LA DONNA E I PARERI DELLE OPINIONISTE
È bene che anche gli uomini si esprimano con
obiettività, alla ricerca
di un confronto all’insegna della parità e senza distinzione alcuna
di Ernesto Bodini
Di tutti gli eventi che colpiscono in particolare le donne (aggressioni, femminicidi, etc.), solitamente i commenti sono di giornalisti, opinionisti e gente comune al femminile, ed è assai più raro leggere commenti in merito da parte di uomini, se si escludono gli addetti ai lavori a seconda delle proprie competenze. Evidentemente, oltre alla istintività è manifestata quella solidarietà che meritano, e questo non va inteso come essere di parte... Sarebbe quindi oltremodo utile che i commentatori-opinionisti siano anche al maschile, con l’intento di immedesimarsi (per quanto possibile) non solo nella realtà del vissuto delle donne vittime proprio degli uomini, ma anche della loro fragilità e della sostanziale condizione psico-fisica che, confrontata con il genere maschile, per certi versi rappresenta una differenza non di diritto ma di genere, ma pur sempre un genere umano in quanto prodotto da Dio in egual misura e finalità. Allo stesso tempo si consideri che l’esprimere sentimenti umani, gli stessi si differenziano ma con una “dote” in più da parte della donna in quanto ha il notevole privilegio della maternità, contribuendo alla crescita demografica, sia pur con la partecipazione maschile. Inoltre, il fatto stesso che in quasi tutte le professioni la donna è in minoranza tra le figure apicali e di guadagno, è come se la cosiddetta “questione di genere” fosse un ulteriore peccato da scontare... Ma gli uomini per loro natura, soprattutto quelli che intendono distinguersi e primeggiare nei suoi confronti, spesso dimenticano o non sanno, che molte donne nei secoli hanno raggiunto notevoli traguardi nelle professioni e in ambito socio-culturale, spesso a fronte di molti sacrifici: umiliazioni, rinunce e in alcuni casi al prezzo della propria vita. E va detto per inciso che da sempre la differenza di genere ha sempre condizionato l’evoluzione dell’umanità, concetto avvalorato (per chi ci crede) dalla ancestrale origine dell’Essere... con le conseguenze che la stessa sta scontando da millenni. Ma se i rapporti umani (intimi o meno) tra uomo e donna continuano a peggiorare, nonostante l’evoluzione delle moltissime culture ed esempi di emancipazione, a mio avviso sono spesso riconducibili alla eccessiva ed incontrollata emancipazione, comportamento questo che suscita invidia e “affronto” da parte dell’uomo. In effetti si consideri anche a ridosso di ciò, che in molti casi il coinvolgente e travolgente atteggiamento (performance) lussurioso, a volte oltre una certa misura del lecito dal punto di vista morale, e questo, l’uomo lo recepisce come una sorta di provocazione tant’è che un tempo si diceva: “Guardare ma non toccare”. È pur vero che non si debbano penalizzare le conquiste di espressione e di libertà, ma allo stesso tempo la morigeratezza è indice di buon senno oltre che rispetto per se stesse e per gli altri.
Queste mie libere
considerazioni di osservatore obiettivo e anticonformista, vogliono essere un
contributo di monito verso chi deliberatamente è prevenuto nei confronti delle
persone che crede a lui stesso “inferiori” e, per antonomasia, va ribadito che
su questa Terra siamo tutti uguali con doveri e diritti, e soprattutto di
esistere. Ma è comunque importante che la donna si imponga con maggiore
“serietà”, e l’uomo la consideri e l’accolga come parte di esso solo se la
stessa lo condivide chiarendo, sin dall’inizio, che non è la “differenza
fisiologica” a determinare un futuro reciproco, ma quella dei valori interiori
caratterizzati dalla necessaria umanità. Vorrei concludere ricordando quanto
sosteneva il drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare (1564-1616 – nella
foto): «La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai
piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore; ma dal lato
per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per
essere amata». Ma un giorno ho anche letto che le donne si
somigliano molto più degli uomini. In verità hanno soltanto due passioni:
vanità e amore, e queste sono le loro caratteristiche universali che gli uomini
non hanno e, per questo, tendono a sopraffarle. È proprio così? Forse, ma sta
di fatto che non c’é niente di peggio che cercare una differenza anche quando
non c’è!
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