UN
RICORDO, UNA RELIQUIA, DOPO UN’INTERVISTA AD UN RESTURATORE
Passano gli anni ma ogni tanto affiorano i più bei
ricordi
della mia esperienza in visita alle botteghe di restauro di Torino
di Ernesto Bodini
Oggi è sempre più ricorrente parlare di crisi un po’ in tutti i settori
produttivi, sia per la carenza di mano d’opera in qualsiasi tipo di impiego, e
sia per le tasse che a vario titolo si ripercuotono sulle attività industriali e
commerciali. A Torino e provincia (e non solo), ad esempio, sino a non molti
anni fa esistevano molte botteghe di restauro: ebanisteria e legno antico,
tappeti e arazzi, vetrate artistiche, ferro battuto, laccatura e doratura,
ceramiche e maioliche, tappezzerie e stoffe, etc.; un piccolo esercito che non
solo ha riportato alla luce l’antico splendore di vari manufatti, ma anche il
richiamo ad una disciplina che è appunto l’Arte del Restauro che, nel corso di
molti decenni, privati ed Enti Pubblici hanno potuto far rievocare secoli di
storia, e tra questi il Piemonte può esserne fiero. Ma purtroppo la crisi ha
colpito anche questi maestri del tatto artistico, tanto che le botteghe sono netta
diminuzione. Tuttavia, nel corso di questi due-tre decenni si è cercato di
risalire la china grazie anche alla Associazione Piemontese Restauratori d’Arte
(A.P.R.A.) in collaborazione con la nota e generosa antiquaria torinese Maria
Luisa Rossi (oggi scomparsa), ed altri Enti privati, è stata fondata la Scuola
per Artigiani Restauratori con sede presso il Ser.mi.g. (Servizio Missionario
Giovanile), che personalmente ho contribuito alla diffusione. Ma poi, col tempo,
molti artigiani sono andati in pensione e pochissimi hanno potuto rilevare la
loro bottega, e quasi più nessuno si è potuto rendere disponibile in qualità di
docente per la Scuola. Ma per vent’anni ho seguito e recensito le attività
dell’A.P.R.A. con passione e gratuita disponibilità, sino a diventarne
presidente onorario, una attribuzione che forse mi stava in po’ stretta ma che
i soci dell’Associazione sostenevano che meritassi a pieno titolo. La mia
memoria finora non mi ha tradito e ricordo un po’ tutti i protagonisti
dell’Arte del restauro, come pure ho ancora presente alcuni loro manufatti riportati
all’antico splendore; articoli, foto e immagini restano impresse a testimonianza
di quanto è stato fatto... e quanto ancora resterebbe da fare. Durante una
delle mie “incursioni” in queste botteghe, sono capitato in quella di Angelo
Asèro esperto nel trattamento del legno antico. Nel corso della coinvolgente conversazione
che aveva lo scopo di una intervista, il mio occhio cadeva sul tavolo di lavoro
al centro del quale era posata una piccola “scultura lignea” di circa 15
centimetri raffigurante il Cristo...
deposto dalla Croce, in parte sfigurato e parzialmente senza arti. Sul retro
era ancora inserito un chiodo probabilmente per essere appeso; totalmente
tarlato e, incuriosito, chiesi al restauratore la provenienza... Il signor
Asèro non fu molto preciso e né mi disse perché non volesse restaurarlo, o
forse non ne valeva la pena; anzi, con molta spontaneità me ne fece dono
precisando che quel manufatto probabilmente aveva quattro o cinque secoli di
vita... Ma indipendentemente da ciò, di questo dono così “prezioso” ne restai
sconcertato e incuriosito, e ricordo che dopo quel gesto di grande generosità mi
ripresi e conclusi l’intervista. Non capita tutti i giorni di venire a
contatto con una “reliquia”, e tanto meno averne omaggio; ma è indubbio che
frequentare il mondo dell’Arte non solo si vedono valori storico-artistici di
un certo pregio, ma si possono incontrare persone umili che hanno fatto
dell’Arte di restauro la loro ragione di vita, e nello stesso tempo “privarsi”
di qualcosa che per loro ha rappresentato e rappresenta molto e, farne dono
senza alcuna premeditazione, il significato non può che essere il completamento
dell’ultima tappa di un percorso che forse oggi non si ripeterebbe più. Anche
per questa ragione conservo gelosamente quella preziosa per me reliquia, la
quale mi ha ispirato questa rievocazione... e quasi certamente con un senso di protezione!
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