Uno storico bene a rischio...

 

UN BENE STORICO A RISCHIO DI OLTRAGGIO...

Ma la tutela va garantita a monte e non con

un “modesto” pedaggio a carico dei turisti

di Ernesto Bodini

Più passano gli anni e più il malcostume imperversa anche nel nostro Paese, tra vandalismi e abusi della libertà in ogni dove con ricadute assai pesanti sugli abitanti e sui beni comuni. Tra questi “l’invasione e l’oltraggio” dissennato della Fontana di Trevi (storica opera realizzata tra il 1732 e il 1762), che in questi ultimi anni è stata presa d’assato soprattutto dai non residenti. La novità consiste nel fatto che dal 2 febbraio in poi, per ammirare questo storico bene comune, il cui fascino “implora” pietà e quindi rispetto, si dovrà pagare un ticket di 2,00 euro, ma l’accesso rimarrà gratuito per i residenti a Roma e provincia. Un provvedimento che pare dovrà servire a far fronte ad eventuali futuri danni dovuti a vandalismo e incuria, e quindi con l’esigenza della eventuale manutenzione e/o restauro. Ciò sta a significare che finora l’Aministrazione pubblica non è stata in grado di prevedere e/o contenere quanto patito dalla fontana, e nemmeno le ipotetiche transenne pare che non siano sufficienti per metterla al riparo. Il fatto di non saper gestire il comportamento del pubblico è causa di inefficienza, che peraltro si sta perpetuando un po’ ovunque, come le lesioni ad altri monumenti storici quali ad esmepio il Colosseo e le  statute. Io non credo che l’inciviltà la si possa contrastare e tanto prevenire facendo pagare un “pedaggio”, poiché da come vanno le cose in Italia il patrimonio pubblico è sempre più a rischio. Quando si parla di prevenzione i politici credono che sia sufficiente toccare le tasche dei cittadini, ma purtroppo questo oggi è sempre più un palliativo, e c’è da star certi che fra non molto sorgeranno altri problemi analoghi, se non peggiori, vista la molteplicità di persone incivili e irresponsabili, come avviene in alcune algtre città. Questa esplosione, come sostengo da sempre, trae origini dal “post ‘68” epoca di riconosciuti diritti e determinate libertà, ma queste ultime anno dopo anno hanno superato l’intollerabile e i molti fatti di cronaca ce lo documentano ogni giorno. In Italia quando si parla o si intende fare della prevenzione in qualunque ambito, quasi sempre è mera teoria in quanto la messa in pratica trova scarsissimi riscontri; quindi, non c’é politica che tenga di fronte a quello che è diventato un permessivismo (diretto o indiretto) del comportamento umano, tant’é che oggi sono sempre più le persone che non hanno alcuna remora nel commettere un reato... anche di una certa gravità, figuriamoci l’invadere una fontana che sarebbe solo da ammirare. Quindi, tutto sommato ritengo indegno chiedere al turista di pagare per “semplicemente” ammirare un bene artistico, patrimonio di tutti, che per giunta si trova in spazio aperto al pubblico. Certo, 2,oo euro non è un gran cifra, ma molto più consistente è l’azione “indegna” nei confronti di chi vuole (o vorrebbe) onorare il nostro patrimonio, e magari diffonderne la conoscenza nel mondo. In buona sostanza, gli errori del passato come in questo caso, a mio modesto avviso non troveranno mai una soluzione sanatoria, giacché la mente umana (quella distorta e quindi irrazionale) di quest’era, non intende sottomettersi al civile convivere..., ed è evidente che non bisognava  aprire le stalle e far scappare i buoi già un secolo prima! Un’ultima osservazione: anche se in un certo arco di tempo l’Amministrazione capitolina da questo “pedaggio” ricaverà un discreto introito, non avrà ugualmente messo al riparo quel bene che, all’occorrenza, andrebbe presidiato diversamente.


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