SANITÀ PUBBLICA E PRIVATA A CONFRONTO: DIRITTO O RIVALITÀ?
di Ernesto Bodini
Da molto tempo ormai, si
“contendono” il primato del diritto-dovere di esercitare la Sanità, ma non
senza esclusione di colpi… Da ambo le parti le ragioni non mancano, sia perché
il diritto alla salute va garantito a tutti, e sia perché l’imprenditoria non
deve avere confini… anche in Sanità. Ma quando la prima risulta essere “debole”
non garantendo completezza ed efficienza nelle prestazioni, la seconda non
perde occasione per prevalere… sia pur nel rispetto della collaborazione e/o
delle convenzioni. Ecco, quindi, che in tal caso il cittadino fruitore resta
disorientato, e se non abbiente, a fronte delle fatidiche liste di attesa e di altri ostacoli come il federalismo,
rinuncia a curarsi a rischio della sua sua salute, se non anche della
propria vita… Queste considerazioni provengono da una realtà che si trascina
da oltre tre decenni, e che i governanti conoscono bene ma nulla fanno, o
comunque non a sufficienza per invertire la rotta o, quanto meno, per
bilanciare i due aspetti in modo equo e salomonico…, sia pur nel rispetto della
Legge 833/78 e degli artt. 32 e 3 della Costituzione. Ma ad onor del vero
bisogna ammettere che non mancano realtà stupendamente virtuose, sia nel
pubblico che nel privato, ossia in ambedue i casi sono ancora tante le
eccellenze. Questa sintesi non vuole essere una critica tout court, bensì una
constatazione che alcune categorie di settore hanno pure messo in evidenza, ma
che a mio avviso i governanti della Sanità pubblica dovrebbero spiegare alla
collettività, ponendo fine (per quanto possibile) al “dualismo
pubblico-privato” che procura disorientamento e disaffezione verso le
Istituzioni; mentre gli operatori sanitari direttamente coinvolti cercano di
dare il meglio con professionalità e dedizione. Un appunto ulteriore è bene
rivolgerlo a quei cittadini pazienti o potenzialmente tali, che sono privi di
un minimo di tolleranza e di comprensione in quanto, ad esempio, non
concepiscono che la Medicina ha moltissime potenzialità ma anche dei limiti, e
proprio per questa obiettività non si può pretendere quello che la Medicina non
può dare o garantire. È quindi indispensabile avere più comprensione e collaborazione
verso chi ci cura: basterebbe ricordare con quanta professionalità e dedizione
tutti gli operatori sanitari si sono spesi in epoca pandemica da Covid-19,
taluni a prezzo della loro stessa vita. In buona sostanza nessuno è martire: né
il sanitario e né il paziente, ma resta comunque necessario approfondire con
maggiore obiettività i limiti del diritto-dovere tra pubblico e privato,
evitando diatribe e reciproche ripercussioni chiamando in causa le scarse
disponibilità finanziarie… spesso sotto la lente della politica. Ma la salute e
la vita umana di chi si ammala e di chi è preposto alla sua cura, non hanno
prezzo!
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