La cultura ogni anno...

 

LA CULTURA OGNI ANNO AI VERTICI EUROPEI E ITALIANI

Molte le iniziative e forse anche i “moniti”, ma alla resa dei conti il nostro 

Paese in realtà non cresce... e le conseguenze possono essere molto serie

di Ernesto Bodini

Ogni anno in Italia si “individua” una città per elevarla al massimo rango della Cultura. Per quest’anno è stata designata l’Aquila. Una lodevole iniziativa che è nata in Europa nel 1985 come onore alla “Città europea della Cultura”, poi divenuta “Capitale europea della Cultura”. Nel nostro Paese tale iniziativa è stata istituita nel 2014 con la denominazione di “Capitale italiana della Cultura”, titolo assegnato ogni anno a rotazione per valorizzare il patrimonio culturale della Nazione. Ma purtroppo, nonostante questa intraprendenza sia itinerante e sostenuta con diverse iniziative, circa 4 milioni di nostri connazionali rientrano nei cosiddetti analfabeti di ritorno; inoltre si considerino tutte quelle persone che commettono “reati di strada” che in gran parte la loro ignoranza supera ogni limite, evidentemente vi sono anche le carenze alla base, ossia nelle loro famiglie, e questo aspetto è a dir poco inquietante... Quindi, le Istituzioni ai vertici e la Scuola pur facendo del loro meglio hanno un bel dire, ma non c’é peggior ignorante di chi non vuol sapere. Ora, di fronte a questa realtà sinora ogni iniziativa locale o di respiro nazionale non ha prodotto alcun risultato apprezzabile, anzi, il declino è in continua ascesa. E pur volendo individuare una qualche soluzione o tentativi di miglioria, non mi pare possa sortire alcun risultato apprezzabile, e ciò equivale ad ammettere una sorta di retrocessione che a mio modesto avviso, è come se non fossimo mai entrati nel XXI secolo. Quindi, nonostante la buona volontà, non è sufficiente che il presidente della Repubblica presenzi a destra e a manca inaugurando iniziative del genere, e forse non è un caso che tra i pochi presenti convenuti, siano persone non distanti dal concetto cultura, inteso come strumento prìncipe di dialogo e di pace. Tutte considerazioni nobili ma per ottenerne condivisione e rispetto da tutti, a mio modesto parere ritengo sia necessario che ai vertici del Paese sia dia il massimo esempio pratico di saggezza per condurre le sorti di una Nazione che, oltre alle basi culturali, necessita la massima imposizione dell’onestà, delle competenze e del pragmatismo; diversamente, saranno sempre di più i residenti insofferenti al vivere civile e alla cultura... Contemporaneamente i vari mass media (politica a parte) possono dare un significativo contributo con articoli, reportage ed inserti su svariatissimi argomenti, così dicasi da parte di editori i quali sfornano costantemente molte pubblicazioni tali da soddisfare tutti i lettori. Ma contestualmente bisogna fare i conti con chi non legge mai o molto poco, aspetto assai grave perché non leggendo non sanno parlare in modo appropriato, e i conseguenti effetti si rilevano ogni giorno ovunque. Allora cosa fare? Una domanda che richiede una risposta estesa ed impegnativa, ma poiché personalmente sono il meno indicato a risolvere, mi limiterei al seguente suggerimento: chi organizza iniziative culturali abbia l’accortezza di allargare i propri orizzonti, e scoprirà che oltre a personaggi noti acculturati vi sono anche quelli meno noti e sconosciuti, ma garantisco essere sicuramente altrettanto dotti e detentori di quel sapere che non tutti conoscono, e proprio per questo sono da considerare per un ulteriore contributo al nostro troppo misero termometro culturale. E aggiungo che sono proprio questi ultimi, rispetto ai primi, che si rendono disponibili spesso a titolo non profit. Infine, come sosteneva lo storico e letterato Cesare Cantù (1804-18905): «L’ignorante non è solo zavorra, ma pericolo della nave sociale».

 

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