ISTITUZIONI POLITICO-SANITARIE CONTRO I
CITTADINI
La scarsa volontà o l’incapacità di
rimediare ai mali in ambito sanitario,
possono favorire il peggioramento di situazioni cliniche in corso o pregresse...
di Ernesto Bodini
L’estenuante lotta per superare le liste d’attesa in ambito sanitario, non
solo non accenna ad aver fine, ma nemmeno a ridursi sensibilmente..., tant’è che
il popolo non si rende conto che lo Stato sta mettendo in ginocchio i cittadini
che di fatto non riescono a farsi curare dovendo, appunto, rinunciare a quanto
prescritto dal proprio medico curante o dallo specialista di riferimento.
Danno, beffa e paradossi diventano una triade da capestro anche perché per
assurdo a volte non si riesce ad ottenere in tempi utili nemmeno una visita a
pagamento (talvolta anche senza ricevuta), tanta è che la clintela che affolla
gli studi privati. A fronte di questa perpetua realtà che sta contribuendo ad
aumentare il rischio di eventuali aggravi di sintomatologie o patologie già in
corso di molti pazienti, non si può che ipotizzare il reato di omissione da parte
delle Istituzioni sanitarie preposte per mancata assistenza, e un’azione da
parte degli interessati a propria tutela pare non sia mai stata intrapresa. Ciò
nonostante non sono poche le Leggi in vigore non rispettate e nemmeno modificate
e tanto meno abolite. Inoltre, le Istituzioni sollecitano i cittadini nel conoscere
e rispettare la Costituzione, ma le stesse Istituzioni non fanno
alltrettanto... Volendo richiamare i principi della Riforma Sanitaria del 1978
gli stessi erano di garantismo assoluto e dovrebbero esserlo ancora oggi, quale
esempio di democraticità e progresso per altri Paesi. Ma con il passare degli
anni si è venuta a creare una moltitudine di problemi e, non a caso, favoriti
dalla burocrazia il vero cancro dell’Italia che pare non essere trattabile con
nessun espediente. A cascata di tutto ciò tra le conseguenze non tardano a
mancare anche le aggressioni alle Istituzioni, ovviamente non da parte di
persone civili sia pur con i gravi problemi che non riescono a risolvere, e
anche se i mass media sovente rendono conto di queste ingiustizie, le situazioni
non cambiano anzi, paradossalmente peggiorano. Ma anche molti cittadini hanno
le loro “colpe”, come più volte ho scritto, in quanto non si avvalgono mai del
diritto di fare un esposto/diffida almeno a titolo cautelativo, preferendo
lamentarsi con l’invio di una letterina alla rubrica dei quotidiani che non
sortisce mai a qualche risultato, almeno per quanto riguarda il problema delle
liste d’attesa.
Un altro tassello della vergogna riguarda il
ritardo di oltre 15 anni dell’aggiornamento del Nomenclatore tariffario degli
ausilii sanitari, con le conseguenze che ne sono derivate a scapito di quasi
tutti gli aventi diritto. Altra ciliegina sulla torta, tanto per stare in tema,
è l’ipocrisia istituzionale manifestata con il congratularsi (in pompa magna)
con gli assi dello sport (disabili compresi), ritenendoli l’orgoglio della
Nazione; i primi privi di problemi economici, i secondi con uno o più problemi.
Da una ricerca storica (affidabile) mi si è confermato che un mio avo era uno
dei 1.032 garibaldini, deceduto poco più che trentenne, presumibilmente per le
cause storiche che tutti conosciamo. Ebbene, con il vissuto d’oggi avrei
voluto appartenere a quell’epoca, non fosse altro che la finalità di
sopravvivenza consisteva nell’ottenere libertà, indipendenza e giustizia
sociale anche se ben lontano era il pensiero di una moderna Costituzione. Ma in
quella circostanza, purtroppo, non vi era altro mezzo la “forza d’urto” come la
baionetta; oggi, invece, per fortuna il mezzo più innocuo è la penna che molti
cittadini italiani non sanno o non vogliono usare, eppure pur essendo meno
lesivo paradossalmente lo si disconosce a scapito della propria salute, e a
volte anche della propria vita. È pur vero che per star bene bisogna pagare, ma
è anche vero che costa altrettanto non potersi curare... quando non si muore
prima!
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