Lettera aperta ai politici-governanti in Italia

 

Lettera aperta ai politici-governanti in Italia

La continua escalation di crimini e misfatti d’ogni sorta che avvengono ormai ogni giorno, è a dir poco un segnale di particolare allarme nazionale... e internazionale. Pur sapendo che questo “fenomeno” sociale è alla vostra attenzione, ivi inclusi i provvedimenti di carattere giudiziario, non sembra essere però sufficiente e, come ripeto, i dati statistici quotidiani ne sono la conferma. Inoltre, vi sono da aggiungere gli episodi di “minore rilevanza” che la popolazione non ne viene a conoscenza nonostante i mass media siano piuttosto puntuali... Probabilmente ne siamo tutti indignati ma non tutti preoccupati in quanto le voci di popolo si perdono per le vie, e la stragrande maggioranza non si rivolge a voi ufficialmente per manifestare preoccupazione: se siamo certi di uscire di casa al mattino non lo siamo altrettanto di rincasare la sera, e questo stato d’essere non corrisponde a libertà proprio perché, appunto, la nostra incolumità non è garantita; mentre voi (almeno alcuni) che rappresentate la Nazione e il Potere costituito fruite della incolumità in quanto vi è assegnata la scorta ad personam che, manco a dirlo, i relativi costi sono a carico della collettività. Dicasi altrettanto, magari in via eccezionale, per alcuni professionisti. Or dunque, vivere in continua apprensione sapendo di essere potenzialmente vittime della criminalità e di taluni soggetti affetti da disturbi psichici, costituisce per tutti noi una sorta di insicurezza fisica e psico-sociale emotiva tale da condizionare non poco la nostra esistenza, sia all’interno della propria sfera famigliare che all’esterno della stessa. A questo punto, facendomi idealmente portavoce dei miei connazionali, c’é da chiedersi sino a quando si dovrà continuare a subire questo patema d’animo e questa insicurezza esistenziale e, se le prospettive volgono a lungo termine, sarà sempre più difficile svolgere con serenità i propri doveri, tenendo nel contempo presente i casi di eventuali reazioni inconsulte. Inoltre, va rilevato che la nostra società attuale che da tempo gode di eccessive libertà (a mio avviso comunque non controllate a sufficienza), presenta al suo interno persone affette da squilibri psichici e quindi potenzialmente autori di reati contro la persona e il patrimonio. A questo riguardo ho sempre condiviso la chiusura dei manicomi e più recentemente degli OPG, ma da allora ad oggi non mi sembra che le Strutture preposte sul territorio siano mai state sufficienti a gestire e a contenere il problema. La Psichiatria è una disciplina medica di tutto rispetto che implica notevoli competenze, ma purtroppo è insufficiente soprattutto dal punto di vista delle strutture e dell’organico; da qui il sommarsi di episodi fuori controllo, come pure il sempre più incontenibile sovraffollamento delle carceri che, non a caso, i reati per assurdo avvengono anche al loro interno ivi compresi i suicidi. Potrei dilungarmi oltre, ma credo che questa sintesi sia più che esauriente per “sollecitare” (mi si perdoni il verbo ma è inevitabile) un maggior Vostro impegno, magari con qualche provvedimento draconiano oltre ad azioni dedite alla concreta prevenzione, in quanto diversamente per alcuni di noi cittadini (ma non sappiamo quali) il destino è segnato! Un’ultima osservazione:  è pur vero che certe incombenze di carattere internazionale sono da rispettarsi, ma è altrettanto vero che certe decisioni richiedono delle priorità: un popolo sano non può essere maggiormente di supporto ad altri (esteri), se prima non si è stabilizzato al suo proprio interno. Di questo passo va sempre più avverandosi quanto sosteneva François-Marie Arouet (Voltaire 1694-1778): «Noi lasceremo il mondo nelle stesse condizioni di stoltezza e malvagità in cui lo abbiamo trovato».

Grato per l’accoglienza a nome di tutti.

 Ernesto Bodini (giornalista ed esperto di tematiche sociali)

 

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