SEMPRE PIÚ IMPELLENTI LE ESIGENZE DELLA
POPOLAZIONE ANZIANA E INDIGENTE
Aumentano le fasce deboli... diminuiscono risorse e competenze
di Ernesto Bodini
Non mi stancherò di ripetere che il SSN presenta costantemente
lacune in quasi tutte le Regioni, e anche se i mass media aggiornano con
articoli ed inchieste, pare che i politici-amministratori non si scompongano
più di tanto... Certo, gli interventi essenziali vengono garantiti, anche a
costo di ingolfare i P.S. e di incrementare ulteriormente code di attesa spesso
per esigenze “inappropriate” per carenze territoriali. Sappiamo che gli
ospedali presentano non pochi problemi a cominciare dalla scarsità del
personale sanitario sino alla carenza o interruzione
di alcune apparecchiature per diversi motivi; e non minori problemi si
riscontrano nelle strutture sanitarie del territorio dove anche in queste sedi
per prenotare una visita od un esame si rasentano tempi biblici. Ma i problemi
non finiscono qui. Con il sensibile aumento della popolazione anziana più o
meno di pari passo aumentano le persone con due o più patologie croniche (e/o
invalidanti), e una parte di queste necessitano di ricovero in Strutture
Residenziali Sanitarie (RSA) a tempo indeterminato, sia perché sono rimaste
sole e sia perché i loro famigliari non le possono accudire avendo loro stessi
famiglia ed essere ancora in età di lavoro. Il problema in questi casi diventa
più grave per la carenze di dette strutture pubbliche (ben pochi si possono
permettere quelle a pagamento), parte delle quali sono situate in vari luoghi
di provincia e non in città dove sarebbe meno oneroso poter seguire i propri
famigliari. Se diamo per scontato che in molte città (anche del Piemonte)
esistono dei siti dismessi, i politici dell’epoca e attuale non hanno mai
ipotizzato di utilizzarli creando strutture per degenti permanenti, mentre si
cerca di “rimediare” con le cosiddette Case di Comunità... che stentano a
decollare. Ora, è pur vero che le Case di Comunità sono
strutture sanitarie territoriali pensate per offrire ai cittadini un punto di
riferimento unico per numerosi bisogni di salute, e ciò con l’obiettivo di
avvicinare i servizi al luogo in cui le persone vivono, riducendo la necessità
di recarsi negli ospedali per prestazioni che possono essere gestite sul
territorio; ma è altrettanto vero che bisogna rispondere alle esigenze degli
anziani con ricoveri permanenti, in quanto non essendo autosufficienti non sono
più in grado di condure una vita autonoma a casa propria. Si direbbe un cane
che si morde la coda, ma di fronte alle impellenze bisogna fare delle scelte
razionali... magari attuando soluzioni salomoniche. Ma poiché i decisori
deputati sono politici (ministri, assessori e sindaci) che si ritengono unici
competenti, mai si sognerebbero di chiedere un parere anche al comune cittadino
che forse, in certi casi, avrebbe da suggerire più razionalmente. E finché i
politici saranno affetti da presunzione e megalomania (presupposti per le
incompetenze), non si addiverrà ad alcuna soluzione con la conseguenza di lasciare
alla deriva chi ha bisogno di tale assistenza.
E questa sarebbe l’Italia democratica del dopoguerra,
che tanto vanta la conquista della Costituzione e quindi dei diritti di
uguaglianza e di conquista sociale? A tutto ciò si aggiungano le cosiddette
sacche di povertà, e i molti altri problemi che disturbano un Paese sempre più
in discesa. Anche se chi governa vuol dimostrare di avere a cuore le esigenze
dei cittadini, la realtà quotidiana ci inonda di tante discussioni e rinfacci
di reciproche responsabilità, e intanto la popolazione più indigente continua a
subire e, in parte, a peggiorare e a morire prematuramente... Per quanto
riguarda le risorse finanziarie stiamo colando sempre più a picco: attualmente
il debito pubblico ha superato i 3.000 miliardi di euro, e risalire la china è
una impresa sempre più ardua se non impossibile. Poi, alcuni politici si
avvalgono di alcune statistiche affermando che si sta alzando la percentuale
della forza lavoro, ma non fanno alcun cenno per spiegare che sono molte le
persone (spesso giovani) che non contribuiranno mai alla crescita del Paese;
tra queste i morti per incidenti stradali e sul lavoro, i morti per causa di
reati vari, i detenuti (ammesso che prima lavorassero), quelli che sono
diventati invalidi, quelli che si sono trasferiti all’estero, etc. Questa analisi per evidenziare che per far
fronte a certi problemi esistenziali di un popolo, bisogna essere competenti e
non ideologicamente politicizzati; oltre al fatto che chi ha questa
pretesa-presunzione, solitamente ha già la pancia piena e solitamente non pensa
a quella vuota. Questa metafora mi induce a fare le seguenti domande: si è mai
saputo di un politico-amministratore a livello locale o nazionale che non abbia
potuto sistemare un proprio familiare con particolari necessità assistenziali?
Ed eventualmente come ha superato determinate difficoltà burocratiche? Questi
“benestanti-posizionati” sia precedenti che attuali, sono un esercito: dagli
oltre 600 Parlamentari a tutti quelli rappresentanti le sedi ragionali e comunali.
Chi mi legge mi accuserà di aver sconfinato nella retorica, ma a costoro
risponderei che il diritto di vivere (e sopravvivere) non è retorica; mentre
una politica spesso presuntuosa e incapace è indice di irresponsabilità sino a
sconfinare nell’ipocrisia dimenticando che siamo tutti nati con la bocca sotto il naso!
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