Santi subito. Perché?

 

PERCHÈ SANTI SUBITO? UN PROCESSO CHE

POTREBBE SUSCITARE QUALCHE PERPLESSITÀ 

di Ernesto Bodini

Il problema, o per meglio dire, il privilegio della Santità è indubbiamente tanto misterioso quanto non facilmente raggiungibile, poiché siamo tutti figli del peccato originale: nessun essere umano che ha popolato la Terra ha potuto e può scagliare la prima pietra. Per raggiungere questa meta, si dice, occorre avere una grande Fede (caso mai bastasse), manifestata o meno. Ma chi può appurare con la massima certezza se tale predisposizione (che è un dono di Dio che peraltro non tutti possiedono) è appartenuta o apparterrebbe a chiunque di noi? Ben sappiamo che la Chiesa attraverso la sua massima Rappresentanza ha questo compito-privilegio, e magari anche con il “contributo” di più testimonianze che ne comprovino l’appartenenza, e da qui inizia il viaggio cristiano attraverso le tre tappe rigorosamente fondamentali con la attestazione-proclamazione: Venerabile, Beato, Santo. Certo, le massime Autorità ecclesiali hanno questo difficile compito da svolgere, compreso l’accertamento dell’avvenuto (necessario) miracolo compiuto da chi è destinato ad essere inserito in quel cammino. Ricordo, ad esempio, la figura di Don Carlo Gnocchi (1902-1956) che, nel corso della sua non troppo lunga esistenza, ma comunque sufficiente… si è dedicato all’infanzia martoriata dalla guerra ed in seguito anche quella colpita dalla poliomielite; una grande famiglia che ci ricorda essere stato definito il “papà dei mutilatini”; oltre all’ultimo suo gesto di bontà nel donare le proprie cornee a due suoi mutilatini non vedenti. Tale citazione in quanto mi ritengo da anni un suo biografo, avendo raccolto, letto e studiato il suo intero percorso esistenziale con l’unico rammarico di non averlo potuto conoscere e fruire di una sua parola o una carezza paterna. Don Carlo è stato proclamato beato in Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, proprio perché molto tempo prima gli era stato attribuito un miracolo, in quanto secondo gli accertamenti, una persona in seguito ad un gravissimo infortunio sul lavoro lo avrebbe invocato… avendo avuto salva la vita. Ma perché questo lungo preambolo? In questi giorni si è parlato (e si sta parlando) molto della beatitudine dei giovanissimi Pier Giorgio Frassati (1901-1925) e Carlo Acutis (1991-2006), elevandoli “in anteprima” alla Santità. Pur considerando le grandi doti terrene che li hanno contraddistinti, e dalle quali magari trarne esempio, personalmente ritengo assai precoce il processo di Santificazione proprio perché troppo effimera è stata la loro esistenza; inoltre, a mio avviso l’eccessivo censo dato alla iniziativa non credo possa essere servito a ”ridimensionare” certi animi disturbati dalla poca o nulla cristianità. Un tempo si diceva, in tutti gli ambiti, ogni cosa a suo tempo, e bruciare le tappe (qualunque esse siano) non è mai stato e non è un buon segno! Detto questo, nulla di personale sugli immensi e indiscutibili valori umani e cristiani dei due giovani (ce ne fossero!), ma nel frattempo sarebbe oltremodo utile ed urgente attivare altre azioni di sensibilizzazione ad opere di bene come, ad esempio, invitare tutti i soldati impegnati nei vari conflitti, a deporre le armi e non andare al fronte proprio perché chi vi si reca, per difesa o per offesa, va per uccidere. Ecco, queste le mie convinzioni di buon cristiano, che non devono essere però intese come blasfemia o provocazione, ritenendomi a priori un peccatore come tutti noi (che si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere), e forse uno dei pochi coerenti anticonformisti a garanzia della giustizia terrena… rimettendomi doverosamente a quella Divina!


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