IL VALORE DELLA VITA UMANA ALLO SPECCHIO
L’esistenza dell’Essere, uomo e donna: una parità
senza differenza per non “favorire” la precoce estinzione
di Ernesto Bodini
Mentre tutti festeggiano o comunque si distraggono
in vari modi, in molti angoli del Paese si verificano reati d’ogni tipo e
gravità: omicidi, rapine, furti, aggressioni e truffe varie, evasioni,
tafferugli, vandalismi; oltre ad incidenti vari e sul lavoro in particolare.
Tutto ciò aggravato dai “capricci” della Natura con alluvioni, smottamenti e
terremoti, mettendo sul lastrico migliaia di famiglie. Ma volendoci
soffermare soprattutto sui molteplici
omicidi, nei confronti delle donne in particolare, c’é da domandarsi quali sono
le cause scatenanti (e quando) di questo fenomeno a dimostrazione del fatto che
la vita umana conta sempre meno, addirittura ancor meno di quella degli
animali; ma questa domanda non l’ho letta e sentita porre da nessuno nonostante
esistano molti esperti in varie discipline umanistiche, sociologiche e
antropologiche in particolare. Alcuni interpellati ripetono gli stessi concetti
come ad esmepio: “sono venuti meno alcuni
obiettivi”, “è una questione di
perdita di identità”, “mancano dei
punti fermi e di riferimento come il ruolo (responsabile) della famiglia e
della scuola”, etc.; a mio avviso sono tutte frasi fatte come a voler constatare
ciò che è avvenuto, avviene o avverrà, ma ripeto: quale la molla che ha dato
origine a questa serie di avversioni tendenti al male? Le ipotesi potrebbero
essere diverse e provare ad immaginarne alcune. Ad esempio, l’estrema libertà
che le ultime generazioni si sono prese: a partire dagli anni ’70 non c’é mai
stato alcun freno all’eccesso, l’innovazione dei molteplici mezzi di
comunicazione e il mancato controllo degli stessi (peraltro “sottili” e veloci
strumenti di danno e di morte...); come pure i vari programmi televisivi (e
cinematografici, oggi non più soggetti a censura) che offrono soldi facili e
immediata visibilità cui seguono emulazione, illusione e delusione, e da qui a
mio parere, la strada dei reati si fa sempre più breve. Per quanto riguarda il
genere femminile, maggiormente a rischio, l’eccessiva ostentazione di sé (anche
la più innocente) ossia il voler apparire a tutti i costi e in qualunque modo,
in non pochi casi stimola la fantasia in taluni soggetti che, fortemente
carenti dal punto di vista culturale e dell’autocontrollo (come dicono gli
esperti, ossia senza i cosiddetti freni inibitori), vedono la “parte avversa” in
modo ostile e provocatorio come a voler imporre il proprio essere per il gusto
dell’ammirazione fisica e psicologica. È indubbio che la diversità anatomica e
fisiologica delle parti in essere, dal punto di vista della considerazione ha
oggi sempre più un ruolo determinante, tanto che nell’uomo subentra (pare) quel
difetto che si chiama misoginìa che
in questi casi può essere interpretabile come avversione-invidia-odio e
superiorità... e quindi dispotismo.
Commenti
Posta un commento