L’INCOMPLETEZZA DELLA SOLIDARIETÀ UMANA
È inutile o
poco razionale parlare di volontariato quando nessuno si
dedica in modo sistematico alla tutela delle vittime della burocrazia
di Ernesto Bodini
Da sempre l'Italia è considerato uno dei paesi dotati di
buona volontà, ma forse oggi un po’ meno a causa dei molti problemi che sta
attraversando sia all’interno che, anche se solo di riflesso, a livello
internazionale. Taluni ritengono che tale atteggiamento sia lodevole, ma
cristianamente parlando sarebbe da considerarsi un dovere civile per umana
solidarietà. Per queste ragioni i mass media non mancano di divulgare esempi di
mutua solidarietà che si verificano un po’ ovunque, azioni che si compiono un po’
in tutti gli ambiti della vita quotidiana: assistenza socio-sanitaria,
ecologia, disabilità, trasporti, emarginazione, etc.; ma non si sono mai
attivate azioni di volontariato (caso mai ce ne fosse bisogno) per aiutare il
prossimo più “sprovveduto” a superare gli ostacoli della burocrazia, ambito
questo di immani proporzioni sempre più ricorrenti. Una carenza, a mio avviso, davvero riprovevole in quanto molti dei drammi umani con relative conseguenze
(a volte anche legali) che si potrebbero evitare. Eppure, anche se tutti si
lamentano, sembra che il concetto di burocrazia sia una sorta di maledizione
tanto da non nominare la parola stessa. Io credo che la vera
solidarietà consista proprio nel tutelare e sostenere, per quanto possibile, i
nostri simili che proprio a causa della burocrazia cadono vittime di
ingiustizie e a volte anche di soprusi lasciandole sole a se stesse... Si
pensi, ad esempio, ai molti anziani soli, e ai disabili non autonomi e alle
persone di scarsa cultura o psicologicamente deboli, persone che come tutti
hanno la bocca sotto il naso e quindi gli stessi diritti umani e di legge. Ora
io mi chiedo: perché nessuno ha mai pensato di dedicarsi contro la burocrazia a
tutela dei cittadini più bisognosi, oltre che di noi stessi? Personalmente mi
occupo di questo problema sia dal punto di vista teorico che pratico, e in
questo mio percorso di oltre sei lustri non ho mai trovato una sorta di alleato;
nel contempo ho assistito direttamente e indirettamente a casi spiacevoli proprio
per gli effetti negativi della burocrazia e, quando le circostanze mi hanno
favorito, intervenendo direttamente e concretamente senza timore di una
possibile “ritorsione” che peraltro forse molti temono. In altri casi, invece, mi è capitato di non essere
stato accettato da alcuni per le più svariate ragioni: sfiducia, pregiudizio,
diffidenza e addirittura anche per una sorta di scaramanzia. Ecco che a fronte
di una realtà che include tutti gli italiani (forse con qualche rara eccezione a
parte), i quali continuano e continueranno ad essere succubi e vittime di un
sistema di vita pubblica che ha dell’inverosimile, in quanto non in coerenza
con i princìpi della umana solidarietà. E a mio parere non c'é Legislatura che tenga!
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