L'oneroso impegno della prevenzione in ogni ambito

 

L’ONEROSO IMPEGNO DELLA PREVENZIONE: CHIMERA O REALTÀ

Meno parole e più fatti da parte di tutti se si vuole concretamente 

prevenire ogni sorta di conseguenza. Ma in certe situazioni sarebbe

 utile dare voce anche a chi non ha potere ma più lungimiranza.

di Ernesto Bodini

La nostra “autorevole” Lingua come sappiamo contiene una infinità di parole e verbi che quasi tutti pronunciamo, e quasi tutti determinano e/o condizionano la nostra vita quotidiana, in bene e in male. Anche, se purtroppo, molti mass media usano termini troppo arcaici (incomprensibili a molti), per non parlare della pessima abitudine di alternarli con altri di lingua inglese. Ma fra i termini italiani che vorrei evidenziare in modo particolare è quello della prevenzione, ossia riferita all'insieme delle attività e dei comportamenti adottati non solo in merito alla salute, ma anche a tutte quelle azioni (spesso quotidiane) che ci portano ad agire in un senso o in un altro, al fine di evitare effetti negativi d’ogni sorta. Ma nel nostro Paese quante volte si pronuncia e si invoca la prevenzione? Di per sé è un termine altisonante e spesso inteso come un’azione che è particolarmente ricorrente nell’ambito delle molteplici attività, e laddove possono manifestarsi eventi funesti come i crimini. E a questo riguardo è improprio  parlare di prevenzione sia perché se ne fa molto poca, sia perché non la si sa attuare a sufficienza e anche perché la stessa è difficilmente attuabile per una serie di ragioni. Ecco che allora per questa carenza continuiamo a subire ogni sorta di danni alla nostra persona e al nostro patrimonio. Ma di fatto chi è deputato a predisporre la prevenzione ad esempio a tutela della nostra incolumità? Ovviamente i politici che attraverso i vari organismi e a vario titolo gestiscono il Paese, ma da come si evince ogni giorno dalle cronache la prevenzione non c’é stata o è risultata inadeguata e/o insufficiente. In campo medico e sanitario si è soliti dire: “meglio prevenire che curare”, un detto saggio anche se assai discutibile per via delle inefficienze del SSN; ma per quanto riguarda la tutela del patrimonio e soprattutto della nostra incolumità, l’atto del prevenire è sempre più esiguo... e intanto si soccombe e si muore. È evidente che a monte vi sono delle responsabilità rappresentate da più persone con diversi incarichi, le quali se additate si giustificano in diversi modi come ad esempio carenze di risorse umane ed economico-finanziarie. Anche se questa giustificazione è inopinabile non è sufficiente, e questo perché chi ha inteso ricoprire un determinato ruolo pubblico deve garantire l’efficienza del ruolo assegnato, e se non in grado sarebbe saggio (e doveroso, oltre che onesto) lasciare il posto ad altri più dotati di maggiori requisiti e competenze per garantire il massimo della efficienza come quella, appunto, della prevenzione. Purtroppo, bisogna anche dire che la popolazione comune non sempre collabora con le Istituzioni, e le stesse in certe situazioni non si fanno coinvolgere per addivenire ad una corretta prevenzione, e questo complica ulteriormente tale azione sino a renderla poco o per nulla concreta. Quindi, a mio modesto parere, quando si pronuncia e si invoca la prevenzione è bene cercare di capire se ve ne è bisogno, e se sussistono gli estremi e le competenze per attuarla, proprio perché il più delle volte tale esigenza a vario titolo coinvolge tutti noi. Ma va anche detto che la prevenzione non sempre è attuabile, ad esempio per quanto riguarda gli imprevisti, qualsiasi essi siano; cui seguono spesso conseguenze molto serie per la vita del Paese e della intera collettività. A questo punto sorge la domanda: che fare? Anche se da tempo mi dedico alla analisi, descrizione e divulgazione delle tematiche sociali, non ho una risposta che appaghi tutti noi; ma nello stesso tempo posso suggerire che dovrebbe attuarsi più trasparenza tra Istituzioni e cittadini, riducendo le distanze a cominciare dal confrontarsi ed eventualmente collaborare..., ma se le stesse continuano a non incontrare “de visu” i cittadini nemmeno per un semplice colloquio, la prevenzione in ogni dove resterà confinata per lo più nella teoria... cronaca quotidiana docet! Queste mie considerazioni sul termine e sull’atto della prevenzione sembrano retorica, mentre non lo è affatto in quanto solitamente si tende a dire facciamo, ma poi il tutto, o quasi, resta da fare.

 

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