RIFLETTIAMO INSIEME TUTTI
Cittadini-pazienti e politici-gestori compresi
di Ernesto Bodini
È certamente inevitabile
la nostra attenzione seguita da preoccupazioni quando si tratta della nostra
salute, e soprattutto quando dobbiamo ricorrere al SSN attraverso l’opera di
medici, infermieri e Oss. E fin qui è più che lecito. Ma nel contempo un
ulteriore momento di riflessione dovremmo dedicarlo ai problemi e sacrifici cui
sono sottoposti i nostri “angeli custodi”. No, cari lettori, non sto tirando
l’acqua al mio mulino perché come tanti di voi sono un cittadino-paziente con
esigenze di cura... anche se al momento non di assistenza. Le mie prime riflessioni,
che vorrebbero essere anche le vostre, vanno soprattutto a quei medici e
infermieri in “trincea”, ossia dediti ad operare in pronto soccorso, seguiti da
quelli operanti nelle terapie intensive e nelle sale operatorie; bacini in cui
i drammi dettati dalle emergenze-urgenze si sommano ora dopo ora, minuto dopo
minuto e che spesso risultano essere determinanti. Per il vero devo dire che
per oltre un trentennio quale osservatore-divulgatore ho vissuto parte di quei
momenti frenetici, sia nelle corsie, sale operatorie, rianimazioni e persino due giornate con l’emergenza elisoccorso del 118. Detto questo, dobbiamo considerare che
dall’attuale andamento del SSN la situazione in genere non è delle migliori, e
ciò nonostante i casi gravi vengono sempre trattati con priorità e competenza,
anche se non sono mancati e non mancano aspetti “negativi” per questo o quel
motivo, tutto comprensibile ma al tempo stesso anche discutibile... Sappiamo
tutti, o dovremmo sapere, che la Medicina, in gran parte a differenza della
chirurgia, non è una scienza esatta ed ha i suoi limiti, ragione per cui l’uomo
(medico e infermiere) agisce non solo in base alle nozioni acquisite ma anche
secondo coscienza e intraprendenza, ovvero il senso di auto-responsabilità e di
immedesimazione dello stato d’animo e di sofferenza del paziente che sta
assistendo. Con queste mie considerazioni non intendo impietosire alcuno, ma
“sollecitare” quella sorta di alleanza tra “le parti” affinchè terapia medica e
dialogo raggiungano il massimo effetto. Ma va però rammentato che alcuni
processi sanitari sono “condizionati” dai cosiddetti stakeholder, ossia tutti
coloro che sono interessati a vario titolo nella conduzione del sistema
sanitario, pubblici-amministratori in primis. Parte di questi professionisti
non sono necessariamente conosciuti dai cittadini-pazienti, ma è bene che ne
sappiano dell’essistenza e del loro ruolo, anche perché il sapere e il non
sapere fa sempre molta differenza. In tempi attuali, e particolare da alcuni
anni, a causa di alcune inefficienze politico-organizzative del SSN molti
cittadini-pazienti hanno rinunciato a curarsi, e forse nel frattempo alcuni si
sono aggravati, una tappa di un percorso clinico-sanitario che ha (per così
dire) disarmato i sanitari ai quali avrebbero voluto rivolgersi, ma la
criticità del sistema ha loro impedito di intervenire: un dramma nel dramma che
purtroppo si va perpetuando un po’ ovunque, ed è assai riprovevole non poter
soccorrere un paziente che chiede aiuto, come lo è pure constatare un medico o
un infermiere “impedito” per cause esterne e indipendenti dalla sua volontà. E che dire in caso di difficoltà di una diagnosi? Questo
aspetto meriterebbe una riflessione ulteriore...
Ma tra tutti i cittadini
che invito a riflettere in particolare sono quelli deputati, per scelta o meno, a gestire il sistema sanitario sia negli ospedali che sul territorio,
invitandoli ad essere più vicini (non solo politicamente) agli operatori
sanitari specie se in difficoltà, e perché no, anche più vicini ai pazienti
cercando di recepire i loro bisogni perché dalla loro voce potrebbe scaturire qualche
suggerimento perché a volte la sofferenza diventa una grande ispiratrice... A
questo proposito rammento che anni fa ebbi l’opportunità (per motivi
giornalistici) di presenziare ad una autopsia, al fine di conoscere le modalità
organizzative di tale attività medico-sanitaria; l’incontro al quale partecipai
come co-relatore, ebbe per titolo: “L’autopsia
tra cultura e attualità. Aspetti medici, etici e legali”. Ebbene, in quella
circostanza rilevai che il servizio necessitava di qualche aggiornamento
organizzativo, ma soprattutto sotto il profilo medico-legale cui seguì breve
commento con gli operatori, tanto che in seguito si ritenne utile organizzare
un convegno coinvolgendo le varie figure professionali... persino un
antropologo. Il convegno ebbe un discreto successo di partecipazione, grazie
anche alla molteplicità degli approfondimenti in materia. Ebbene, cari lettori,
ciò che vorrei sintetizzare è l’utilità di conoscere un po’ più e meglio il nostro
SSN, poiché quello che ci può offrire non è sempre così scontato, anche se ciò
non toglie che abbiamo diritto di essere tempestivamente curati (e
assistiti)... proprio grazie alla professionalità e ai sacrifici di tutti i
camici bianchi, azzurri o verdi, siano essi medici o infermieri, oltre
naturalmente ad altri specialisti e vari
tecnici operanti nelle altre discipline correlate.
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