IL
DESTINO DI CHI NON SI ADEGUA O NON SI SA
ADEGUARE ALLA EVOLUZIONE TECNOLOGICA
Brevi e libere considerazioni
di Ernesto Bodini
Con l’avvento dell’informatica e di tutte le “opzioni” tecnologiche sempre più incalzanti e aggressive, soprattutto in merito alla comunicazione, molti di noi sono sempre più sommersi dalle stesse tanto da non riuscire ad espletare anche le più “banali” adempienze private e pubbliche. A parte le ultime due generazioni, che si dà per scontato essere super aggiornate ed esperte nell’utilizzo di qualunque mezzo e consultando i vari social, vi è una parte della popolazione (almeno circa un terzo) che è al di fuori di questo mondo, tanto da non conoscere il lessico informatico ed ancor peggio non sanno avvalersene anche per l’approccio con le Amministrazioni Pubbliche. I “ben pensanti” ideatori dello sviluppo tecnologico ed informatico (sia pur in parte divenuto utile), sostenuti da finaziatori di un certo livello, non hanno ipotizzato di dedicare corsie più fattibili per le persone meno abbienti e soprattutto con limiti di apprendimento, relegandoli così ad una sorta di isolamento dalla comunicazione (utilizzo del cellulare a parte) tant’é che, ad esempio, non sono in grado di accedere ai siti istituzionali per fruire di determinate prestazioni. Ma il mondo non si ferma e quindi anche il progresso deve fare il suo corso, come è forse giusto che sia (personalmente non sono molto d’accordo), ma proprio per dar corso a questa evoluzione la precedenza di adozione è riservata a coloro che si adattano più facilmente e velocemente a questa evoluzione; mentre le cosiddette eterne fasce deboli rischiano ogni giorno di non ottenere questa o quella prestazione. Di questo progresso continuamente in itinere e quindi sempre con nuove scoperte, bisogna considerare anche i costi: collegamento ad internet, possedere un computer, una stampante ed altri accorgimenti che, quel terzo della popolazione, non avrà mai e tanto meno sarà in grado di utilizzare. Se poi consideriamo che questi marchingegni sono anche strumenti per compiere truffe, raggiri e altro ancora, la società che si vuol definire civile non ha ragione d’essere. E a fronte di questa realtà qual è l’atteggiamento dei politici amministratori apicali e/o locali? Probabilmente direbbero che bisogna adeguarsi ai tempi e quindi alle varie esigenze per non essere “defenestrati” dal vorticoso sistema e dal mercato occupazionale e di consumo che, a parte i Paesi non abbienti, sta coinvolgendo almeno i due terzi del pianeta.
Ma restando nella nostra piccola realtà italiana,
sarebbe opportuno prendere in considerazione le difficoltà di tutti coloro che in
qualche modo sono “estranei” al sistema, diversamente si incrementerebbe il
loro isolamento con conseguenze non di poco conto, e qualcuno dovrà pur
risponderne! Purtroppo, però, nessun scudo si sta alzando per evidenziare
questo problema, anche se personalmente ("vox clamantis in deserto") di tanto in tanto cerco di
coinvolgere qualcuno a riflettere in merito, ma non ottengo alcun parere di
condivisione e tanto meno qualche utile suggerimento a titolo di
sensibilizzazione, per concludersi nel più totale egoismo. Ora, se diventare anziani
comporta problemi di salute, il non poter o saper adeguarsi alle esigenze su
descritte tale popolazione sarà assalita da un maggior sconforto, impegnando
maggiormente familiari, caregiver e Istituzioni. Queste brevi considerazioni
vogliono essere un modesto contributo affinché nessuno, da parte di chi
dovrebbe intervenire, possa dire: “Io non
sapevo”; una scusante che se espressa quando sarà ora di fronte al Divino,
non avrà attenuanti!
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