SINO A QUANDO VALE LA PENA LAMENTARE
LE MOLTE CARENZE ISTITUZIONALI?
Onestà, saggezza e competenze: patrimonio di pochi, ma quasi inesistenti
di Ernesto Bodini
Ci si lamenta tutti,
politici compresi, dei drammi causati dagli eventi naturali, dall’incuria di
molte persone, dagli infortuni sul lavoro e stradali, dall’invecchiamento
sempre in crescita, dal calo delle nascite, etc. Ma a mio parere di tutti
questi eventi non si è fatta sufficiente prevenzione, e tanto meno nel modo
dovuto, con la conseguenza del non meno preoccupante non ricambio gerenazionale.
Nel frattempo, ossia in questi ultimi 30-40 anni si è pensato per diverse
ragioni di dare spazio a tutti gli immigrati, senza considerare però i
molteplici problemi che gran parte di essi avrebbero comportato. Preciso che
personalmente sono per l’internazionalità (termine che usano pochissimi) poiché
il mondo è di tutti, e tutti devono poter fruire ciò che la Terra produce sia
dal punto di vista della sopravvivenza (alimentazione in primis), e sia per
tutti i diritti connessi alla tutela della salute, della incolumità e della
civile convivenza. Ma i vari politici che si sono susseguiti nel tempo non
hanno valutato (voluto e/o saputo valutare) che, ad esempio, i primi conflitti per la difficile convivenza sono originati dalle diverse etnie, diverse culture, usi e
costumi per non parlare poi delle rispettive fedi religiose e relativi culti e,
che tutto ciò, non sarebbe stato possibile “imporre” ad un Paese ospitante come
il nostro. A questo proposito si rilevi ad esempio i molti reati (omicidi in
particolari) che sono stati commessi sino ad oggi, e ai molti casi di non
adattamento alle nostre Leggi con molti casi di evasione, sfruttamento e tanto
altro ancora (circa il 35-40% dei detenuti nelle carceri italiane sono
stranieri). Poiché il loro ingresso, provenienti dai vari Paesi orientali e
dall’Africa in particolare, è ormai sempre più incontenibile e dai costi
esorbitanti, c’è da chiedersi fino a che punto questo modo di gestire sia
accettabile, giacché molte delle conseguenze le stanno pagando tutti gli
italiani. Anche se ad onor del vero bisogna ammettere che una modesta
percentuale degli immigrati è ben inserita e che spesso ben contribuisce
migliorando la convivenza, non bisogna trascurare le conseguenze di questo
continuo (e spesso incontrolato) flusso, un lavoro immane a carico delle
diverse Forze dell’Ordine e di altrettanti organismi di volontariato, anche se
tra questi ultimi e le autorità politiche (al potere e non) non mancano
incomprensioni, attriti, accuse e contro accuse in fatto di organizzazione e di
responsabilità. Si dice che per giudicare situazioni, specie se complesse,
bisogna farne parte direttamente, ma da come si sono evoluti gli eventi gli
stessi sono sotto gli occhi di tutti: situazioni ricorrenti a dir poco
disdicevoli. Ma tornando al concetto di assente o scarsa prevenzione degli
eventi su citati da parte dei politici governanti, a mio avviso non ci sono
giustificazioni plausibili giacchè le conseguenze che stiamo tutti soffrendo
sembrano non aver fine, anche se varie voci hanno manifestato il proprio
dissenso… Con la prospettiva di un futuro paragonabile ad una sorta di lesiva epidemia
esistenziale per la quale nessuno ha mai pensato ad una sorta di appropriato vaccino… C’è da
precisare, inoltre, che chi parla da un pulpito indipendentemente dalle sue
buone intezioni, è solito pontificare esattamente come un prelato nella sua omelia,
ma a parte qualche timido ravvedimento, resta un nulla di fatto con l’umiliazione
di essere oggetto di una democrazia che tale non è, a cominciare dalla
inosservanza di diversi articoli della Costituzione…, il fatto stesso che si è
voluto “dividere” (in tutti i sensi) la Nazione in 20 realtà diverse, significa
che la nostra appartenenza ha una valenza più regionale che nazionale, una
evoluzione al ribasso tanto da favorire le Regioni più virtuose! Personalmente
queste considerazioni le sto divulgando da tempo, non solo in quanto
anticonformista ma soprattutto in quanto rispondenti alla realtà quotidiana… e
ci vorrebbe un bel coraggio per contestarla o addiruttura negarla. Per quanto
riguarda la non totale e tempestiva garanzia di tutela della salute, vi sono
alcuni milioni di italiani che hanno dovuto rinunciare a farsi curare per i
motivi che tutti conosciamo, ma non si è visto nessun scudo elevarsi in loro
difesa, tanto meno a favore delle cosiddette “minoranze” (che però tali non
sono) come i poveri e le persone disabili; mentre gli ipocriti continuano a
rammentarci che siamo tutelati dall’art. 32 della Costituzione e dalla Legge
833/1978, un invito che ha il netto sapore di una sorta di eresia e quindi un
insulto alla dignità umana. Purtroppo i Padri della Costituente non sono stati
sufficientemente lungimiranti, in quanto non avrebbero mai immaginato che i
loro successori, soprattutto dopo i primi due mandati presidenziali (tranne
qualche “debole” eccezione), non avrebbero saputo gestire il Paese esattamente
come prevede la Costituzione: dal primo all’ultimo articolo. Progresso o
regresso? Decida il lettore purché consapevole delle
conseguenze del suo giudizio!
Commenti
Posta un commento