PERCHÈ
NON INDAGARE SU CAUSE E MOTIVI
DI CERTI COMPORTAMENTI UMANI?
Si
tratterebbe di approfondire la Genesi umana, diversamente i Gironi Danteschi troveranno sempre
conferma della loro non più ideale esistenza
di Ernesto Bodini
Quanti hanno, o avrebbero, interesse per capire le origini e quindi i perché di certi comportamenti umani? In particolare mi riferisco a tutte quelle azioni che l’uomo compie nei confronti dei suoi simili, spesso lesive alla loro dignità ed anche alla soppressione della loro vita. È un dilemma ancestrale che i credenti farebbero risalire alla Genesi, quindi al primo esempio di odio fraterno quale Caino verso Abele. Tralasciando le innumerevoli tappe della storia a questo riguardo, nel corso delle quali si sono compiuti gli atti più assurdi verso l’umanità, l’era attuale non si diversifica, anzi, le molteplici conoscenze d’ogni genere hanno ”illuminato” la fantasia di molti esseri umani e, con il contributo della considerevole tecnologia, ogni atto disumano non ha limiti. In effetti, anche a distanza (attraverso i vari social) si possono compiere innumerevoli reati contro la persona e il patrimonio. Quindi, i vari mezzi di comunicazione sono diventati il tramite con i quali chiunque può servirsene, anche quelli più apparentemente “innocui” come i filmati e alcune determinate trame pubblicitarie. Ma quello che mi fa specie è che dai molteplici romanzi della serie “noir”, spesso si trae lo spunto per produrre film, con l’aggravante che le azioni più assurde lette sui libri, in pellicola sono animate e certe scene sono di inaudita violenza e scabrosità (come se non bastassero le rievocazioni (doverose) della storia dell'umanità). Ecco che, in questi casi, taluni fruitori (spesso molto giovani) ne rimangono affascinati e contagiati per effetto della emulazione che, se messa in pratica, sconfina in quello che non dovrebbe mai accadere e tanto meno vedere. Quindi, a mio avviso la società di ieri e quella di oggi non divergono, bensì si ripetono in modo molto più eloquente e purtroppo altrettanto consapevole da parte dei protagonisti. Ora, se sino a non molto tempo fa per certi aspetti della comunicazione esisteva la censura, con l’abolizione della stessa (il 5/4/2021) si è creata la liceità del tutto si può vedere e quasi tutto si può imitare anche ai limiti della legalità. Ma cosa si intende per censura? È il controllo della comunicazione da parte di un'autorità, che limita la libertà di espressione e l'accesso all'informazione con l'intento dichiarato di tutelare l'ordine sociale e politico. Il culmine della mentalità e dell'attività censoria si raggiunge nel Novecento. Timbro di censura. Io credo, tuttavia, che chi l’ha voluta e promossa, non era nelle sue intenzioni tarpare le ali a certi diritti di sapere e vedere, ma non ha è tenuto conto della troppa libertà che ha causato e continua a causare reati e nefandezze d’ogni genere e, anche se repressi sul nascere od appena compiuti, le conseguenze hanno trovato (e trovano) il loro spazio ai danni della collettività tutta. Ad esempio, si prendano in considerazione, gli omicidi (tra questi femminicidi, neonaticidi e infanticidi), furti e rapine, truffe ed estorsioni, oltre alle evasioni dalle carceri; per non parlare poi di coloro che per eccesso di visibilità e considerazioni si dedicano a praticare sport estremi o le più assurde bravate, rischiando la propria vita e a volte mettendo a repentaglio quella altrui (soccorritori in primis). A mio modesto parere se si approfondissero le reali motivazioni che inducono un essere umano ad agire in modo irrazionale, probabilmente si potrebbero intuire alcuni aspetti (ulteriori) della psiche, come ad esempio la “debolezza psichica”, un forte disagio emozionale e forse anche un incompleto sviluppo psicofisico, cui spesso segue la non accettazione della propria condizione sociale… riversando ad altrui la “responsabilità” del malessere sofferto sino a quel momento. Con queste personali considerazioni non intendo certo antepormi a studiosi esperti della psiche umana (se mai avessero ulteriore attendibilità...), ma rimane il fatto che tutti questi eventi negativi della stirpe umana non hanno mai fine e il loro perpetuarsi, per l’ennesima volta conferma il moltiplicarsi di questi “protagonisti del male” che fanno parte della schiera degli iracondi e degli accidiosi…, ma se Dante avesse avuto torto, sarà bene rivolgersi a Dio invocando comprensione e pietà! (A titolo di memoria: l'iracondo manifesta l'ira all'esterno in modo violento, mentre l'accidioso la reprime interiormente, cadendo in uno stato di torpore e inerzia, ma non senza conseguenze. Nella Divina Commedia, gli iracondi si percuotono e si mordono nella palude Stigia, mentre gli accidiosi, sommersi nel fango, emettono sospiri e bolle, come punizione per aver tenuto l'ira e la tristezza nascoste dentro di sé).
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