Lettera in ricordo ad Albert Sabin

 

A 33 ANNI DALLA SCOMPARSA DI ALBERT B. SABIN

Per il grande scienziato, scopritore del vaccino antipolio,

una accorata lettera-ricordo dell’autore che lo ha conosciuto

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Caro Prof. Sabin,

scrivere una lettera a Te, che ormai hai conquistato la pace eterna, può sembrare anacronistico se non assurdo. Ma la mia intenzione che coltivo da quando ci hai lasciati, supera questo aspetto apparentemente utopistico giacché da quando Ti conosciuto negli anni ’80, e precisamente dall'85 all'89, invitato a Torino più volte per presiedere importanti convegni scientifici, conservo di Te il ricordo più bello e profondo che la mia mente e il mio cuore difficilmente riusciranno a rimuovere... nonostante il molto tempo trascorso. Avendo seguito le molteplici relazioni che hai presieduto, onorando il folto pubblico e i Tuoi esimi Colleghi provenienti da ogni parte del mondo, il mio coinvolgimento da profano sia pur agli esordi del giornalismo, mi ha fatto entrare timidamente in un mondo assai vasto all’interno del quale la Tua autorevolezza si è “imposta” con rigore non solo scientifico ma anche se non soprattutto umano. Ricordo gli scroscianti applausi non solo al Tuo ingresso nelle platee congressuali, ma anche ogni volta che prendevi parola per rievocare qualche breve passo del Tuo rigoroso iter scientifico, comprensivo ogni volta di qualche monito ai potenti del mondo affinché adottassero il Tuo prodigioso vaccino, e potesse giungere a tutti i bambini del mondo. Il Tuo rimprovero-invito era comunque sempre pacato, senza “acredine” poiché gli astanti comprendevano la bontà del Tuo messaggio, tant’é che fosti invitato più volte a portare la Tua parola rievocando il frutto dei sacrifici, unitamente a quello dei Tuoi esimi Collaboratori. Contemporaneamente, ogni volta giornalisti e “curiosi” Ti avvicinavano per una intervista, una semplice dichiarazione, o anche per una foto ricordo; richieste alle quali con umiltà e spontaneità non Ti sei mai sottratto. Fra questi momenti, in occasione di una breve pausa congressuale nel 1986 Sei stato ospite in Comune per essere festeggiato per il Tuo 80° compleanno, e proprio in quell’occasione ho avuto la “fortunata” opportunità (in realtà è stato un mio desiderio) di poterTi avvicinare, avendo sentito il bisogno-dovere di ringraziarTi idealmente a nome dell’umanità intera per il contributo benefici da Te apportato... non avendo voluto brevettare la Tua scoperta. Durante questo breve incontro ricordo di essermi a Te presentato con le seguenti parole: «Buongiorno Prof. Sabin, sono un poliomielitico prima dell’avvento del Suo vaccino, e volevo idealmente ringraziarLa a nome della collettività»; con un sorriso paterno mi hai risposto domandandomi: «E adesso come stai?». «Bene, grazie», ho risposto.

In quei precisi istanti il fotoreporter ci ha scattato due flash, due immagini che conservo gelosamente a ricordo imperituro, e da allora mi sono dedicato alla conoscenza approfondita della storia della poliomielite in tutti i suoi lunghi percorsi, come pure delle varie fasi della Tua vita umana e professionale tanto che oggi, senza essere smentito da chicchessia, mi posso ritenere un Tuo biografo. Con questo impegno negli anni a venire mi sono attivato per ricordare un po’ ovunque il Tuo nome, la Tua storia, la Tua scienza con i suoi risultati e soprattutto la Tua bontà che, a pieno titolo, ritengo Tu possa essere annoverato tra i massimi esempi dell’evergetismo, ossia quella forma di filantropia non fine se stessa ma dal più totale coinvolgimento per essere meritata... nonostante molti tendano a dimenticare. Dal 1993 so che riposi nel cimitero di Arlington accanto alla Tua (ultima) compagna di vita Heloisa che, è bene il popolo sappia, ha continuato a dar vita alla ricerca “ispirata” dal Tuo esempio, essendo co-fondatrice del Heloisa Sabin, uno dei membri fondatori del Sabin Vaccine Institute, ricoprendo il ruolo di fiduciaria e/o fiduciaria onoraria dell'istituto dal 1993 al 2016. Oggi, 3 marzo, a distanza di trentatre anni esatti dalla Tua scomparsa, ho voluto ricordarTi scrivendoTi idealmente questa mia breve, con l’asupicio che le future generazioni di medici possano conoscerTi... e magari diventare Tuoi discepoli.

                                                                                             Con affetto, Ernesto Bodini 

(Nella foto scattata dall'autore della lettera: in alto il prof. Gianni Bona, il prof, A, Sabin e l'interprete in una conferenza stampa, scattata dall'autore della lettera)

Nella volitoha ricoperto il ruolo di fiduciaria o fiducia     ria onoraria dell'istituto dal 199Con3 al 2016.

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