precedenti. Quello che non riesco a comprendere è l’inerzia del cittadino che
non vuole concepire il fatto che le Istituzioni ai vertici si possono
contestare in via formale con esposti e/o diffide, evidenziando con onestà
intellettuale la concretezza dei fatti e quindi la mancata o scarsa prevenzione
di tutto quello che accade ogni giorno in Italia. I parlamentari conoscono bene
questa realtà ma essendo in tanti a confrontarsi per decidere al meglio non vanno
mai d’accordo, e intanto siamo tutti soggetti a rischio di questo o
quell’evento funesto. E come se non bastasse, le calamità naturali (in parte
causate dall’uomo) peggiorano la situazione: sismi, alluvioni, incendi ed altri
eventi contribuiscono ad impoverire molte famiglie, gravando ulterioranente
anche sul bilancio dello Stato. Ad onor del vero bisogna ammettere che nel
frattempo molto è stato fatto e che le difficoltà pratiche non sono mancate e
non mancano, ma ciò non basta per garantire al Paese maggior stabilità e
sicurezza; ed è evidente che anche in molti cittadini manca il necessario senso
di responsabilità che nemmeno la Chiesa riesce sensibilizzare. A mio modesto
avviso ai vertici manca (o è scarso) il buon esempio, anche se si continua a ripetere
che si tratta di educare e responsabilizzare ognuno, ma a tal riguardo il
dilemma è: se la persona non vuole farsi educare o indurre a seguire la retta
via, cosa fare? È un quesito che non ho mai sentito porre da nessuno e pur
volendo rispondere, non mi sembra esserci una risposta plausibile e razionale,
ovviamente ben lontani da ogni forma di coercizione fisica se non la
restrizione coatta per i casi incontenibili. Inoltre, io credo che tra le tante
cause del malessere e della non coesione della popolazione, vi sono problemi
immani e assai lacunosi come quello
della sanità pubblica: troppi cittadini malati che non riescono a curarsi e le
cui prospettive nel tempo vanno aggravandosi.
Si
aggiungano anche i molti casi di decessi e/o infortuni sul posto di lavoro, i
molti incidenti stradali, il sovraffollamento delle carceri, e i molti detenuti innocenti a causa di errori
giudiziari, come pure le costanti problematiche nell’ambito dell’istruzione,
così come gli immancabili effetti negativissimi causati dalla burocrazia. Ma mi
permetto di aggiungere che nonostante la disponibilità dei diversi mezzi di
comunicazione, costanti sono l’analfabetismo di ritorno e l’elevato tasso di
ignoranza, non tanto quella passiva ma quella attiva che è ancora più deleteria
la quale, si dice, è un
(meraviglioso) rifugio che protegge da tutte le ribellioni, da tutte le
riflessioni e da tutte le proteste della coscienza. Vorrei concludere
sottolineando che a tutti questi problemi molti cittadini vogliono rifuggire,
facendosi coinvolgere da distrazoni ludiche di vario genere, come dire: “...adesso mi svago, poi si vedrà”. Questa affermazione
sia attuale che futuristica sottollinea quel senso di ulteriore
irresponsabilità individuale e collettiva, che va ad incrementare in parte le
inefficienze di chi governa il Paese. Pur non volendo cedere al pessimismo,
richiamando il detto: “Bisogna vedere il
bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto”, il mio innegabile anticonformismo,
luce e guida di una sia pur modesta saggezza, mi porta a concludere che è
utopia pensare ad un risanamento sia pur parziale della situazione italiana,
proprio perché la summa suona come una sentenza che giustamente nessuno ci
invidia. Poi, per quanto laconico e banale (e me ne scuso) si dice: chi vivrà
vedrà, e di ciò ho molta pena per le attuali
giovani generazioni e ancor più per quelle future.
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