Più tecnologia meno umanizzazione...

 

PIÙ TECNOLOGIA UGUALE A MENO UMANIZZAZIONE

Sovente sono penalizzate le relazioni con il pubblico

nonostante le P.A. ricorrano ai volontari delle associazioni 

di Ernesto Bodini

Indipendentemente dalla crisi del SSN, ritengo essere inconcepibile che nelle strutture sanitarie locali del territorio, ospedali compresi, per l’informazione al pubblico ci si debba avvalere talvolta di volontari, solitamente appartenenti ad associazioni (Odv). A tal riguardo bisogna considerare che, nonostante la buona volontà dei suddetti, a volte gli stessi non solo risultano incompetenti, ma in taluni casi vengono a conoscenza dei dati sensibili del pubblico; circostanza che è in netta contraddizione con la privacy. Questo ricorrere al volontariato (o personale di cooperative) è segno evidente di carenza di personale pubblico che non si vuole assumere e, in questo caso, le Istituzioni non lamentino ulteriore disoccupazione. Inoltre, tra questi operatori pubblici non sempre vi è disponibilità, e non sempre hanno caratteristiche ed attitudini per tale ruolo, nonostante gli interessati abbiano dovuto partecipare (si presume) ad un concorso per essere assunti. Ancora oggi fra questi addetti si riscontrano scortesia (il saluto è un optional), impazienza, incompetenza e a volte  arroganza trattando i cittadini come loro sudditi. Anche se questi casi rappresentano la minoranza, si riscontra in essi un ulteriore aggravio dei rapporti dovuto alla burocrazia e, di questo passo, si continuerà a rimpiangere i tempi in cui il rapporto cittadino-utente e P.A. era più trasparente e della massima disponibilità, mentre il volontariato agiva autonomamente senza interferire con i ruoli della P.A. Ieri, rispetto ad oggi e soprattutto dopo l’evento pandemia da Covid-19, i rapporti tra le parti sono generalmente peggiorati soprattutto manifestati, come ripeto, dalla incomprensione e dalla poca pazienza verbale, sia de visu che per telefono, rendendo più difficile fruire una certa prestazione,  o a volte anche una semplice informazione sia al telefono che allo sportello; ed è così che la cosiddetta umanizzazione continua a restare pura teoria. Nei casi più gravi taluni cittadini-utenti reagiscono con l’aggressione fisica o verbale soprattutto in ambito sanitario e, a parte i soggetti con turbe mentali o sotto l’effetto di droghe, il più delle volte basterebbe una maggior disponibilità al dialogo. Anche questa è prevenzione, ma in tal senso le P.A. non intendono aprirsi oltre... I politici in genere e pubblici amministratori in particolare, credono di gestire bene la cosa pubblica e quanto di dovere, ma quasi sempre prediligono la spending review e gli obiettivi da raggiungere, e magari non essere soggetti a seccature...; ma intanto molte esigenze del pubblico sono disattese o non prese in carico nel modo e nei tempi dovuti. Ma con tutta onestà bisogna anche dire che sarebbe opportuno da parte del pubblico provare ad immedesimarsi in chi sta dall’altra parte, anche se ciò non è certo facile e comunque richiederebbe una certa dose di predisposizione, tempo ed obiettività. Si consideri inoltre che la maggior parte dell’utenza è popolazione anziana che richiede più pazienza e dedizione, in ragione del fatto di maggiori e costanti esigenze; quindi questi addetti al pubblico dovrebbero rendersi conto che anch’essi sono o saranno fruitori e aver bisogno dei loro colleghi... Queste sono “reprimende” non di poco conto se si considera quanto sia sempre più difficile comprendersi a vicenda e, anche se oggi si tende dare colpa all’effetto Covid-19, in parte pur vero, ciò non deve costituire un’alibi... favorendo così quel continuo malessere, pur nel doveroso rispetto delle altrettanto lodevoli eccezioni.


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