RECLAMARE
UNA GIUSTIZIA SEMPRE PIU ELUSA
Onore
alle iniziative per il coinvolgimento
sociale, purché prive di retorica e ipocrisia
di Ernesto Bodini
Si continua a leggere dai vari mass media e a sentire dai vari parlamentari, e gente comune, quanto bisogno c’é di giustizia, ancor più oggi a pochi giorni dal Referendum giustizia 2026 sulla separazione delle carriere. C’è da considerare che tra tutti coloro che hanno diritto di votare vi è sicuramente una cospiqua parte che non comprende non solo il concetto politico dell’iniziativa, ma anche dal punto di vista cultural-giuridico in quanto continuamente disorientata e, di conseguenza, costoro esprimeranno ciò di cui non hanno l’opportuna conoscenza con le conseguenze del caso... A mio avviso quando si parla di riforme si sottintende soprattutto quella della giustizia che di fatto, però, rimane inalterata in quanto quello che non si sollecita a furor di popolo è il rispetto e l’applicazione della Costituzione, e di alcuni articoli in particolare, come pure il superamento della burocrazia. Ma sono proprio le molteplici carenze che persistono alla base, come anche il fatto che vi sono Leggi in vigore ma che nella pratica non vengono applicate. Tra i fenomeni nostrani di cui la politica moderna si vanta è l’avvento della tecnologia e dell’informatica, dai notevoli vantaggi ma nello stesso tempo molto penalizzanti per le relazioni tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Quest’ultima è rappresentata da uno stuolo di burocrati a vario livello (dirigenti, funzionari, assessori, segretari, etc.) che rintanati nel loro “bunker d’avorio” si godono autonomie-decisionali e tranquillità, garantite dal fatto di non essere disturbati dal cittadino-utente che non intendono ricevere a colloquio... spesso neppure per situazioni delicate e importanti, e ciò a dispetto della trasparenza che è pure un diritto di cui dovrebbe godere anche lo stesso dipendente della P.A. Ma chi osa elevare uno scudo a lamentela di questa sorta di ostruzione, che ormai perdura da almeno un trentennio? Personalmente ho provato a fare qualche timido sondaggio, ma ogni volta che pronuncio la parola burocrazia (ostacolo principe della giustizia), i miei interlocutori tendono a deviare, atteggiamento che può essere paragonato a diversi fattori: ignoranza, arrendevolezza, superficialità e persino codardia. Tuttavia la massa vociante, quella trainata da qualche leader con l’ambizione di emergere puntando a qualche riconoscimento sociale o politico, è disposta a scendere in piazza inconsapevole o meno di approdare a nulla, e forse anche ignara di aver favorito il proprio “pigmalione” nella scalata a certi vertici... e i risultati la storia di questi ultimi decenni ce li può elencare. Poi vi è il cencetto del diritto di libertà di pensiero e di espressione, scritta e verbale, che molti vantano a condizione di esporre davanti a una telecamera, altri rilasciando interviste un po’ ovunque, dalle quali emerge un sovrapporsi di notizie, pareri e dibattiti che quasi sempre non portano a nulla, e i molteplici talk show televisivi ne sono una autentica conferma. I riscontri sono quotidiani, ora dopo ora: la burocrazia è sempre più imperante e i politici non sono disposti ad ammettere i loro limiti e tanto meno a lasciare lo scranno, sia livello apicale che locale. Purtroppo cultura, istruzione, intelligenza e onestà intellettuale non sono sorelle della stessa famiglia che è la nostra Nazione. Ma chi sono i genitori? Di fatto, proprio perché non sono individuabili, personalmente mi sento orfano tanto da invocare “Ubi libertas ibi Patria”, una patria nobile voluta da chi ci ha preceduto con sacrifici e rinunce, e che noi eredi in gran parte non sappiamo apprezzare. Sia comunque sempre da rammentare la Costituzione, ma ci si sforzi responsabilmente per farla applicare e rispettare, diversamente chi ha lottato per i suoi fini è come se fosse morto inutilmente. In buona sostanza, sempre in fatto di giustizia, vorrei concludere richiamando l’attenzione (visto che siamo in epoca di Referendum) su tutti coloro che da anni languono nelle nostre carceri da innocenti, e ciò a causa di errori giudiziari commessi da uno o più giudici, tanto che a questo punto mi chiedo: come fa un uomo ad accettare che un altro uomo incida in modo così devastante sulla sua vita? In un passo del libro “Per questo motivi... vita e passione di un giudice” (Ed. Jaca BoooK, 1985) del giudice Piero Pajardi (1926-1994) si legge: «... il giudice “vuole” punire, e giudica, lui, uomo, sui fatti, sulla verità, sulle prove magari indiziarie, sulle responsabilità. Ma dovrebbe essere un Dio, e non lo é; dovrebbe conoscere profondissimamente l’imputato, e non lo conosce». Obiettività che trovano conferma nei 100 mila casi di ingiusta detenzione per per errori giudiziari. Questa mia attenzione è un atto di “intimo” altruismo che mi ha indotto, in quanto cristiano, ad elaborare una preghiera per questi sventurati affinché possa essere recitata da chiunque, per essere ascoltata dal buon Dio.
PREGHIERA PER TUTTI I DETENUTI INNOCENTI...
Dio Padre Onnipotente, Tu che sei nell’alto dei
Cieli e costantemente sulla Terra, volgi uno sguardo verso tutti i nostri
fratelli che, per avverse sorti del destino, sono privati della libertà
fisica... nonostante non abbiano fatto male ad alcuno. Pur non conoscendo noi
terreni le ragioni che li hanno portati a tale privazione, Ti chiedo di
avvicinarTi ad essi trasmettendo loro conforto, pace e serenità, affinché le
loro giornate siano in qualche modo più sopportabili, e che presto possano
tornare dai loro cari. Quando questo avverrà, Ti prego di allontanare da essi
sentimenti di rancore e vendetta, arricchendo il cuore della Tua stessa bontà e
perdono verso chi li ha ingiustamente condannati. Nel mentre allevia essi da ogni
espressione di sofferenza, e che giorno dopo giorno possano sperare in una
nuova vita per Tua benevola misericordia. Ma dona pace e paziente attesa anche
ai famigliari di queste “anime sofferenti”, affinché sappiano attendere il
presto ritorno del loro congiunto. Infine, Signore Iddio Onnipotente, fa che il
destino di tutti loro comprenda un futuro più roseo e che, tornando in libertà,
la loro esperienza sia di monito e insegnamento per quanti hanno avuto la
presunzione di saper giudicare decretando un destino ingiusto e non cristiano.
Con questa mia modesta ma sincera supplica, Ti ringrazio mio buon Dio anche a
nome di tutti che attendono di tornare liberi con la Tua benedizione. Amen.
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