NEL
CENTENARIO DELLA MORTE DI CAMILLO GOLGI
Medico
istologo e scienziato premio Nobel per la Medicina
di
Ernesto Bodini
È noto che anche l’Italia può vantare un certo numero di scienziati e premi
Nobel di valore che, con il loro lavoro e di dedizione hanno contribuito al
progresso scientifico e culturale. Fra questi Camillo Golgi (1843-1926), il medico e scienziato pavese che, con
le sue ricerche istologiche gettò le
basi per gli studi odierni del nostro cervello, e primo italiano a vincere il
premio Nobel nel 1906; riconoscimento per l’Istologia (studio dei tessuti), al
cui ricevimento fece eco un atteggiamento di “riluttanza” dal punto di vista
formale, ma soprattutto per tale assegnazione fu ex aequo con il suo “nemico giurato” , il suo collega spagnolo
Santiago Ramò y Cajal (1852-1934), noto per le idee radicalmente diverse dalle
sue in campo istologico. Infatti, secondo le cronache, di fronte alla
autorevole platea svedese, iniziò a decantare le proprie scoperte criticando
quelle del collega spagnolo: un passo falso di cui si pentirà... Ma a parte
questa incresciosa parentesi il Golgi, basandosi sulle idee del medico tedesco
Joseph von Gerlach (1820-1896), sposò la cosiddetta “teoria reticolare”,
secondo la quale il sistema nervoso è una rete continua, simile a dei vasi
comunicanti. Opposte la tesi e le convinzioni di Ramon y Cajal, il quale
affermava che le cellule nervose sono unità indipendenti (non fuse in una rete)
e sono tra loro contigue e non continue (“teoria del neurone”). Nonostante i
due scienziati abbiano usato le stesse tecniche di indagine, le conclusioni non
collimavano affatto. A questo punto
viene da chiederci chi abbia percorso la strada giusta. Nel 1906 non si era
giunti ad una risposta giusta e univoca, tuttavia la Commissione accademica
svedese conferì il premio Nobel ad entrambi avendo contribuito a migliorare le
conoscenze istologiche. Ma a distanza di anni la Scienza darà ragione allo
spagnolo, in quanto la sua “teoria del neurone” risultò essere l’intuizione
corretta, mentre da sempre Golgi aveva convinzioni errate... anche davanti ad
autorevoli colleghi, e per questo la Comunità scientifica tendeva a
dimenticarlo... Laureatosi in Medicina
a Pavia nel 1865 con una tesi su “Eziologia
delle malattie mentali” discussa con Cesare Lombroso (1835-1909, il padre
dell’antropologia criminale, interessandosi ai suoi lavori, Golgi in seguito
preferì frequentare il laboratorio istologico diretto da Giulio Bizzozero
(1846-1901), suo mentore, animato dalla passione per la ricerca scientifica.
Superate alcune difficoltà di sostentamento Golgi proseguì con profitto nella
ricerca tant’è che nel 1873 scoprì la cosiddetta “reazione nera”, un metodo che
consente di visualizzare le cellule del
tessuto nervoso, rendendo pubblico nello stesso anno tale lavoro comunicandolo
alla Gazzetta Medica Italiana-Lombarda. Per quanto “originale e innovativo”
tale risultato fu accolto con una certa freddezza, sia perché in quegli anni le
proposte di tecniche istologiche erano numerose, e sia perché il futuro premio
Nobel si rivolse a riviste con una diffusione limitata. In seguito a ciò a
Pavia nel 1881 ottenne la Cattedra di Istologia e successivamente anche quella
di Patologia, dove inaugurò un laboratorio dedicato, punto di riferimento per
la ricerca per molti talenti e di rilievo di tutta Italia. In questa sede
Golgi compì importanti scoperte
pubblicando i suoi studi anche in lingua francese per una maggiore diffusione.
In questo contesto nel 1878 identificò i cosiddetti organi muscolo-tendinei di
Golgi-Mazzoni, destinati a ricevere sensazioni di freddo, e nel 1879 gli imbuti
cornei della mielina. Nel 1885 si dedicò allo studio della malaria,
individuando il microrganismo che provoca la malattia (plasmodio). Da qui in poi
la sua fama aumentò divenendo Rettore dell’Ateneo tra il 1893 e il 1896.
Nonostante gli impegni istituzionali le sue ricerche ebbero un ulteriore
sviluppo, e nel 1898 comunicò la scoperta di un organulo di composizione
lipoproteica (noto come “apparato del Golgi”), che riveste una importanza
fondamentale in molti processi cellulari, la cui esistenza è stata
ufficialmente confermata negli anni ’50 grazie
al microscopio elettronico. Nel 1900 Golgi è stato nominato Senatore del
Regno per alti meriti scientifici; sei anni dopo ebbe il premio Nobel in
Medicina, seguito da molte lauree honoris causa a livello internazionale.
Durante la prima guerra mondiale diresse l’ospedale militare di Pavia,
realizzando un Centro per la riabilitazione delle lesioni al sistema nervoso
periferico. Nonostante le sua scarsa ortodossia nei confronti del collega
spagnolo, Golgi in Lombardia è il nome del medico tra i più citati nella letteratura
scientifica internazionale e oggi, anche il pubblico può compiacersi della sua
autorevolezza... nonostante quei perdonabili... incidenti di percorso.
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