La libertà va garantita ad oltranza...

 

LIBERTÀ: UNA PREZIOSA CONQUISTA DA NON PERDERE 

Ma quella di oggi è molto penalizzata da nuovi despoti

invasori e dalla recrudescenza dei fatti criminosi

di Ernesto Bodini 

Come tutte le ricorrenze annuali importanti solitamente ogni Paese ritiene (o quasi) che il concetto di LIBERTÀ deve prevalere su tutto... o quasi. Si prenda ad esempio la realtà italiana che, a parte il coinvolgimento (anche) nell'ultimo conflitto mondiale, per oltre un ventennio ha subito il prepotente dominio dell’era fascista e, per certi versi, non meno “condizionante” il periodo della monarchia sia pur con i suoi alti e bassi. Quindi, per quello che ci riguarda, dal 1946 l’Italia è diventata per volere di popolo una Repubblica e quindi un Paese libero... guidato da quella preziosa Carta Costituzionale. Questo documento, creato con dedizione e lungimiranza dai padri della Costituente, contiene ben 139 articoli a titolo di princìpi e conferma di una serie di diritti (e doveri), ovviamente in primis quello della LIBERTÀ, la cui ricorrenza annuale a titolo di memoria è il 25 aprile: Festa della Liberazione. Da allora ad oggi questa Carta che da sempre molti Paesi ci invidiano, ha favorito la nascita di molte Leggi innovative e garantiste, per la verità in parte conquistate con sollecitazioni e rivendicazioni a furor di popolo, sia pur in gran parte inevitabilmente condizionate dalla politica attraverso i suoi esponenti che si sono avvicendati nelle varie Legislature. E, tanto per ricordare, prima delle ultime elezioni i parlamentari erano 630 (deputati) e 315 (senatori); con il referendum costituzionale del 2020 i suddetti sono diventati rispettivamente 400 e 200. Una sforbiciata che faceva presagire ad una qualche miglioria di costi ma soprattutto dal punto di vista di una migliore conduzione del Paese, ma da allora ad oggi molte situazioni all’interno non sono cambiate, anzi, a mio avviso sono peggiorate e in questo senso l’elenco sarebbe interminabile... Quindi, richiamando quella preziosa azione che si chiama, appunto, LIBERTÀ, ritengo che onorarne la ricorrenza (al di là del dovere costituzionale) rasenti l’ipocrisia, proprio per effetto di una discutibile conduzione del Paese, come pure della criminalità sempre più dilagante a scapito della nostra incolumità  costantemente a rischio; e se poi vogliamo citare ancora una volta il dilemma dei detenuti innocenti a causa di errori giudiziari, il concetto di LIBERTÀ assume un tono di insulto e a dir poco offensivo. Ora, è pur vero che  i nostri avi ci hanno liberati dai despoti e dagli invasori, ma è altrettanto vero che i quotidiani eventi criminosi li hanno “degnamente” sostituiti. Ulteriore insulto alla LIBERTÀ consiste nel fatto che oggi per assurdo si è sempre meno liberi di soccorrere un nostro simile in pericolo per causa altrui, in quanto si è a rischio di soccombere a nostra volta. Ad onor del vero una delle LIBERTÀ che ancora non è penalizzata (a parte rari e particolari casi) è quella di pensiero e di stampa, ossia ciascuno di noi può pensare e dire ciò che vuole ovviamente sempre nel rispetto delle Leggi della dignità altrui. Ma sempre in tema negativo, si aggiunga anche la miriade di casi in cui determinate leggi cosiddette garantiste non sono rispettate e, tanto per stare in tema, così pure la Costituzione in particolare gli artt. 3 e 32, per citarne alcuni. In buona sostanza, anche se rispetto ad alcuni Paesi il nostro si regge sui pali della (tremolante) democraticità, bisogna ammettere che la stessa dovrebbe cambiare denominazione, proprio perché non vi è democraticità se non vi è uguaglianza e più tutela della propria incolumità e rispetto dei diritti, compresi quelli di chi (a rischio della propria vita) è deputato a tutelare la collettività. Con queste mie osservazioni, che peraltro vanno di pari passo con il modo di vivere “socratico” e onorevolmente di anticonformista, credo di aver proiettato una sia pur tenue luce con l’intento di ri-assegnare alla parola LIBERTÀ il suo giusto valore, affinché non rimanga confinato in uno scritto dichiarato, diversamente il 25 aprile equivarrebbe ad una data qualsiasi... Un’ultima osservazione: non è una questione di lana caprina affermare che la burocrazia è un ulteriore ostacolo alla LIBERTÀ ma, finché la burocrazia non viene alienata, per molti aspetti non ci si può considerare totalmente liberi. Anche da più parti (Istituzioni e Clero) si reclama di continuo la garanzia di  LIBERTÀ, ma nel frattempo la stessa sta venendo sempre meno!

 

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