RIDURRE LA BUROCRAZIA AL
MINIMO:
NON UTOPIA MA UNA REALTÀ POSSIBILE
Non si tratta di una
fatto prettamente politico,
ma più semplicemente culturale e di coerenza
di Ernesto Bodini
Anche l’Italia,
come tanti altri Paesi del mondo occidentale, per richiamare l’attenzione sui
problemi politici in particolare, religiosi e sociali più in generale, si è
soliti organizzare grandi manifestazioni e raduni come meeting, convention, etc.
A parte i costi organizzativi e di logistica, a tali iniziative solitamente la
partecipazione è quasi sempre considerevole, ma alla fine della “festa” i
risultati sono spesso deludenti se non anche discutibili. Da che esiste la
Repubblica queste manifestazioni pubbliche non sono mai state orientate al tema
della burocrazia, che sono certo contribuirebbero a gettare un po’ di luce su
quello che da anni definisco essere il “cancro” dell’Italia per intravedere
possibili soluzioni. C’è chi sostiene (ma personalmente non sono d’accordo) che non è possibile "annullare la
burocrazia" nel senso di eliminarla completamente, poiché è
un'organizzazione necessaria per l'amministrazione di uno Stato o di un Ente,
caso mai è possibile ridurla ai minimi termini, ma di fatto ciò non avviene
nemmeno, come mai?
L’assurdo è che tutti gli italiani si lamentano di questo fenomeno sociale che,
a vario titolo, condiziona la vita di tutti e paradossalmente, anche quella
degli stessi burocrati, con la conseguenza che non c’è verso di orientare la
popolazione sul versante della lecita opposizione. Eppure, se vogliamo
considerare le “buone” intenzioni delle molteplici associazioni di volontariato
e organismi simili, non ce n’è una che ipotizzi l’istituzione di un “Gruppo di Templari” in versione moderna
e ovviamente pacifica, per contrastare ogni evento dalle caratteristiche
burocratiche più che quotidiane, con l’obiettivo precipuo di tutelare i
cittadini più inermi e indifesi. Tale mio suggerimento, che per la verità porto
avanti da tempo, può sembrare un’eresia se non anche una provocazione, ma
così non è: basterebbe provare per
credere! Il non credere di poter alienare o ridurre al minimo il fenomeno della
burocrazia, evidentemente è dato da una scarsissima cultura in merito, ad una
diffidenza e per molti al rischio di compromettere gli interessi sia degli
stessi burocrati che di alcune categorie di professionisti. Per portare avanti
quello che definisco essere un “Progetto
innovativo contro la burocrazia”, non è necessario essere dei titolati o
avere una laurea in Giurisprudenza, sono invece necessarie obiettività,
conoscenza del diritto-dovere, onestà intellettuale, determinazione e
ovviamente essere sempre dalla parte della ragione, tenendo sempre presente che
la Legge non ammette ignoranza! Queste caratteristiche sono di pochi, anzi di
pochissimi, e proprio questa carenza lascia spazio a sterili iniziative di
piazza come cortei, meeting, fiaccolate e assurdi comportamenti (per nulla
dignitosi) come fare scioperi della fame, incatenarsi davanti ad una residenza
pubblica o minacciare di togliersi la vita in modo plateale (per morire c’è
sempre tempo), come se non bastassero le cause dei decessi come le malattie,
gli omicidi, gli incidenti e le calamità naturali. Sono sempre stato dell’idea (sin
da ragazzo poco più che ventenne) che se in Italia non esistesse la burocrazia
ci sarebbero meno reati come l’infedeltà verso le Istituzioni, l’appropriazione
indebita, l’evasione fiscale, scarsa trasparenza, etc. Personalmente (come del
resto tutti) negli anni ho incontrato ostacoli burocratici che quasi sempre
sono riuscito a superare con le armi delle caratteristiche di cui sopra, e la
cui applicazione ha comportato sempre la conoscenza delle Leggi e relativa
interpretazione, e lo scrivere ai destinatari burocrati sempre tramite
raccomandata A/R. Ma la burocrazia non non fa distinzioni di ceto sociale o di
gravità del problema in essere, anche perché i referenti autori di tale malaffare, ossia gli stessi
burocrati, in caso di loro responsabilità (diretta o indiretta) non rispondono
quasi mai di persona, mentre al massimo ne risponde l’Ente in questione. Un
esempio di particolare gravità è il non riuscire ad ottenere le prestazioni
sanitarie (anche importanti) tant’è che molti cittadini che incorrono in tale
esigenza hanno rischiato (o rischiano) di aggravarsi senza poter (o voler)
perseguire il burocrate inadempiente con le modalità sopra descritte. Quindi
assembramenti e discese in piazza non abbatteranno mai la burocrazia: si
immagini, invece, solo per un istante, se sul tavolo dei burocrati arrivassero tutti i
giorni migliaia di raccomandate A/R., ovviamente non per mere lamentele o
critiche, ma per pretendere che vengano rispettati i diritti sanciti dalle
Leggi in vigore e, manco a dirlo, anche dalla Costituzione. Infine, vorrei
precisare che le inefficienze made in Italy, rientrano inoltre nella seguente
constatazione: “Anche nel XXI secolo la
società è così suddivisa: quelli che appartengono ad ogni genere di benessere e
ricchezza materiale, quelli che già conoscono la miseria e sono predestinati
alla perenne povertà, quelli che fanno parte del potere decisionale, quelli che
sanno e possono tutto ma che non hanno alcun interesse ad invertire le sorti
negative della società”. Un’ultima osservazione. Quando si tratta di
contestare un diritto di fronte al burocrate, allo stesso quasi mai il
cittadino chiede di conoscere la relativa Legge o una norma, e quasi mai gli
viene spiegata in modo esaustivo… e convincente.
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