COLLETTIVITÀ
SEMPRE PIÙ INDIFESA A CAUSA DELLE CONTINUE ABERRAZIONI... ANCHE PER LA
SCARSISSIMA PREVENZIONE
Ci
vorrebbe una più “competente” politica e una drastica riduzione di quello che fornisce
continuamente il progresso: mezzi di comunicazione in primis
di Ernesto Bodini
Sono ormai più di quarant’anni che in Italia accadono delitti ad opera prevalentemente di extra comunitari ed altri stranieri, residenti e non (pur senza escludere i nostri connazionali), e dopo la morte di ognuna di queste vittime, immancabilmente e doverosamente le espressioni di cordoglio da parte delle Istituzioni con le solite frasi di circostanza, e qualche rinnovata promessa di incrementare i provvedimenti a riguardo... Sommando i casi dei vari delitti che in parte a mio avviso si potevano prevenire, le cifre sono sconcertanti, due per tutte: nel 2025 i soli femminicidi sono stati 85 (nel 2024 secondo l’Agi 319 gli omicidi in genere), vite tolte ai rispettivi famigliari e alla collettività, una “penalizzazione” (mi si perdoni l’eufemismo) che impoverisce tutti noi e, a questo riguardo, sorgono spontanee le domande: si potevano evitare quei delitti? E si possono prevenire quelli futuri? Già, perché si stia pur certi che altri eventi si verificheranno perché se non si è riusciti a prevenire (o a contenere) quelli accaduti sino ad oggi, significa che le carenze del sistema sono più di una. A questi decessi per mano delittuosa si devono aggiungere tutti quelli che si verificano sul posto di lavoro e manco a dirlo per mancata o scarsa prevenzione, e anche quelli per gli effetti della Natura a causa dell’incuria dell’uomo, come se non bastassero i decessi prematuri causati dalle troppe malattie. Fin qui credo di non aver evidenziato particolari novità, ma ho inteso ribadire dati di fatto per rimarcare che non si può continuare a piangere, a disperarsi e a pregare se non si riesce a prevenire quello che almeno è prevenibile... Dai “superstiti” e dalla popolazione in genere si sente sempre ripetere: «Non se ne può più», «È impossibile vivere così», «Ci vorrebbero altre Leggi più severe», etc. E intanto, si susseguono giorno dopo giorno esequie ed omelie che di certo non rincuorano nessuno... nonostante gli scroscianti applausi e le interminabili fiaccolate! È pur vero che in una società in continua e spasmodica evoluzione, incrementata dalla incontrollata ed ormai non più accettabile promiscuità di culture e religioni, la gestione della stessa (quindi del Paese) è sempre più difficile, e oggi ci dovremmo (o dobbiamo) preoccupare giacché l’incolumità e la vita di tutti sono costantemente in pericolo. Il fatto che questa realtà italiana non abbia nulla da invidiare a quella di altri Paesi non è certo una consolazione, ma ciò che fa pensare è che coloro che si sono candidati per ricoprire una carica pubblica con determinati ruoli e responsabilità, non sembrano essere all’altezza del proprio dovere: gli eventi funesti più che quotidiani ne sono la principale dimostrazione. Ma chi, di fatto, sarebbe in grado di garantire una maggiore sicurezza limitando i drammi in gran parte prevenibili? Non sta certo a me stabilirlo non sapendo quali sono i necessari requisiti che dovrebbero avere le figure preposte, ma al tempo stesso sarebbe opportuno che coloro che intendano candidarsi a svolgere determinati compiti a tutela della collettività, dimostrino specifiche competenze e soprattutto più determinazione, piuttosto che “basarsi” sul proprio orientamento politico-ideologico, anche se per giungere al potere ciò è inevitabile... Al momento resta la constatazione dei fatti accaduti e quelli che sicuramente accadranno, e non si tratta di essere degli indovini perché tutto ciò che riguarda il pregresso, come ripeto, lo si poteva in gran parte prevedere... o almeno contenere. A questo punto viene anche da chiederci se gli opportuni provvedimenti legislativi e/o giuridici sinora intrapresi siano sufficienti, o cos’altro ci sarebbe da fare.
Ma chi è deputato a rispondere o a proporre quanto necessiterebbe? Non certo io, e non si continui a ricordarci i valori della Costituzione (per quanto nobili) se non vengono rispettati: un conto è sancire degli ottimi propositi, un altro è riuscire a concretizzarli. E intanto non ci resta che sperare e metterci nelle mani del buon Dio il quale rimette a noi ogni responsabilità, avendo ognuno capacità di intendere e di volere, di distinguere il bene dal male, ad eccezione delle menti particolarmente malate... in parte liberi cittadini con la facoltà di commettere gesti insani. In buona sostanza, come proseguire nella nostra quotidianità? Io credo che ognuno cerchi di farsene una ragione, ma la preoccupazione e l’amarezza rimangono, e a nulla serve sapere che ad eventi avvenuti qualcuno ci consolerà: perdere la propria vita o subire gravi conseguenze per mano altrui non è solo una realtà di ieri, ma che continua ancora oggi con l’aggravante della scarsa (ma possibile) prevenzione, grazie ai mezzi moderni... ma non certo alla politica attuale. Un’ultima constatazione: se un tempo era più facile morire per mano violenta, oggi paradossalmente lo è ancora di più con la disponibilità di mezzi informatici e tecnologici che possono colpire chiunque da qualunque distanza. (E non è escluso che in un prossimo futuro, per non “sporcarsi le mani” i delinquenti commissioneranno i delitti ai robot-umanoidi...). Insomma, un progresso-regresso a discapito dell’intera umanità. Prospettive future? In tempi non sospetti più volte avevo paventato che la sicurezza per tutti noi nel tempo non sarebbe stata garantita, comunque non a sufficienza, e che per molto ancora la nostra incolumità continuerà ad essere in bilico: morti violente d’ogni genere, e suicidi, si sommeranno senza sosta...
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