Eccessiva evoluzione della tecnologia...

 

L’ECCESSIVA EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA 

Ciascuno potrà goderne i benefici ma allo stesso tempo magari ricredersi

 o pentirsi per un “incontrollato” progresso a discapito dei rapporti umani

di Ernesto Bodini

Se dovessimo sommare tutte le incombenze negative che gravitano sull’umanità probabilmente non basterebbe una enciclopedia. Eppure, nonostante tali si ripetano tutti i giorni ovunque, pare che le persone non siano particolarmente preoccupate, a parte i vari commenti (sterili) per strada, al mercato e nei talk show televisivi, per non parlare delle molteplici distrazioni di carattere ludico o altro. È pur vero che talora si affronta il problema discutendo di questo o quell’avvenimento, ma di fatto non si va alla ricerca delle origini e delle cause dei fenomeni sociali sempre più ingravescenti, eppure si potrebbero fare alcune ipotesi. Ad esempio (tralasciando i secoli precedenti) da quando nel nostro Paese sono iniziati i primi gravi episodi di lesioni alla persona e danni al patrimonio ad opera non solo della criminalità, ma anche delle singole persone (adulti e adolescenti), il cui disprezzo della vita altrui (talvolta anche della propria) è così feroce che ogni commento sarebbe superfluo... Inoltre, mai come in questi ultimi decenni si sono verificate innumerevoli calamità naturali, e il farvi fronte è diventato e diventa sempre più impegnativo, insostenibile economicamente e solo parzialmente superabile nonostante i vari provvedimenti. Le ultime generazioni, ormai ultra 70enni, assistono impassibili o quasi a questo “sfacelo “ della Terra Italia (tanto per stare in casa nostra), e le prospettive per quest’ultima generazione e soprattutto quelle future non sono certo rosee; e ciò anche a fronte del tasso di natalità in calo e l’aumento della popolazione anziana con le relative conseguenze. Si aggiunga la moltitudine di malattie che colpiscono a tutte le età, per non parlare degli infortuni per varie cause, oltre agli eventuali decessi unitamente a quelli per causa di reati, contribuiscono alla diminuzione della forza lavoro-produttivo un po’ in tutti i settori. E ora che si sta insinuando con relativa insistenza la cosiddetta intelligenza artificiale (AI), la stessa sarà incrementata dalla realizzazione dei robot umanoidi che, a quanto pare, a breve compariranno pure in Italia in certi ambiti di lavoro, e perché no, anche in quello della sanità, con la presunzione (mi scusino i ben pensanti inventori) di sostituire nelle azioni e anche nel dialogo-emotivo il ruolo umano. A mio modesto avviso, anche se si possono ravvisare alcuni vantaggi a supporto o in sostituzione di mezzi e persone, siamo giunti ad un ulteriore delirio: di questo passo le relazioni umane si ridurranno ulteriormente, e ciò equivale (si noti che volutamente non ho usato il condizionale) a rinnegare le origini ancestrali della stirpe e, per me che sono cristiano cattolico, è come denigrare il Creato e insultare il buon Dio. Ma cos’é l’AI? È il processo attraverso cui le macchine e i sistemi informatici sono in grado di simulare capacità umane come il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività, ma anche le percezioni visive e spazio-temporali (ma non emozionali). Attraverso ad essa è inoltre possibile rendere le macchine in grado di imparare dagli errori e migliorare. In buona sostanza io credo che a tutto ci debba essere un limite in quanto rientra nell’ordine della Natura, e se certe invenzioni in eccesso avanzeranno oltre un certo limite del razionale, l’umanità sarà divisa in due: una parte resterà sul pianeta Terra entrando in “conflitto e/o competizione con la robotica fatta uomo”, e una parte (minore) andrà ad abitare su Marte, o altrove nella Galassia.

Mi contestino pure i lor signori ben pensanti, inventori e investitori, ma rammentino che gli anticonformisti e taluni filosofi sinora esistiti erano (e sono) dotati di razionalità e obiettività non condizionabili, e che si sono accontentati (e si accontentano) delle non totali innovazioni, e “soffrendo” di quanto sinora è stato creato per appagare l’ambizione e l’ingordigia di molti che, detto per inciso, sono giustificate dall’esigenza di sopperire alle difficoltà pratiche esistenziali della popolazione. Ma non solo. Si consideri, ad esempio, che una fascia della popolazione a tutt’oggi non è in grado di recepire alcuna tecnologia di uso comune e tanto meno di utilizzarle, e ciò con la conseguenza di non poter fruire anche delle più elementari necessità. Complici di tutto ciò anche i politici-amministratori della maggior parte dei Paesi che, per adattarsi e crescere, sostengono questo disegno di progresso in gran parte scellerato... anche se potrebbe avere una minima parte di giustificazione e utilità. Potrei proseguire oltre ma mi perderei nei meandri delle (non certo mie) piacevolezze tecnologiche, ma mi limito a rammentare quanto sosteneva il medico statunitense, inventore del defibrillatore Bernard Lown (1921-2012): «La scienza può spiegare come si moltiplica un virus, ma non sa dire perché si versa una lacrima». E, di questo passo, le lacrime della gran parte dell’umanità saranno sempre più incontenibili. Un’ultima osservazione. Alcuni anni fa, quale ospite osservatore a scopo divulgativo, ho avuto l’opportunità di assistere in ospedale (per due volte) ad interventi di urologia ad opera del Robot da Vinci Xi con alla consolle un chirurgo umano atto a manovrare i relativi yoystick, deputati a manovrare alcune sonde introdotte nell’addome del paziente, peraltro attorniato da operatori sanitari; ciò ha comportato alcuni vantaggi tecnici e per il paziente stesso, e al suo risveglio in corsia aveva accanto medici e infermieri in carne ed ossa per il prosieguo dell’assistenza e del conforto umano... In buona sostanza, si provi ad immaginare di esternare esigenze ed emozioni ad una struttura artificiale che di “umano” in realtà non ha e non può avere nulla. Se questo è il destino delle future generazioni, a mio avviso le conseguenze non mancheranno: i nonni in assenza dell’affetto dei propri nipoti, saranno costretti a “supplicare” quelli di un robot umanoide... ed essere accarezzati da una mano fredda e insignificante. Una delusione con ulteriori conseguenze!


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