SE IL COVID-19 È SCOMPARSO
LE VARIE FERITE SONO ANCORA APERTE
Oggi, individuare
responsabili e colpevoli serve a poco, se non a nulla,
ma indubbiamente le vittime perseguono la coscienza di ognuno di loro
di Ernesto Bodini
Se un
decorso clinico, rappresentato da una cartella clinica (più o meno voluminosa) necessita un commento anche per eventuale aggiornamento in casi di recidive),
ben di più si potrebbe ipotizzare nei casi in cui si è manifestata una
epidemia come la recente a causa del Sars-CoV-2 che, in un certo arco di tempo,
ha coinvolto una notevole quantità di pazienti. A tal riguardo, evidente
l’immane opera dei medici, infermieri e Oss impegnati non solo a diagnosticare, curare e assistere ma anche a compilare quelle benedette cartelle cliniche dalle quali
emergono nomi e cognomi appartenenti a tutte le età, sintomatologie, effetti
collaterali, prescrizioni di esami e di
farmaci. Tutto ciò resterà negli archivi degli ospedali e copia in possesso
degli stessi pazienti. Ma cosa resterà, invece, in mano alla scienza medica ed
altre affini? Indubbiamente una miriade di resoconti firmati e contro firmati
da ministri e addetti alle commissioni varie che hanno gestito l’andamento
pandemico. Per quanto riguarda i mass media (italiani ed esteri) dovrebbero
avere altrettanto in archivio articoli,
interviste e reportage a memoria del loro lavoro come testimonianza di
un’epoca... In seguito, e anche più recentemente, non sono mancati commenti e
critiche sull’operato di chi in quel periodo era politicamente ed operativamente
ai “comandi” per gestire la situazione, le cui decisioni ammettono essere state
più di carattere politico che scientifico..., e se così è stato, quanto è stata
penalizzante questa scelta che ha messo in ginocchio l’intero Paese non
considerando nel modo dovuto la consulenza dei più noti esperti nel campo della
Medicina e della Virologia in particolare? A questo proposito in quei lunghi e
penosissimi quattro anni infinite sono state le interviste e i confronti con
più esperti, spesso ospiti nelle varie emittenti televisive e alcuni social, il
cui contributo a mio avviso è servito solo parzialmente in quanto appartenenti
a diverse “correnti” e, soprattutto (va detto per inciso), in parte condizionati
dai conduttori che li hanno ospitati una infinità di volte e, unitamente alla
diffusione di bollettini pluri quotidiani, che hanno disorientato non poco la
popolazione. Poi, si è aggiunto il dramma della vaccinazione di massa con un
siero sperimentale e testato "in poco tempo", per affrontare durante la pandemia, l’emergenza sanitaria.
Ma non basta. Durante l’emergenza non sono mancati i “necessari” provvedimenti
come l’adozione delle mascherine, il distanziamento per poter continuare a
lavorare e studiare in sicurezza, ovvero il tanto discusso lockdown che ha
creato notevoli crisi relazionali soprattutto tra gli adolescenti e gli
anziani.
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