IL CONTRIBUTO DELLA FILOSOFIA PER CAPIRE E VIVERE CON DIGNITÀ
Se tutti riflettessimo di più e se tutti dessimo il giusto valore alla vita umana, avremmo
il diritto di giudicare e di porci il dilemma dell’esistenza… anche se Söeren Kierkegaard
sosteneva che «la vita non è un
problema da risolvere, ma un mistero da vivere»
di Ernesto Bodini
Non è mai facile (se non
addirittura presuntuoso) entrare nel merito di tematiche di carattere
internazionale, ancorché aggravate da quel dispotismo politico e mercenario con
processi bellici, specie se non si hanno le relative competenze. Ma ciò non
toglie il diritto e la possibilità di esprimere opinioni, se non anche
suggerimenti, sia pur per certi versi utopistici come il seguente. Quando più
volte ho scritto che a mio avviso l’umanità è divisa in due correnti: “pro
Abele e pro Caino”, intendevo ed intendo far recepire (non certo con obbligo)
che non ne esiste una terza: o l’uomo decide di volersi bene e rispettarsi
oppure decide di odiarsi e sopprimersi e, da quando esiste l’Umanità, ciò è
sempre avvenuto. Quindi, per logica conseguenza, anche se sembra troppo
semplicistica ed utopistica, a mio avviso se tutti (nessuno escluso) gli uomini
deputati a combattere con le armi decidessero unanimamente di deporre le
stesse, d’incanto cesserebbero le ostilità e i loro “padroni-despoti”
resterebbero automaticamente isolati; ma poiché ciò non avviene e non avverrà
mai deduco, anzi, possiamo tutti dedurre che sono molti gli uomini che hanno
nell’animo di sopprimere i propri simili: nessuno è obbligato per coscienza ad
uccidere; ma c’è chi è talmente debole da farsi condizionare da un leader!
Inoltre, il fatto che anche l’autorevole voce del Pontefice venga ascoltata
sempre meno, ne è ulteriore conferma…, del resto le sue omelie dal pulpito sono
sempre le stesse perché di retorica si tratta! Questo ragionamento lo sto
elaborando da molto tempo, anche in considerazione del fatto che molti uomini
danno sempre meno valore alla vita nonostante le ulteriori incombenze che lo
travolgono come le malattie e le calamità naturali; e si aggiunga anche il
fatto che non sono di poco conto i misteri che accompagnano l’Umanità sin dai
suoi esordi, parte dei quali (sia pur molto minimamente) affrontati e
approfonditi da tutti i filosofi della Storia che, sperando di non tediare il
lettore, a titolo di memoria vorrei elencarne almeno una parte tra i più noti,
con l’auspicio che anche i despoti abbiano la compiacenza e soprattutto
l’umiltà di conoscerli o ricordarli, e magari acquisendo anche qualche esempio
della loro saggezza. Ma chi erano questi nobili ed
autorevoli saggi di quel “poco ma utile” sapere tanto d’essere passati alla
Storia, e che purtroppo non sono considerati se non solo con qualche
occasionale conferenza pubblica o come materia d’insegnamento in ambito
scolastico e/o accademico? Ecco qui di seguito un breve ed interessante elenco,
sul quale riflettere… tutti! È universalmente noto il sommo della saggezza,
ovvero Socrate (469-399), filosofo ateniese, uno dei più importanti della
tradizione filosofica, fondatore dell’etica o filosofia morale e della
filosofia in generale. Platone (428-347), filosofo greco, assieme al suo
maestro Socrate e al suo allievo Aristotele, ha posto le basi del pensiero
filosofico occidentale. Aristotele (384-322), filosofo e scienziato greco,
discepolo di Platone, uomo sapiente e precursore di scoperte. Altri loro
colleghi greci a seguire: Democrito (457-350 a.C.), Epicuro (341-270 a.C.),
Eraclito (535-474 a.C.), Epitteto (850-135 d.C.), Plutarco (46-127 d.C.); ma
anche il romano Seneca (4-65 a.C.) non fu a meno oltre ad essere stato anche
poeta, drammaturgo e studioso di politica retorica. Più recentemente e in
ambito europeo sono da annoverare Friedrich Nietzsche (1844-1900), filosofo,
saggista tedesco, pensatore unico nel suo genere, il danese Söeren
Kierkegaard (1813-1855), oltre che filosofo, poeta e padre
dell’Esistenzialismo, il tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860), uno dei
maggiori pensatori del XX secolo, nonché del pensiero occidentale moderno,
Bertrand Russel (1872-1970), gallese, autorevole esponente del Movimento
pacifista, lo svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), anche scrittore e
illuminista del XVIII secolo, Immanuel Kant (1724-1804), uno dei più
importanti esponenti dell’Illuminismo tedesco, George Willhelm Friedrich Hegel
(1770-1831), il rappresentante più significativo dell’Idealismo tedesco. Ma
facendo un passo indietro, la Storia non può tralasciare il britannico
Francesco Bacone (1561-1626) che fu anche saggista, politico e giurista, come
anche Michel de la Montaigne (1533-1592), anche umanista, scrittore e tra i più
celebri filosofi del Rinascimento francese; e il connazionale René Descartes
(1596-1650), fra i principali fondatori della matematica e filosofia moderne. Una schiera di saggi che leggendoli e rileggendoli, ancora oggi, potrebbero illuminarci tutti ma soprattutto coloro che da troppo tempo hanno la mente offuscata da quel velo opaco che si chiama odio per la stirpe... ad eccezione di se stessi.
Ma a fronte del male causato dall'umanità, vorrei concludere con una riflessione di filosofo e filantropo Albert Schweitzer (1875-1965): "La lotta contro il male che si insidia nell'uomo non va condotta giudicando le azioni degli altri, ma divenendo severi giudici di se stessi. La battaglia che intraprendiamo contro noi stessi e la nostra sincerità sono gli strumenti più potenti di cui possiamo disporre per gire sugli altri. Senza far rumore, arruoliamo questi strumenti nella nostra lotta la cui posta in palio è l'affermazione spirituale della nostra stessa personalità che trova la sua origine nel rispetto per la vita. La forza interiore non fa rumore, agisce con la sua stessa presenza. la vera etica incomincia laddove finiscono le parole".
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