QUANDO DISCONOSCERE O MINIMIZZARE LA
REALTÀ
SIGNIFICA FARE LA POLITICA DELLO STRUZZO
di Ernesto Bodini
In merito al continuo susseguirsi tutti i giorni, e
più volte al giorno, di reati e arresti poi destinati a processi (e forse non
tutti), si può ipotizzare che se tutte le condanne venissero confermate ed
eseguite, fra non molto avremo una popolazione carceraria di molto superiore
alla popolazione rappresentata da lavoratori... Pare che questa escalation sia
inarrestabile e che nessun provvedimento sia stato sinora sufficiente per porvi
un freno e, a mio avviso, quel che è peggio, è che la popolazione onesta
manifesta indignazione e preoccupazione solo per le vie, magari organizzando
cortei e sitin... ma come si è appurato sino ad oggi nulla è mutato e nulla
muterà... Non si può certo negare che la varie parti politiche abbiano alla
loro attenzione il problema della sicurezza dei cittadini, ivi compresi tutte
le Forze dell’Ordine (sempre più bistrattate e anch’esse rischio...), ma ciò
nonostante la situazione sta visibilmente debordando e la gente continua a
subire e a morire... Ma una delle “pecche” della politica è che i vari
rappresentanti al potere si affrontano rinfacciandosi continuamente ogni incompetenza
e responsabilità anche per altri problemi, e spesso diversi esponenti non
mancano di agire con colpi bassi, accuse e giudizi poco edificanti. Tutto ciò
il cittadino lo rileva leggendo i giornali o seguendo telegiornali e talk show,
ma poiché queste comparse hanno durata limitata e in un continuo sovrapporsi,
resta difficile stabilire la voce “più autorevole” e credibile, con la
conseguenza che di fatto il cittadino fruitore recepisce più favorevolmente
colui o coloro che detengono il potere dell’argomento loro assegnato e
accompagnato del tono più edificante, come dire chi più grida più si impone. Ma
come da sempre ripeto, il cittadino che intende contestare lo fa solo in piazza
o scrivendo una lettera ai giornali, ma nessuno pensa di rivolgersi ai diretti
interessati inviando loro le proprie preoccupazioni, precisando che
l’incolumità è costantemente a rischio per tutti. E se un giorno avremo, come
ho espresso all’inizio, una popolazione carceraria che supererà quella dei
cittadini onesti lavoratori e non, la deduzione che ne consegue è la seguente:
da un’Italia ricostruita a un’Italia ridimensionata... Volendo citare alcune
cifre, basti pensare alle migliaia di aggressioni ai sanitari, alle autorità
scolastiche, alle Forze dell’Ordine; per non parlare di alcune migliaia di
morti sul lavoro e ancor più di quelli infortunati. Ma il dramma nel dramma, a
mio avviso, sta nel fatto che da un po’ di tempo i reati sono commessi anche di
minorenni, con l’aggravante che se al di sotto dei 14 anni non sono perseguibili
e quindi non punibili, come esenti da tali provvedimenti anche coloro che
commettono reati in quanto affetti da gravi patologie mentali.
Per dirla tutta, altri drammi riguardano i danni al
patrimonio, per non parlare delle conseguenze di chi non si è potuto curare (o vi
ha rinunciato) per i diversi aspetti negativi del SSN e, a questo riguardo,
vorrei citare anche i problemi in gran parte mai risolti relativi alle persone
disabili: carenza occupazionale, pensioni di invalidità assai modeste, barriere
architettoniche ancora esistenti un po’ ovunque in sedi pubbliche; oltre ai
molti anziani non sufficientemente sostenuti... A questo punto viene da farsi
qualche domanda: la Costituzione della Repubblica Italiana, per quanto sia da
rispettare, ha ancora un valore? Cosa può fare il cittadino per veder
rispettati i suoi diritti, e di quale sicurezza si può parlare? Credo che sia
oltremodo inutile confrontarsi con altri Paesi, anche perché ognuno conosce le
proprie realtà a cominciare dal fatto che spesso le Leggi e le culture sono
assai diverse. Ma tutto questo per certi versi è aggravato dalla politica
internazionale che, per diverse ragioni economico-finanziarie, commerciali e
strategiche, certi confronti sono necessari anche se a parer mio ogni giorno le
parti interessate si perdono in chiacchiere assai ripetitive, una sorta di
ecolalia che non sempre aiuta a concludere intese, accordi e progetti. Questa
mia modesta breve analisi vuole essere un contributo a prendere coscienza di
una realtà che nel suo insieme ci sta sommergendo giorno dopo giorno, con il
rischio di naufragare in un mare dal quale è sempre più difficile riemergere.
Gratuito pessimismo? Niente affatto: se non si è intellettualmente onesti ed
obiettivi significa propendere per la politica dello struzzo!
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