Cosa c'é ancora da sapere sulla burocrazia

 

COSA C’È ANCORA DA SAPERE SULLA BUROCRAZIA 

Il sommarsi dei paradossi e delle assurdità pone

domande e relative risposte, senza se e senza ma...

di Ernesto Bodini

Le assurdità burocratiche sono gli effetti delle inefficienze, delle complicazione e delle incongruenze che emergono dal perpetuarsi della burocrazia, ovvero l’insieme di procedure e regolamenti necessari per gestire l’amministrazione di uno Stato, di un’organizzazione o di un Ente Locale (P.A). Queste assurdità si manifestano come processi eccessivamente complessi: normative ridondanti o contraddittorie, e richieste di documentazione superflua che ostacolano la fluidità delle attività e la risoluzione di problemi, spesso con un conseguente spreco di tempo e di risorse. Si possono ogni volta citare corsi e ricorsi storici, ma relativamente alla burocrazia e alle incomprensioni nell’ambito della nostra Repubblica, non mi sembra che tra questi si siano citati e succeduti quesiti in merito al comportamento da parte di chi li rappresenta. E ciò in particolare alla mancata risposta di molte osservazioni, e quesiti che qui di seguito vado ad elencare con personali ipotesi di risposte. Non è dato a sapere, ad esempio, a livello pratico quale il valore della Costituzione, e quale il criterio della “non trasparenza” di molte P.A. verso il cittadino. Da qui una sorta di decalogo dei perché con personale risposta, quale libero opinionista esperto di tematiche sociali. (Per tutte le ragioni sotto elencate, sarebbe utile studiare la burocrazia almeno come materia di cultura generale).

IL DECALOGO DEI PERCHÈ

Perché in caso di contestazione, generalmente, è maggiormente creduto il rappresentante di Legge rispetto al comune cittadino?

Perché convenzionalmente la Pubblica Autorità non può essere smentita..., previo un cattivo ritorno di immagine... e forse altro ancora.

Perché le Istituzioni apicali (Ministeri) non rispondono alle missive del cittadino, men che meno per telefono?

Perché per antonomasia le Istituzioni di Governo si avvalgono del ruolo e delle competenze delle varie P.A. ed Enti Locali.

Perché taluni burocrati, specie a livello apicale, solitamente non si qualificano quasi mai anagraficamente?

Perché è sempre stata una consuetudine, sino all’avvento della Legge sulla Privacy (196/2003) (in contrapposizione con il diritto alla trasparenza), in quanto da ritenersi di fiducia e affidabile... ma ciò nonostante il sistema persiste.

Perché mantenere attive Leggi e normative che in pratica non sono rispettate?

Perché essendo molte le Leggi stesse in vigore, non sono sufficienti i mezzi e gli addetti per farle applicare (compresi i dipendenti infedeli...), oltre a casi di incompetenza.

Perché non si riesce a rimediare agli errori giudiziari?

Perché il problema è di antica memoria che coinvolge politici e massimi esponenti della Giustizia, e nessuno di essi ha interesse a rimuoverli... non a caso continua il dilemma della cosiddetta “separazione delle carriere”.

Perché per aver diritto al difensore d’ufficio in ambito penale il reddito del ricorrente deve essere molto modesto?

Perché se il reddito del ricorrente fosse maggiore di un certo minimo, lo Stato dovrebbe riconoscere il difensore d’ufficio a molti più richiedenti.

Perché il Presidente della Repubblica (salvo eccezioni) non risponde ai gravi problemi esistenziali segnalati dai cittadini?

Perché in quanto massima Istituzione, delega i sottoposti, e se questi non si attivano è un altro problema... Ciò nonostante si prodiga nell’elargire encomi e riconoscimenti vari.

Perché per partecipare ad un concorso pubblico è necessario un titolo di studio?

Perché volendo dare la parvenza della appropriatezza e della competenza dei candidati, nello stesso tempo si avrebbero meno ministri per questa o quella corrente politica; inoltre, a livello apicale è noto che non tutti gli assunti nella P.A. hanno partecipato ad un concorso.

Perché in caso responsabilità di un pubblico ufficiale lo stesso non paga quasi mai di persona?

Perché sarebbe impensabile far pagare ai dirigenti e funzionari (burocrati) un loro errore o un reato e tanto meno licenziarlo... non a caso nel 2024 è stato abolito l’art. 323 del C.P., ossia l’abuso d’ufficio. Ed anche per questa ragione che esiste la burocrazia difensiva.

Perché il cittadino comune (eterno suddito) non prende posizione contro la burocrazia?

Perché purtroppo ancora oggi vige ancora la lungimiranza di A. Manzoni che sosteneva: “Noi italiani in genere siamo fatti così: ci rivoltiamo sdegnati contro i mali mezzani e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi”. Inoltre, aggiungo che generalmente gli italiani preferiscono vivere con un problema che non riescono a risolvere, piuttosto che accettare una soluzione che non riescono a comprendere.

Perché nelle scuole non si insegna storia e origini della burocrazia alla stessa stregua di Educazione Civica?

Perché evidentemente essendo una lacuna che rientra nel sistema, non si ha interesse a rimuoverla o a ridimensionarla.

 

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