Elevati valori finanziari e...

 

ELEVATI VALORI FINANZIARI, MINORI

 PER I PIÚ DISTANTI ASPETTI SOCIALI... 

Gli affari sono affari e come sempre la corsa alle quotazioni

in Borsa non è un miraggio, ma l’attenzione deve andare oltre

di Ernesto Bodini

Sappiamo che la vita è una lotta impari, tante sono le avversità e le ingiustizie, e non bastano le molteplici (ma non sufficienti) iniziative ed azioni di buona volontà per ridimensionare tutto ciò che ci affligge. Oggi ad esempio, sia pure per dovere di cronaca, si è dato censo ai grandi risultati finanziari della Borsa (un incremento del 30%), tanto da far sorridere gli investitori, i banchieri e tutti quegli azionisti che a vario titolo sono interessati nell’ambito finanziario italiano, naturalmente con estensione a quello internazionale. Ma per dovere civico e di “responsabilità” soprattutto da parte di chi di dovere, bisognerebbe parlare anche di altri risultati come quelli relativi ai gravissimi problemi esistenziali che ci affliggono ogni giorno: gravi malattie e disabilità croniche, povertà, decessi a causa della criminalità e degli incidenti stradali e sul lavoro, per non parlare dei conflitti bellici e delle diatribe (anche feroci) tra politici, che anche in Italia si verificano un giorno sì e l’altro pure. Ma i drammi riguardano anche il calo delle nascite, il processo dell’invecchiamento..., l’esodo all’estero per diverse ragioni da parte di nostri connazionali, in molti casi non senza conseguenze. Così si evolve il comportamento della specie umana la cui materia cerebrale è ancora un mistero per tutti noi, scienziati compresi, in quanto si vorrebbe capire (o intuire) perché alcuni cervelli “stimolano” azioni malvagie e cruente, mentre altri stimolano azioni di bene e dolcezza. Pur senza entrare nel merito di competenze altrui, da profano ma studioso delle tematiche sociali non credo di aver posto un quesito banale o retorico, e il dedicarvi pensiero ed attenzione dovrebbe renderci più inclini ai problemi dell’esistenzialismo, ossia a quella corrente filosofica e culturale che pone al centro l’esistenza umana concreta, irripetibile e provvisoria, in contrasto con le astrattezze teoriche; e se diamo per scontato (come in realtà è) che l’esistenza precede l’essenza ne consegue, appunto, che l’uomo prima esiste e poi si definisce e determina attraverso le proprie scelte, la libertà e la responsabilità di agire in un modo piuttosto che in un altro e spesso senza un significato predefinito, ma le sue azioni (in bene o in male) trovano spazio per la ricerca e le agiatezze, come pure  per il ripudio verso tutto ciò che non lo appaga: da qui l’egoismo e il “superamento” dei pensieri relativi al mistero esistenziale. Ma tornando ai “festaioli” dell’Economia e Finanza che in questi giorni il loro brindisi è duplice, vorrei dire loro: “Gentili Signori, probabilmente il vostro operato è servito a portare un po’ di equilibrio per il nostro Paese e ben venga, ma allo stesso tempo sarebbe opportuno che la vostra attenzione consideri ulteriormente tutto ciò che vi è “distante”, perché un conto è vivere all’apice del successo un altro alle pendici dove ancora oggi non c’é né pane e né acqua". E se quest’ultima attenzione non è di vostra pertinenza vogliate scusarmi a priori, ma la mia materia cerebrale è dotata di neuroni che “nonostante gli sforzi”, non comprende l’esistenza di un mondo eccessivamente materialistico e quindi troppo lontano da una giustizia equa per mantenere quell’equilibro sopra citato. 

 

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