LA
COERCIZIONE DEL PROGRESSO TECNOLOGICO-INFORMATICO
È sempre
più ricorrente il doversi attenere alla comunicazione online anche con
con le P.A.,
pena le notevoli difficoltà di accedere a servizi e ottenere prestazioni
di Ernesto Bodini
Con l’avvento dei processi informatici poter accedere ai siti delle
Istituzioni (oltre che dei privati) è a volte impresa improba, tanto più se non
si ha dimestichezza sia a livello interpretativo che esecutivo nelle procedure
richieste. E quello che accade, ad esempio, quando si tratta di accedere ai
siti sanitari di una Regione dovendo chiedere informazioni od ottenere determinate
procedure. A queste esigenze “imposte” dal progresso non mi risulta che i vari
Enti pubblici si siano opposti (probabilmente nemmeno ci hanno pensato), e
parimenti non si può obbligare il comune cittadino ad adeguarvisi, del resto la
mente umana ha i suoi limiti, come pure quella degli scienziati. A questo punto
a mio avviso entra in gioco il ruolo dei politici-amministratori di tutti
livelli che, seppur “non potendosi” sottrarre alla “imposizione” del progresso
tecnologico, non sono sempre in grado di facilitare l’accesso e la
comunicazione online da parte del cittadino; inoltre, non vi è alcuna legge che
imponga al cittadino-utente di dotarsi di una postazione informatica e né si
può pretendere che debba avere le facoltà per la relativa comprensione. Questa
fascia di persone, che rientra nei cosiddetti UCAS (Ufficio Copmplicazioni
Affari Semplici), si stima siano circa un terzo dell’intera popolazione, di
conseguenza è come se fossero abbandonati a se stessi... Questa evoluzione per
certi versi ha del paradossale e, quello che più sconcerta, è che la
popolazione non si lamenta ufficialmente con nessuno e tanto meno ipotizza di
prendere posizione a propria difesa. Si stanno allontanando sempre più i tempi
in cui per avere una informazione da un Ente pubblico bastava una semplice
telefonata o recarsi di persona a colloquio con un determinato
interlocutore. E a questo riguardo i
politici lamentano essere in aumento la popolazione anziana che, per senilità
avanzata (carenza cogntiva) o patologie mentali, non è certo in grado di
adeguarsi alle imposizioni del progresso tecnologico ed informatico, e se parte
degli utenti vivono soli lascio immaginare le conseguenze che ne possono
derivare. L’aver voluto superare l’informazione diretta tra cittadino e P.A.,
ad esempio, ritengo essere una sorta di disumanizzazione giustificata (si fa
per dire) dalle esigenze di un progresso che ha le sue esigenze e che, non
potendosi fermare, bisogna adeguarsi. E ora che si va imponendo l’intelligenza
artificiale (AI) e a seguire la creazione dei cosiddetti robot-umanoidi, lascio
immaginare come conseguenza il massimo della spersonalizzazione umana. Un
paragone di un effetto deleterio sul comportamento umano lo si può riscontrare
da quanto è prodotto da certi mass media, in particolare dalla televisione le
cui conseguenze negative sono state ampiamente anticipate dal filosofo
austriaco Karl Popper (1902-1994), il quale era convinto, ad esempio, che
attraverso programmi diseducativi il sistema televisivo fosse in grado di
diffondere la violenza nella società, provocando «una perdita dei sentimenti normali del vivere
in un mondo bene ordinato in cui il crimine sia una sensazione eccezionale». E gli effetti si possono
constatare quasi ogni giorno. Ma a tutt’oggi non ho rilevato alcuno opporsi,
almeno in parte, al “prepotente” progresso tecnologico-informatico, anzi, pare
che le ultime due generazioni si adeguino non tanto per “obbligo di
circostanza”, quanto invece per ampia condivisione... addirittura sino all’eccessivo
uso di qualsiasi marchingegno. Con queste mie considerazioni non intendo
estraniarmi dal mondo attuale, ma più semplicemente “contrappormi” scientemente ad una imposizione che, in un
futuro non troppo lontano, vedrà il genere umano succube e leso nella sua
psiche con non poche conseguenze. Per concludere, idiosincrasia a parte, non si
parli di umanità quando a decidere come comportarci sono gli strumenti
tecnologici coercitivi!
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