L’INCONTENIBILE EVOLUZIONE DEL
PROGRESSO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE
L’uso del digitale è di fatto precluso ad
almeno un terzo della popolazione. Ma nulla si fa per superare tale ostacolo e
in tal senso, non si pensi di “scaricare” la soluzione alla cosiddetta
“intelligenza artificiale”… sarebbe peggio
di Ernesto Bodini
Da un po’ di tempo vado affermando che il progresso tecnologico
presenta non solo vantaggi, ma anche svantaggi, soprattutto per quanto riguarda
i mezzi di comunicazione come internet: i vari siti con le varie piattaforme
alle quali collegarsi per avere determinate informazioni o per fare richieste.
Tralasciando tale utilizzo a livello privato, quello che è riprovevole è la
tale estesa applicazione d’uso nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni
(P.A.), particolarmente non accessibile per chi non possiede internet. Per
almeno un terzo della popolazione (in gran parte ultra 65-70enne) non ha
possibilità di colloquiare via etere con le Istituzioni seguendo le procedure
informatiche; ovvero, passare dal manuale a quello digitale per essi è a dir
poco impensabile… o comunque difficilmente praticabile. Quindi, questa fascia
di cittadini-utenti sono di fatto esclusi da tutte (o quasi) le incombenze anche
di carattere pubblico-istituzionale che la vita moderna impone, e il tutto è aggravato
dalla burocrazia che non guarda in faccia nessuno (tranne i privilegiati,
ovvero gli stessi burocrati!). Premesso che non esiste legge che obblighi il
cittadino ad essere informatizzato, e tanto meno possedere mezzi tecnologici
moderni per accedere ai servizi pubblici, si impone la necessità oggettiva di
valutare ogni possibile procedura “alternativa” per questi soggetti… sempre più
isolati, con il rischio di non poter ottenere quanto loro necessita in quanto…
disinformatizzati. Ora, se il sistema tecnologico ha inteso superare le
“vecchie procedure” di accesso, non è una buona ragione lasciare alla deriva
questi nostri concittadini, i quali non hanno colpa nel non saper o voler
adattarsi alla informatizzazione: vada per i rapporti personali, ma non per
quelli con le P.A. Questa indifferenza (si noti il non virgolettato) da parte
dello Stato e a seguire delle Regioni, è aggravata dalla loro irresponsabilità
che, a mio avviso, suona anche come una ulteriore umiliazione alla dignità
delle persone aziane, umili e inermi che non hanno colpa alcuna. E l’assurdo è
che le P.A. pretendono dai cittadini di espletare i loro doveri, anche dal punto
di vista della comunicazione; mentre gran parte dei burocrati (figure a dir poco
ibride) la fanno da padrone! E poi chi è preposto, figure apicali e di rilievo
istituzionale, ha la “sfacciattagine” di rammentare i valori della
Costituzione, preziosa Carta che a causa dei molteplici articoli non osservati
da parte delle stesse, non spiegano come il cittadino può difendersi da tali
loro inossservanze. Una ulteriore indignazione, a mio dire consiste nel fatto
che esse preferiscono dare lustro alle molteplici “ricorrenze di facciata”, per
non parlare dei riconoscimenti (perchè di tali si tratta) di encomi vari, i cui
destinatari (giovani e non) accettano sempre di buon grado, mentre in alcuni
casi sarebbe l’occasione per rispedirli al mittente (con il massimo rispetto
possibile) includendo la seguente postilla: «Si ringrazia per il riconoscimento pervenuto, il quale dovrebbe essere
anteposto dalla applicazione delle Leggi, della Costituzione e quindi del
rispetto dei diritti soprattutto delle fasce più deboli. Va da sé che non è possibile
dare riscontro per carenza di mezzo informatico, se non a mezzo posta in
versione cartacea… finchè esiste il servizio delle Poste Italiane». Il presente articolo, suffragato da esempi di
etica nell’ambito del sociale e della comunicazione da parte di chi scrive, non
vuole innescare (sia pur indirettamente) una polemica, e tanto meno manifestare
atteggiamenti “ostili” verso le Istituzioni (che peraltro sempre rispetto), ma
più semplicemente spezzare una lancia a favore dei più deboli che, anche in
questo specifico caso, sono spesso lasciati a se stessi e, isolarli dal modo
più semplice e naturale di comunicare, equivale ad un vero e proprio abbandono.
Sino a qualche anno fa si poteva accedere negli studi dei medici di famiglia
senza appuntamento, ma oggi non è più così, e questo “cambiamento di rotta” meriterebbe
un capitolo a parte…! Ma soprattutto, come più volte ho scritto, da anni i
burocrati di quasi tutte le P.A. non danno più udienza “de visu” ai cittadini,
e se questi non possono contattarli per le ragioni di cui sopra, mi si lasci dire:
non si lamentino i “lor Signori” al potere se la popolazione senile aumenta,
perché da questa avrebbero molto da imparare. La propria coscienza farà il
resto!
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