Lettera aperta ai futuri medici...

  LETTERA APERTA AI FUTURI MEDICI… DELL’ERA IPERTECNOLOGICA 

AL CENTRO DI UN SSN DA “RINVERDIRE” E DIFENDERE 


Carissimi Giovani, 

dopo un certo periodo di “stasi” a causa del fatidico numero chiuso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, e dopo varie vicissitudini di carattere politico e finanziario, con la recente innovazione delle procedure di accesso a detta Facoltà (per le quali non entro nel merito in quanto non addetto ai lavori), ora il percorso inziale dovrebbe essere più semplificato. In ragione di ciò mi permetto di dedicarvi la presente con l’obiettivo di trovare in voi non solo umane e concrete motivazioni che vi hanno portato a tale scelta, ma anche di inserire nel vostro bagaglio pieno di speranze ed obiettivi il massimo coinvolgimento nel rivedere ed approfondire tutto ciò che riguarda il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Pur immaginando che tale vi sia noto nei vari aspetti in quanto cittadini e potenziali pazienti, ciò non vi esime dal rilevare anche quelli “negativi” che in questi ultimi due-tre decenni la Sanità pubblica ha disseminato sull’intero territorio nazionale. Va da sé che la Medicina e la Chirurgia (con relative e diverse specialità), come pure altre discipline tecnico-scientifiche dedite alla prevenzione e al trattamento delle molteplici patologie, negli anni hanno fatto molti progressi acquisendo notevoli potenzialità, sia pur in presenza di determinati limiti… Ora, una volta ammessi al Corso, vi aspettano sei anni di intenso impegno di studio, come anche altri per la specialità, seguiti da frequentazioni e pratica clinica nel corso dei quali probabilmente incontrerete incertezze, ostacoli, incomprensioni tali da “favorire” qualche tappa di scoramento… e magari anche perplessità; ma ciò deve essere superabile proprio in ragione della vostra scelta e al traguardo che vi prefiggete di raggiungere. Ma a parte il vostro impegno di studio delle molteplici materie, vi esorterei a dedicare un breve spazio anche alla rievocazione storica relativa alla nascita del SSN, ovvero l’emanazione della Legge 833 del 1978 su proposta dell’allora lungimirante ministro della Sanità Tina Anselmi (1927-2016), la cui decorrenza è datata 1/7/1980 come nuovo sistema sanitario, basato sul ruolo fondamentale delle Regioni. Pur non entrando più dettagliatamente nel contesto politico, il vostro indirizzo accademico vi porterà a considerare l’obiettivo principe: le malattie da curare e i pazienti da seguire amorevolmente, supportati non solo dall’etica e dalla deontologia, ma anche da quella che a volte si “disattende”, ossia la cosiddetta Medicina narrativa. Ma prima di concludere mi preme aggiungere un ulteriore invito, ossia quello di dedicare un po’ di spazio anche alla Storia della Medicina giacché è una materia che è sempre meno presente nelle materie di insegnamento accademico, e a mio avviso non è meno importante proprio perché il confronto con il passato può “favorire” una migliore comprensione per il futuro. Pur non essendo medico (a causa di un sogno infranto rimasto Pagina 1 nel cassetto), la mia passione e i miei ruoli professionali di giornalista scientifico e di biografo, mi hanno sempre portato ad approfondire la conoscenza delle molteplici tappe storiche della Medicina e scienze correlate, tanto da farne tesoro per scopi divulgativi con il non “minore impegno” di vivere la Sanità sul campo, imparando da cattedratici e da clinici in ascesa che i risultati migliori si ottengono con la massima considerazione dell’Essere umano. Ciò può sembrare retorica ma non è così poiché ho potuto constatare come paziente e come “osservatore-ospite”, quanto determinante in molte occasioni sia il dialogo… come pure la capacità di immedesimarsi nell’intimo di chi soffre. Personalmente in questi anni ho conosciuto ed avvicinato a vario titolo luminari nazionali e internazionali della Medicina, ma anche molti medici comuni che tutti ugualmente avevano due “passi in più”: l’onore e il privilegio di aver fatto una scelta a beneficio loro interiore, e nello stesso tempo dei pazienti loro affidati. Un’ultima esortazione: una volta divenuti medici attivi nella pratica clinica, o della ricerca, di fronte ai casi clinici più ostici e di difficile diagnosi, sarebbe razionale ed utile istituire ogni volta un “consulto allargato” (anche al di fuori della vostra realtà locale) mettendo a confronto più ipotesi in base alla vostra personale esperienza: a volte può capitare, io credo, che un piccolo particolare (apparentemente insignificante) sfuggito alla maggior parte di voi, possa essere individuato (sia pur occasionalmente) anche da un solo vostro collega: il capitolo delle 6-8 mila malattie rare (MR) ne è un tangibile esempio, e per il quale negli anni ho divulgato articoli e tenuto master a discenti medici e infermieri. Con questa mia lettera aperta confido nel buon inizio del vostro percorso accademico e raggiungimento del traguardo, sperando nel contempo di non aver “intaccato” in alcun modo la vostra sensibilità, e congedandomi formulo a tutti voi i più fervidi auguri! Cordialità, Ernesto Bodini (giornalista medico-scientifico e biografo) P.S. Un giorno ho letto: il medico può imparare di più sulla malattia dal modo in cui il paziente racconta la storia dei suoi malanni che dalla storia stessa. Un credo che sono certo entrerà sin da subito a far parte del vostro bagaglio esperienziale. Cordialità

Ernesto Bodini (giornalista scientifico e biografo)


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