LA RECRUDESCENZA DELLA
VIOLENZA MINORILE
I numeri degli eventi sono
sempre più in salita e ancora
troppo modesti gli interventi di prevenzione e
contenzione
di
Ernesto Bodini
In
merito alla vicenda del minore (13enne) che ha aggredito gravemente la sua
insegnante nel Bergamasco, ha fatto ovviamente notizia per tutti i mass media
e, contemporaneamente, si sono espressi alcuni esperti a vario titolo. C’é chi
sostiene che i social siano da vietarne
l’uso ai minori di 15 anni, e ciò sarebbe un primo approccio di provvedimento,
ma va ricordato che proprio attraverso i vari social anche gli adulti ne fanno
utilizzo (abbondante) e attraverso i quali commettono reati contro la persona e
il patrimonio. E a tal riguardo non è da sottovalutare tutti ciò che viene
trasmesso dalla televisione e dal cinema, la cui produzione tematica inneggia
alla violenza, momenti evocativi che favorisc0ni l’emulazione quale anticamera
della dell’illusione e della delusione. Per queste ragioni non p stata una
buona decisione abolire la censura (sic!). A mio modesto avviso non credo si
tratti di rivedere le varie età per l’utilizzo o meno di questi strunenti
diabolici, proprio perché è nell’indole (mi si passi questo termine) di taluni
esseri umani avere un certo comportamento distruttivo e incontrollato verso i
propri simili, e quindi anche delle cose comuni... specie se di un certo
valore. Io credo, inoltre, che in molti episodi oltre ai beni materiali a monte
ci sia l’elemento sesso, inteso in quanto diversità anatomica e fisiologica, e
ciò indipendentemente dall’età dei protagonisti. Se poi le vittime
rappresentano un certo ruolo sociale, ancor più se vulnerabili, l’avversione
spesso è maggiormente scontata indipendentemente dalle rispettive conseguenze.
Or dunque, si prendano pure i vari provvedimenti ma mi permetto di anticipare
che, a parte alcune occasionali eccezioni, questo fenomeno ben difficilmente si
ridimensionerà anche perché, va detto, i vari social “inquisiti e responsabili
come causa”, avranno sempre più un ruolo dominante sulle aspettative delle
attuali e future generazioni. Per avere idea del fenomeno, appunto, sempre più
ingravescente, si considerino i seguenti numeri.
Nel
2024. Risultavano essere 1.946 i minorenni “armati”, segnalati per porto
abusivo di armi od oggetti atti ad offendere; 4.653 le lesioni personali
provocate da 14-17enni, denunciati o arrestati per lesioni personali; 1.021
sono stati i minorenni denunciati o arrestati per rissa (nel 2014 sono stati
433); invece 3.968 i minorenni denunciati o arrestati per rapine. Ora, se
queste cifre sono impressionanti significa che assai scarsa (e tardiva) è stata
la prevenzione, come pure i provvedimenti di repressione e contenimento e, il
fatto che i minori al di sotto dei 15 anni non siano imputabili (e gli
interessati autori lo sanno molto bene), dovrebbe indurre ad “ideare” ulteriori
strategie perché diversamente una porzione della nostra esistenza sarà da loro
dominata... Ai fine delle
responsabilità, secondo la nostra Giurisprudenza i minori di 14 anni non sono
imputabili. L’art. 97 del Codice Penale ne presume l’incapacità di intendere e
di volere. Le Comunità per minori, posto che siano sufficienti, accolgono
adolescenti, inclusi minori di 14 anni, che necessitano di tutela, protezione o
percorsi educativi a causa di disagi familiari, sociali o penali. Un disegno di
Legge, se fattibile (ed eventualmente quando) vorrebbe abbassare l’imputabilità
ai minori di 13 anni. E per quanto riguarda i motivi, si tratta di ridurre
l’aumento dei reati nell’età minorile e combattere l’uso che le Organizzazioni criminali
fanno dei minori di 14 anni in quanto non imputabili. Quindi, alla luce di
questo ulteriore spaccato della società Italiana (e non solo), vi sarebbe la
massima urgenza per affrontare il problema e, contestulamente, porsi la
seguente domanda: se il minore non vuole farsi educare o rieducare, così come
l’adulto non intende mettersi sulla retta via, cosa si intende fare? Questo quesito non l’ho mai sentito porre da
nessuno... forse perché una risposta razionale non ci sarebbe in quanto non è certo pensabile agire con costrizione
verso alcuno, specie se minore di età. Concludo nel rispetto delle competenze
degli addetti ai lavori, privati e Istituzioni, ma nel frattempo c’é da
scommettere che le cifre su indicate sono destinate ad aumentare, con buona
pace di chi finora si è prodigato come meglio ha potuto per affrontare la
massima espressione delle libertà incontrollate, quella appunto dei minori in
particolare.
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