LA SANTA MESSA DI NATALE IN UNA CORSIA DI OSPEDALE
All’interno del reparto di Otorinolaringoiatria e Chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Molinette di Torino. Cure e preghiera all’unisono
di Ernesto Bodini
Forse non sono frequenti le
liturgie, come la Santa Messa, che si allestiscono all’interno di una corsia di
ospedale. Ciò avviene ogni anno (ad eccezione del periodo della pandemia da
Covid-19), per la XXXIX edizione (1982-2025), nei reparti di
Otorinolaringoiatria e Chirurgia Maxillo facciale dell’ospedale Molinette della
Città della Salute di Torino. Sabato 20 dicembre scorso si è tenuta la
celebrazione della SS. Messa del Santo Natale, officiata da Don Lino,
coadiuvato dai Cori Laudarmonia di San Francesco al Campo e Castagnole
Community Choir di Castagnole Piemonte. Deus ex machina dell’organizzazione
(con il contributo dell’URP) il coordinatore infermieristico Antonino Lombardo,
coadiuvato dal personale infermieristico e medico della Clinica diretta dai
proff. Giancarlo Pecorari e Guglielmo Ramieri. Una iniziativa non solo per
anticipare gli auguri natalizi, ma soprattutto per trasmettere maggiore vicinanza
a tutti i degenti e loro famigliari, e nel contempo ricordando tutti coloro che
hanno vissuto un’esperienza di malattia e di sofferenza che, proprio grazie
alle cure dei sanitari, hanno potuto tornare a sorridere e festeggiare le
festività con la propria famiglia. L’iniziativa, per il vero, non aveva nulla
di popolarità ma era caratterizzata da quella consuetudine volta a dimostrare
che medicina, assistenza e preghiera costituiscono il “complemento”
terapeutico. Personalmente sono stato invitato a questa liturgia in reparto non
solo come cittadino e amico, ma anche per aver vissuto al suo interno alcune
esperienze a fini divulgativi, durante le quali ho potuto rilevare la macchina
organizzativo-assistenziale di un reparto non meno “delicato” di altri,
caratterizzato da un’ottima e costante organizzazione, la cui efficienza si
configura in quella sinergia che coinvolge all’unisono curanti e pazienti. Ma
non solo. L’atmosfera in questi reparti
include serenità e fiducia, in quanto la dedizione degli operatori sanitari
(amministrativi e Oss compresi) contribuisce ad accettare “meglio” la malattia
e a facilitare i programmi terapeutici. Periodicamente a questo corpus si
affiancano allievi infermieri in via di formazione, e medici specializzandi la
cui formazione gode del contributo organizzativo (Master e convegni) organizzati
da Antonello Lombardo e il suo staff. Io credo che se tutti i reparti
ospedalieri (per quanto possibile) si predisponessero per una analoga
iniziativa annuale, si instaurerebbe fra tutti maggior serenità anche perché,
ricordiamolo, la presenza di Dio è sempre costante anche se... assente. E chi
soffre, o ha sofferto, lo ha sperimentato.
Commenti
Posta un commento