I VISIONARI NON SONO TUTTI
“PAZZI”: VA SOPPESATO
QUANTO ESSI HANNO IL CORAGGIO
DI PREVEDERE E AFFERMARE
Molti problemi non si risolveranno mai finché si imiteranno gli struzzi
di Ernesto Bodini
Prima di entrare in merito all’argomento espongo la seguente domanda:
chi sono i visionari? Persone comunemente dotate di straordinaria immaginazione
e lungimiranza, che talvolta colpiscono nel segno, ancorché capaci di idee
innovative tanto da prevedere risultati futuri che altri non sono in grado;
quindi trasformare sogni in realtà (anche dal punto di vista creativo), dotati
inoltre di coraggio e perseveranza tanto da superare lo scetticismo di altri.
In merito a questa premessa, stando ai fatti di cronaca che si verificano
quotidianamente come reati contro la persona (femminicidi in particolare),
contro il patrimonio, infortuni mortali sul lavoro, incidenti stradali, da
tempo si va consolidando la mia convinzione che tali fatti non si esauriranno nonostante
provvedimenti di repressione e altro. Ma chi sono io per fare queste “convinte”
affermazioni? Non ho titolo accademico e non ricopro alcun ruolo istituzionale
e/o specifico, semplicemente sono un attento osservatore e divulgatore degli
eventi sociali... quasi cronometrandoli, e il fatto che tali accadono come
riportati costantemente dalle cronache, senza contare quelli di cui non veniamo
informati, ne sono la conferma indiscutibile. Ma ciò che mi fa specie è il
fatto che tra gli specialisti (a vario titolo) interpellati, non ho mai
recepito una ipotesi sull'origine e reali motivazioni del perché i suddetti
eventi accadono sistematicamente, soprattutto da qualche decennio in qua. Ad
esempio, non si fa cenno alle sequenze di alcuni spot pubblicitari, alla
discutibilissima abolizione della censura cinematografica le cui sequenze non
mancano mai di espressioni violente, oltre al linguaggio a dir poco scurrile.
Per quanto riguarda i reati che da tempo sono commessi da soggetti anche minorenni,
non è dato a sapere se sono state “intervistate” le famiglie degli stessi per
individuare eventuali lacune, etc. Per questa fascia di età di grande rischio
si suggerisce di impartire loro una certa educazione, sia da parte delle
famiglie che della scuola, ma contestualmente non si considera il fatto che
taluni soggetti non intendono essere educati o rieducati. E allora, cosa fare
in questi casi? La ratio dice che non c’é peggior sordo di chi non vuole
sentire, non c’é peggior cieco di chi non vuol vedere, non c’é peggior ignorante
di chi non vuol sapere; e poiché nel nostro Paese non vi è alcun obbligo di
essere educati, le conseguenze sono quelle sopra citate. Poi ci sarebbe da
chiamare in causa le pene restrittive comminate dagli Organi giudiziari
competenti, ma anche in questo caso le lacune non mancano: i reati si
susseguono comunque tant’é che a mio avviso i provvedimenti restrittivi non
sono mai sufficienti, anche perché nel contempo bisogna tener conto che la
popolazione italiana convive in costante promiscuità: una convivenza in molti
casi sempre più difficile... se non addirittura impossibile. E intanto, ogni
giorno si muore facilmente per mano altrui, si è depredati dei propri beni per
mano altrui, si è privati della propria libertà per mano altrui, incolumità e
dignità sono sopraffatte per mano altrui, etc. Un ulteriore tassello di questo mosaico
è dato dal fatto che le Forze dell’Ordine, il cui organico non è sufficiente,
sono esse stesse a rischio e in taluni casi anche “responsabili” loro malgrado
di azioni volte alla nostra difesa: un paradosso che rasenta l’assurdità, uno
dei tanti che rientra nel paniere marcio della burocrazia; settore, questo, di
cui mi interesso ormai da molti anni, tant’é che in tempi non sospetti
anticipai nei miei scritti che una delle cause di queste negative evoluzioni
sociali, è addebitabile alla eccessiva libertà divenuta sempre più ingestibile:
non si chiude la porta dopo aver lasciato scappare i buoi. Sono altresì certo
che le Autorità preposte (di ieri e di oggi) abbiano ben presente che il popolo
italiano non ha più le necessarie garanzie dei propri diritti, ma sono sono
altrettanto convinto (riallacciandomi all’inizio dell’articolo) che le
prospettive di una vita serena per tutti è sempre più una utopia. Una piccola e
modesta proposta? Eccola. Si provi, ad esempio, a ridimensionare al minimo la
burocrazia in tutti i suoi comparti, e forse si potrà vedere un lumicino in
fondo al tunnel e, se non basta, tornare alla saggezza di un tempo: il bastone
e la carota con la massima accortezza, però, di agire senza ledere alcuno nel
rispetto della integrità fisica e morale. Concludo: quanto su esposto non è
solo di un visionario ma di chi ha il coraggio di osservare ed esporre quello
che nessuno vorrebbe fare nonostante le eventuali discese in piazza che a nulla
o a ben poco servono: fatti e statistiche si commentano da sé.
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