ITALIA BEL PAESE MA...

 

ITALIA BEL PAESE, MA SEMPRE PIÚ POVERO DI RISPETTO E SERENITÀ

Sedici lustri di onorate conquiste ma si potrebbe fare molto meglio per tutti

di Ernesto Bodini

Festeggiare un avvenimento come gli 80 anni della Repubblica Italiana è ovviamente più che doveroso, sia per la ricorrenza in sé e sia per ricordare che lo Stato c’é e resiste da 16 lustri, nonostante sia siano patiti eventi d’ogni sorta: crimini, devastazioni, insurrezioni, alluvioni, terremoti, crisi finanziarie, bufere politiche d’ogni sorta, ed altro ancora. Ma in tutti questi lunghi anni anche oggi non si è fatto cenno ad un altro nemico del Paese: la burocrazia, che non ci ha mai abbandonato e gli episodi a discapito della collettività non sono mai mancati. Nel contempo sono nate realtà con finalità di “compensazione” come le svariatissime associazioni di volontariato, con molti esempi di generosità (più raramente di puro evergetismo), collocando il nostro Paese tra più avanzati dal punto di vista della libertà, delle conquiste, della democraticità, dell’uguaglianza e dello sviluppo in molti settori produttivi e culturali. In quest’ultimo caso lo sforzo è, per così dire, minimo in quanto siamo eredi di numerosi e ricchi patrimoni artistici. Ma riallacciandomi all’apertura dell’articolo i festeggiamenti per l’attuale ricorrenza doverosamente richiamano in particolare la “preziosa” Carta Costituzionale, la quale sancisce preziosi diritti e doveri cui tutti dobbiamo godere e attenerci. Ma se mi è concesso, di questa conquista non si fa mai cenno alle lacune per via della inosservanza di alcuni articoli della stessa, del resto è fin troppo facile commentare le intelligenti e buone intenzioni dei padri della Costituente, i quali non potevano però prevedere alcune evoluzioni... penalizzanti. Si prenda ad esempio il problema della Giustizia con tutte le diatribe al suo interno, per non parlare degli effetti negativi che per numerosi errori giudiziari a tutt’oggi svariate migliaia di detenuti innocenti languono nelle patrie galere. Altro aspetto da mettere in discussione i molteplici problemi in ambito sanitario nonostante la rivoluzionaria Riforma del SSN (833/1978). E che dire di tutte le fasce deboli (disabili gravi ed anziani) che versano in condizioni di disagio e spesso di grave precarietà? Ed ancora, che dire della sempre più ricorrente criminalità, peraltro aggravata con l’ingresso di stranieri che non si riesce a controllare, e soprattutto a prevenire? Poi bisogna aggiungere l’interminabile susseguirsi nel voler inseguire un ruolo politico, con l’ambizione di arrivare a tutti i costi all’apice e goderne le relative spettanze morali e materiali. Questa breve analisi è dettata dalla constatazione quotidiana di quello che accade davanti e dietro di noi, ma molti ne rimangono “distratti” ammirando le Frecce Tricolori, la parate militari, lo sventolio del Tricolore; certo, tutto è lecito, ma a costoro vorrei chiedere qual è la loro conoscenza effettiva dei diritti e dei doveri e se posseggono una copia della Costituzione; inoltre se sono in grado di seguire, analizzare e commentare quello che accade in ambito politico-giuridico; ad esempio, a tal riguardo non ho recepito alcun commento in merito all’annullamento delle circa cinquemila denunce per il reato in merito all’art. 323 del Codice Penale (abuso d’ufficio), in quanto l'abrogazione costituisce un'abolitio criminis, un provvedimento che sono certo ci riserverà ulteriori sorprese: basti rammentare che prima della suddetta abolizione erano attive, appunto, oltre cinquemila denunce a carico dei burocrati che hanno commesso quel reato e, come volevasi dimostrare, come ripeto, sono state quasi tutte depenalizzate... Ora, è pur vero che siamo un Paese di conquiste rispetto ad altri, ma è altrettanto vero che gli aspetti positivi non alienano quelli negativi, così come una buona azione non annulla un peccato commesso in precedenza... anche se si può essere perdonati. Mi si lasci ancora aggiungere che in circostanze storiche plateali come quella odierna, si è soliti rievocare illustri uomini di rigore morale, politico e culturale, non solo citandoli (per lo più brevemente) per quello che ci hanno trasmesso, ma anche deponendo una corona d’alloro o una targa da affiggere in qualche sede istituzionale... a perenne memoria. Ma tutto questo basta? Personalmente non direi perché nonostante i doverosi sforzi di tutte le Istituzioni preposte, le cronache quotidiane ci aggiornano su quanto la collettività in gran parte è costretta a subire. Concludo richiamando ancora il “cancro” dell’Italia (alla mia attenzione da oltre sei lustri) che nessuno vuole affrontare e, nonostante i fatti mi diano ragione, pare non si voglia realizzare un vaccino antiburocratico... e intanto tale patologia sociale continua ad infettare con effetti pandemici. Ergo: l’Italia è sicuramente un bel Paese, ma per meglio riconoscersi si avrebbe diritto di godere un minimo di serenità... magari con meno onorificenze!


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