Se la mente di ognuno si potesse ravvedere...

 

SE LA MENTE DI OGNUNO SI POTESSE RAVVEDERE...

Servono più razionalità e coerenza nelle azioni a tutela dei nostri diritti 

di Ernesto Bodini 

Più passano gli anni e più non concepisco la mentalità dell’italiano medio (per non dire di quasi tutti), il quale si lamenta di continuo dei paradossi e delle ingiustizie che continua a subire a causa della burocrazia e di Leggi in vigore ma non applicate. In genere alcune fasce di popolazione scendono in piazza per manifestare un disagio, un’ingiustizia o per rivendicare un diritto verso i politici... pur facendo determinati nomi. Ma costoro non si rendono conto che terminata la plateale “esibizione” sia pur in numerosa partecipazione, non ottengono ascolto e tanto meno la soddisfazione di poter discutere su quanto lamentato e/o richiesto, ma semmai per le strade lasciano il risultati del loro vandalismo i cui costi di ripristino sono poi a carico della collettività. Il nostro sistema, è bene ricordare, è impostato sulle basi di una quasi secolare lodevole (nei princìpi) Costituzione della quale non si riesce però a far rispettare alcuni articoli, e poiché il reclamare in piazza non porta quasi mai a nulla, esiste (da sempre) la possibilità di rivendicare le non osservanze da parte delle Istituzioni e quindi delle varie Pubbliche Amministrazioni, redigendo esposti/diffida e a maggiore ragione oggi che è stato abolito l’art. 323 del C.P., ossia l’abuso d’ufficio. A questo riguardo mi sovviene (e condivido) quanto sosteneva il politico e scrittore anglo-irlandese Edmund Burke (1730-1797): «Quanto è più grande il potere, tanto più pericoloso è l’abuso». Ma veniamo, ad esempio, al “laconico” tema Sanità pubblica tra i più attuali, perché da svariati anni per le fatidiche liste d’attesa (ed altre cause) molti italiani non riescono a curarsi (sinora 6 milioni), nello specifico a prenotare in tempi utili una visita medica specialistica od un esame strumentale; eppure la Legge 833/1978 e in particolare gli artt. 3 e 32 della Costituzione parlano chiaro. Ora, se le Istituzioni politico-sanitarie non riescono a garantire quanto di diritto dei cittadini-pazienti, è evidente che alla base non solo c’é una crisi economico-finanziaria ma anche lacune alla fonte gestionale (anche in tema di salute maggioranza e opposizioni non vanno mai d'accordo), oltre a presumibili ingerenze di particolare carattere politico. Ma quel che è peggio, come personalmente sostengo da molto tempo, sono molto i cittadini che non si avvalgono (o non sanno avvalersi) delle Leggi, per il cui rispetto occorre imporsi, come ripeto, per iscritto con raccomandata A/R di diffida per mancata assistenza (nei casi più specifici, dimostrando, trattasi di omissione). L’incongruenza dei legislatori e dei politici amministratori sta nel fatto che vengono meno al seguente concetto: quando una Legge è in vigore e per una qualunque ragione non viene (o non può essere) applicata, va da sé che la stessa dovrebbe essere modificata o abolita, diversamente è anacronistico e assurdo tenerla in vigore e, non intervenendo in merito, equivale a vessazione e sudditanza. Ma a questo punto mi chiedo: perché la quasi totalità dei cittadini italiani anziché lamentarsi (sterilmente) in piazza non prendono carta e penna denunciando l’ingiustizia che stanno subendo? A questa domanda potrei approcciare qualche risposta, ma sostanzialmente da come ho dedotto da più voci vi è un atteggiamento di incoerenza e di codardia; mentre non si rendono conto che le P.A. quando devono comunicare al cittadino lo fanno sempre per iscritto e mai verbalmente. In buona sostanza, seppur di diritto, sarebbe da criticare il vociare comune e sfogarsi scrivendo lettere ai giornali proprio perché questi non sono gli interlocutori direttamente interessati. Evidentemente, come più volte ho constatato, generalmente gli italiani preferiscono vivere con un problema che non riescono a risolvere, piuttosto che accettare una soluzione che non riescono a comprendere. Vorrei aggiungere che personalmente, da quando sono stato dimesso dal collegio (dai 18 anni in poi), ho imparato a mie spese che se non ci si sa difendere da soli si è destinati nel limbo dei perdenti; ma ciò che mi rattrista ancor più è che molte persone particolarmente “fragili” culturalmente e psicologicamente non le tutela nessuno, ed è anche per questa ragione che in ambito sanitario molte di loro hanno rinunciato a curarsi: troppo deboli di fronte all’ingiustizia, per loro è come se non esistesse più la Legge 833/78 e tanto meno la Costituzione. Una ulteriore assurdità è data dal fatto che molti cittadini non si fanno aiutare... e, intanto, sia pur in altri ambiti le truffe aumentano, come pure le speculazioni, le evasioni fiscali, e il non meno deplorevole popolo dei falsi invalidi. Non ultimo, la classe politica mantiene il suo modus vivendi ed operandi : poco conclude a tutela della collettività... trincerandosi dietro a quel "legittimato" potere (sic!). Concludo condividendo e prendendo a prestito, quanto sosteneva Albert Einstein (1879-1955): «Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato».


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