Irrazionalità e tolleranza fuori luogo...

 

L’ENIGMA DELLA NON RAZIONALITÀ E I LIMITI DELLA TOLLERANZA

Per aiutare altri Paesi in difficoltà la logica vuole che dobbiamo prima risolvere i nostri interni... in caso contrario è irrazionale, presunzione e ricerca di immagine.

di Ernesto Bodini

È indubbio che non sono poche le esigenze di tutelare il prossimo (e quindi noi tutti) dai molteplici eventi avversi, e ciascuno secondo le proprie possibilità e competenze ai fini della prevenzione dovrebbe fare la propria parte.  Questo vale soprattutto per le Nazioni più indigenti e indifese che ogni giorno si trovano nella necessità di essere soccorse nei modi e con i mezzi più diversi. Ma come può una Nazione intervenire nei confronti di un’altra, sia pur bisognosa, se ha dei problemi al suo interno? La logica vorrebbe che ciascuna si stabilizzi e poi potrà agire con meno vincoli verso chi ha bisogno e quindi più libera di agire. Si prenda ad esempio il nostro Paese il cui popolo da sempre è noto per la generosità, quindi nulla da eccepire, ma al tempo stesso al nostro interno abbiamo ancora molti problemi da risolvere, e volendo contemporaneamente esporci per risolvere i problemi di altre popolazioni, si rischia di lasciare (almeno in parte) insoluti i nostri. In Italia da troppo tempo, ormai, stiamo subendo ogni sorta conseguenze per reati commessi un po’ da chiunque contro la persona e il patrimonio, e ogni volta che si verificano si pecca di retorica ripetendo le solite ed infinite frasi (che non sto ad elencare), e per contestare a livello pubblico i più scendono in piazza organizzando cortei, sitin, fiaccolate, etc. Questo modo di manifestare, per quanto lecito e democratico, raramente contribuisce a qualche risultato, mentre nessuno pensa di rivolgersi alle Istituzioni di competenza inviando loro da parte di ogni singolo cittadino un esposto/diffida per mancanza di tutela della propria incolumità, come previsto non solo dalla ratio ma anche dalla Costituzione e da apposite Leggi. E a proposito di Leggi, dopo che si sono verificati più reati le Istituzioni non fanno altro che proporre ed emanare ulteriori Leggi (spesso sono dei doppioni o flebili integrazioni), e in merito alla loro applicazione ci sarebbe da discutere, e molto, a cominciare dal fatto che si denunciano e condannano gli autori di un reato, ma parte di essi sono a piede libero o ai domiciliari, e va da sé che vivendo di espedienti sono nella condizione di continuare a delinquere.  In particolare per quanto riguarda le aggressioni a scopo sessuale, soprattutto nei confronti delle donne, anche in Italia come in diversi altri Paesi, nessuna donna è al sicuro, e per la loro tutela/difesa gli interventi sono ancora troppo scarsi, ossia quasi assente è la prevenzione... e intanto lesioni spesso gravi e omicidi si contano quasi ogni giorno. Ne consegue che vivere anche in Italia sta diventando sempre più insicuro, ma finché non si eliminano le cause, dirette e indirette, il fenomeno sarà sempre più in ascesa. Per contro nessuno reclama il fatto che una Nazione è come una famiglia e i residenti sono i suoi figli, che vanno protetti. Ma come? Anzitutto con il buon esempio, partendo dal fatto che i Parlamentari devono confrontarsi in modo più democratico e senza azzuffarsi, dimostrare di essere più competenti e più etici quando rilasciano dichiarazioni in merito a ciò che intendono proporre per migliorare le sorti del Paese; prendere in considerazione (ciò che non hanno mai fatto) di “rivedere” tutto ciò che è attinente alla burocrazia, il cui ridimensionamento favorirebbe molte situazioni alla collettività. Per quanto riguarda il delicatissimo problema della Giustizia, ribadisco che chi delinque sa molto bene che a reato compiuto il più delle volte resta impunito, o quasi, anche per via del fatto che la lungaggine dei processi è una sorta di loro garanzia...  peraltro “favorita” dal sovraffollamento delle carceri. Inoltre, i politici (come anche quasi tutti i mass media) devono considerare che quando comunicano notizie di qualsivoglia natura, ma soprattutto di carattere giuridico, non usano termini comprensibili a tutti anche se la nostra lingua è ricchissima di vocaboli e quindi di sinonimi; ad esempio, quante persone sono in grado di comprendere quanto ci sarebbe da sapere in merito alla annosa questione della separazione delle carriere: politica-magistratura? Per avere la condivisione dei cittadini per ogni iniziativa parlamentare chi di dovere dovrebbe avvicinarsi al popolo con dialoghi diretti e comprensibili, dimostrando nel contempo che tutti hanno interesse a migliorare le condizioni del Paese. A questo riguardo non è mai esistito un politico al potere che con umiltà consideri il parere anche di un comune cittadino, perché non è detto che quest’ultimo non abbia dei validi suggerimenti da dare... Ma ben sappiamo che in Italia disponiamo di titolati (super esperti?) i quali quando vengono interpellati ripetono gli stessi concetti, ossia di come e perché si comporta questo o quel soggetto e che si tratterebbe (suggerimento comune) di educare o rieducare da parte della famiglia e della Scuola. Ma lo Stato dà il buon esempio? E se lo dà in che modo?

Si consideri inoltre che per quanto riguarda la comunicazione determinati film e spot pubblicitari hanno trame demenziali o comunque irrazionali, faziose e fuorvianti tanto da alterare ulteriormente certe menti deboli e “contorte”, la cui ricezione dei messaggi viene travisata anche perché l’interpretazione o l’abbinamento al messaggio finale lascia molto poco spazio alla immaginazione: lussuria, violenza, materialismo, venalità, emulazione, onnipotenza, etc. Si aggiunga inoltre della eccessiva libertà in ogni ambito, e il mancato controllo della stessa equivale al proverbiale: si sono chiuse le stalle dopo che i buoi sono scappati. E come sosteneva il filosofo austriaco Karl Popper (1902-1994 – nella foto): «La tolleranza, al pari della libertà, non può essere illimitata, altrimenti si autodistrugge». Quindi, a mio avviso, è inutile ripetere che si sono persi certi valori perché tale constatazione sta ad indicare che non si è posto alcun controllo e soprattutto alcun limite a determinate libertà dal ’68 in poi! Mi rendo comunque conto che non è facile tenere le redini di un Paese come il nostro, ma al tempo stesso il buon senso e l’obiettività suggeriscono che se non si è in grado di ricoprire un certo ruolo, è bene e intellettualmente onesto demandare ad altri che ne abbiano le caratteristiche... posto che ne esistano. E a questo riguardo va rammentato che gli uomini politici sono uguali dappertutto: promettono di costruire un ponte anche dove non c’é un fiume!


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