CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Non basta fare rumore con iniziative popolari, sarebbe oltremodo utile approfondire le origini di una misoginia che, per certi versi, è identificabile nelle differenze fisiologiche e anatomiche sia della donna che dell’uomo.
di Ernesto Bodini
Credo che
ci sia poco da illudersi: per quanto lodevole l’intenzione si può perorare la
Giornata contro la violenza sulle donne, ma finché non si va alla ricerca anche
antropologica dell’origine e delle cause, è mia convinzione che questo fenomeno
sempre più emergente tenderà a non regredire. Volendo fare una sorta di
paragone con il secoli bui, paradossalmente (e forse non tanto) sembra che ci
sia una sorta di “connessione-richiamo” a quella che si definiva la caccia alle
streghe, periodo in cui per motivi di
ignoranza, religione e superstizione erano soprattutto le donne ad essere
destinate al rogo. Apparentemente sembra essere un paragone fuori ruolo, o
comunque discutibile, ma a ben riflettere il nesso ci può stare, sia pur in
parte. Poi, con il passare dei secoli e quindi con l’evoluzione culturale, la
consapevolezza della differenza fisiologica e anatomica della donna e
dell’uomo si è “imposta” un po’ ovunque, tranne (come ben sappiamo) nei Paesi
islamici; un lodevole progresso ragionato e lecito di emancipazione anche
perché di fronte a Dio siamo tutti uguali. E a questo proposito, se escludiamo le
convinzioni degli atei e degli agnostici, rievocando il peccato originale
non è un caso se fu la donna (Eva) a
tentare l’uomo (Adamo) a dare quel maledetto morso alla mela, un atto che
decretò il destino della stirpe umana; tant’é che l’ammonizione del Padre Eterno
fu «... ti guadagnerai il pane con il
sudore della fronte»; come pure il destino della donna fu segnato dal
partorire con sofferenza..., sia pur mitigata dalla “complicità” fisica e
sentimentale del compagno maschio. Con queste mie prime considerazioni di
anticonformista, sono certo di essere in “disaccordo” con tutti i credenti, i
puritani ed altri ancora, ma dalle mie letture di alcuni filosofi come ad
esempio Arthur Schopenhauer e Söeren Kierkegaard (pessimista l’uno e mistico
l’altro), avevano in qualche modo preventivato il successivo destino della
donna, anche se ciò era giustificato dalla misoginia, ovviamente priva di
astio. L’atteggiamento misogino (particolarmente lesivo) da parte dell’uomo
soprattutto di questi ultimi decenni, io credo che si stia rafforzando in
ragione del fatto che le varie forme di libertà (spesso incontrollate), di
fatto hanno rafforzato stimoli e impulsi nel genere maschile, specie se più
debole dal punto di vista psico-fisico. E oggi, che con insistenza si dichiara
loro guerra, paradossalmente si ottiene un continuo rifiuto della loro... umana
vicinanza. Sono altresì convinto che nemmeno Sigmund Freud ed altri emeriti
colleghi, saprebbero entrare ulteriormente nel merito, e affermo ciò non certo per
eguagliarmi a loro ma per precisa convinzione. Ovviamente non si tratta di
abbassare la guardia, ma di rivedere (per quanto possibile) strategie e
provvedimenti per la prevenzione degli atti lesivi; e anche se non ho alcun
titolo accademico per dare suggerimenti, mi permetto ugualmente di suggerire
iniziative volte a far incontrare le “parti”, spiegando il perché ancestrale
di certe differenze e, nel contempo, sarebbe
utile una minore ostentazione gestuale da parte del genere femminile... a
cominciare da certe pubblicità e filmati al seguito; come pure deprecare
l’abolizione della censura cinematografica che di fatto ha favorito e
favorisce le fantasie di certe menti più contorte... sino alla massima
espressione di perversione e avversione e della soppressione umana.
Commenti
Posta un commento