IL VALORE DEL PATRIMONIO ARTISTICO
Ma intanto quello della salute umana continua ad essere
penalizzato...
di Ernesto Bodini
Se si facesse un sondaggio
in Italia, per estrema ratio: penalizzare il sostegno
economico-finanziario dell’Arte o quello della Sanità pubblica? Non è certo una
provocazione in quanto mi riferisco al quasi mezzo milione di visitatori che si
sono messi in coda a Roma per ammirare il ritratto di Monsignor Maffeo
Barberini, di Michelangelo Merisi, recentemente acquistato dallo Stato italiano
per 30 milioni di euro. Una testimonianza eccezionale della ritrattistica del
maestro lombardo: nel ristretto novero delle opere attribuite con certezza a
Caravaggio, circa sessantacinque dipinti in tutto il mondo, i ritratti
rappresentano infatti una tipologia estremamente rara, ne sono noti e certi
soltanto tre, e quello in questione, è certamente è un “bel colpo”
di imprenditoria artistica istituzionale, nonché un investimento culturale e
sociale davvero di grande valore. Ma dato per scontato che non tutti avranno il
pregio e l’opportunità di poterlo ammirare, specie le persone poco propense
sotto certi aspetti, sarebbe interessante sapere quanti sarebbero dell'idea di
“penalizzare” tale investimento a discapito del SSN... che continua ad essere
carente. È pur vero che sono due comparti autonomi con un proprio budget, e con
specifiche competenze, ma è altrettanto vero che in previsione di una possibile
di congiuntura (e non solo dal punto di vista della Sanità) non sarebbe
ipotizzabile dover fare delle scelte, come dire: vale più la salute umana o
l’incremento del patrimonio artistico? Probabilmente questa scelta “forzata”
non avverrà mai, anche perché investimenti di questo genere
favoriscono la mobilitazione del turismo e un certo indotto, con eventuali
introiti. Ma al momento questa notizia inevitabilmente potrebbe disturbare quei
6 milioni di cittadini-pazienti che hanno dovuto rinunciare a curarsi, e quei 30
milioni di euro sarebbero fonte della soluzione di molti casi sanitari e
socio-assistenziali andati alla deriva... E se poi tocchiamo il tema di come
viene gestita la politica internazionale, i cui continui movimenti e
spostamenti comportano costanti spese, alterando il patema d’animo di molti
cittadini indigenti: disabili, anziani, caregiver, etc. Con queste mie
osservazioni non intendo deplorare iniziative promozionali e
migliorative per i beni artistici dell’Italia, ma al tempo stesso ritengo che
la salute di tutti noi abbia una oggettiva priorità... proprio a fronte della
carenze del SSN. Inoltre, posso condividere il voler incrementare il patrimonio
artistico come il mantenimento delle opere d’arte, giacché da sempre
giornalisticamente ho sempre svolto anche il ruolo di critica arte e di critica
letteraria, e per questo non mi si può tacciare di incoerenza; mentre resta
palese il fatto che nel fare determinate distinzioni bisognerebbe mettere in
conto quanto può pesare un scelta piuttosto che un’altra. Ma come
ben sappiamo l’Italia, oltre ad essere il Paese dalle molteplici e costanti
inefficienze, come ad esempio il non saper recuperare il denaro delle evasioni
fiscali, piuttosto che quello ricavato dalle appropriazioni indebite, è anche la
culla della burocrazia i cui effetti spesso sono anche penalizzanti per
l’erario, ma anche a discapito degli stessi cittadini...vedasi anche le spese
di indennizzo ai detenuti innocenti per errori giudiziari, denaro che è poi
della collettività. Detto questo, ritengo che gestire Ministeri come quelli
della Cultura e della Sanità non solo non sia facile ma è oltremodo di grande
responsabilità e, proprio per queste ragioni, prima di spendere cifre
consistenti per arricchire un patrimonio come quello dell’Arte, si metta sul
piatto della bilancia la seguente domanda: si guarisce subito e meglio con un
più efficiente SSN o sapere di essere più ricchi con un ‘opera d’Arte che
appaga la vista e l’animo ma non guarisce alcun male?
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