OSSERVAZIONI A CALDO DI UN
ANTICONFORMISTA
L’evoluzione dei tempi ci dimostra che si sta sconfinando in una sorta di regressione sociale... nonostante alcune conquiste, le buone intenzioni e gli sforzi di alcuni.
di Ernesto Bodini
Se dovessimo sommare tutti i
candidati alla politica attiva con l’obiettivo di raggiungere lo scranno
Parlamentare dalla Repubblica ad oggi, la cifra non sarebbe forse troppo
impressionante, ma è certo che le motivazioni sono poche, brevi e ripetitive ma
soprattutto io credo in parte subdole e ipocrite. Desumo ciò dal fatto, ad
esempio, che quasi tutti quei protagonisti non solo fanno rima con arrivisti ed
egoisti, ma anche con illusionisti, egocentristi, etc., anche se per la verità
le eccezioni di un lodevole (e doveroso) operato non mancano. Ma perché
richiamare l’attenzione su questo “specifico” aspetto comportamentale di chi si
è sentito e si sente di garantire il bene del Paese? Anzitutto per il fatto che
dalle ultime 5-6 Legislature (quale testimone come libero cittadino-contribuente-osservatore
e con diritto incondizionato di opinione) le situazioni di vita in Italia non
sono quasi mai migliorate, mentre un po’ più di onore al merito (ma meglio
sarebbe più corretto dire al “dovere”), va ai primi statisti che hanno avuto la
responsabilità di gestire la fine di un periodo vessatorio durato oltre un
trentennio, e conseguentemente gettando le basi per la ricostruzione del Paese sia
pur con tutte le difficoltà dell’epoca: una patria che si stava leccando le
ferite post-belliche e alla ricerca di ogni azione per far risalire l’economia.
Inoltre, per far fronte all’elevato tasso di analfabetismo, e per promuovere Leggi
migliorative... come le tanto sospirate Legge sul divorzio (1970), Legge
sull’aborto (1978), Legge sulla tutela del lavoro (1970), Legge sul diritto di
accesso agli atti amministrativi (1990) e negli anni successivi molte altre,
alcune con molto ritardo e in parte discutibili, e altre ancora non applicate a
tutt’oggi. Ma tutto questo non è bastato e non basta poiché nel corso di questi
ultimi decenni i politici-amministratori che si sono avvicendati, non sono stati
in grado di prevenire molti eventi come l’estensione della criminalità (ora
anche minorile), gli infortuni anche mortali sul lavoro, le aggressioni al
personale sanitario e scolastico, l’evasione, la costante presenza del traffico
di stupefacenti, la corruzione, il sovraffollamento delle carceri, le moltissime
ingiuste detenzioni a causa di errori giudiziari, per non parlare della mai
alienata (o ridimensionata) burocrazia. Volendo proseguire non si può sottacere
il fatto che nessuno ai vari poteri è stato in grado di prevenire l’evoluzione
della popolazione anziana con i relativi problemi, come pure il calo delle
nascite; oltre al mancato rispetto dei diritti delle persone disabili
nonostante alcune apposite Leggi. Inoltre, ciò che non si è mai fatto è una
programmazione sistematica di informazione verbale con incontri pubblici
itineranti (in quanto il cittadino solitamente non legge) mirata e diretta ai
cittadini sui doveri e diritti, sia da parte degli stessi che delle
Istituzioni; anzi, in questi ultimi anni la tendenza è stata (e persiste) nel non
avere più contatti “de visu” con il cittadino, il quale se vuole conferire deve
farlo incondizionatamente per via e-mail (Pec), fax o telefono. E questo
sarebbe progresso in ossequio alle
relazioni umane? Non mi pare, considerando i princìpi enunciati dalla
Costituzione, e nonostante si sia decurtato di un terzo il numero dei
parlamentari, i quali in più occasioni in sede si sono azzuffati dimostrando
inciviltà, quindi non degni di rappresentare un popolo. Personalmente non provo
astio per alcuno, ma piuttosto sconcerto e diffidenza non ritenendomi
“rappresentato” né da Tizio, né da Caio e né da Sempronio, se non invece da me
stesso in quanto osservante dei doveri-diritti e quindi delle Leggi, con la
prerogativa, inoltre, di distanziarmi da ogni ambizione di immagine (e
“poteri”) di qualsivoglia natura, compresa quella inerente al non-profit.
Vorrei concludere con la seguente osservazione. È pur vero che nemmeno la
coscienza di ognuno può rappresentare la figura di “giudice” dispensatore di
meriti e demeriti..., ed è però altrettanto vero che quello che disturba non
sono le cose come tali, ma l’essere relegato al pari dei propri simili che
vorrebbero “depennarlo” perché anticonformista: le dicerie corrono veloci, ma non
si fermano a lungo quanto la verità, quella che il giusto possiede. E la
libertà di chi scrive vale sempre, quale che sia il prezzo!
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