UN’ITALIA
CHE SA SOLO VANTARSI DELLA CONQUISTA
DEL SSN E
DI TANTO ALTRO ANCORA...
Ma gran parte dei suoi esponenti sono privi di umiltà e saggezza nonostante gli sforzi di alcuni… Intanto l’inefficienza continua a creare malati che non riescono a farsi curare... e questi non sanno come difendersi...
di Ernesto Bodini
Come comportarsi di fronte al dramma del SSN le cui lacune continuano ad
aumentare? Da molto tempo, ormai, si citano esempi di altre nazioni europee che
risultano essere più virtuose come numero di medici, migliori retribuzioni e, manco
a dirlo, più meritocrazia e migliori prospettive per il loro futuro. Queste
constatazioni hanno l’effetto di una calamita tanto da attrarre i nostri
connazionali che, appena laureati o specializzati emigrano dove c’è una Sanità
migliore proprio sotto tutti i punti di vista. Evidentemente in quei Paesi vige
una politica impostata su una maggiore serietà e razionalità, a dimostrare che
la loro crescita si basa anche su queste due componenti; oltre al fatto, a mio
modesto avviso, di una maggior considerazione non solo dei loro professionisti
ma anche della loro dignità. Il nostro Paese può certo vantare di avere
un’ottima Costituzione e un ottimo SSN ma purtroppo da anni in ambedue il
valore sta sempre più assottigliandosi: testi dotti e esaustivi ma ben poco messi in
pratica. Non ho certo la presunzione di insegnare ai 600 parlamentari come si
conduce politicamente un Paese, ma certamente mi permetto di rilevare le
inefficienze a fronte della situazione corrente, oltre al fatto che gran parte
di essi hanno poca competenza in materia di Sanità, sia perché non la vivono in
prima persona (e magari anche sul campo) e sia perché non sono in grado di difendere i diritti e la dignità
dei cittadini. Un tempo si diceva che quando non si riusciva venire a capo di
un problema si doveva attuare la cosiddetta “soluzione salomonica”, ossia
trovare un compromesso equo e se il caso in modo arguto e ingegnoso. Anche se a
fronte di ogni decisione per migliorare una situazione bisogna fare i conti con
la possibilità finanziaria, la cui valutazione implica pareri e confronti tra
politici su vari fronti, ciò non esclude “obtorto collo” che si debba prendere
in considerazione di “penalizzare” altri ambiti per favorire i beni primari
come quelli della salute e del lavoro. Ma ciò non avviene in quanto ciascun politico, di
questo o quel partito, intende favorire (se non imporre) i propri obiettivi che
spesso tra questi la Sanità non è al primo posto; come dire che ognuno è fedele
alla propria ideologia (ammesso che questo sia il termine più pertinente), e
poco importa se oltre 4 milioni di italiani non sono riusciti a curarsi per le
difficoltà che tutti conosciamo. A mio avviso, per quanto necessaria, la
politica è paragonabile ad una giostra sulla quale molti vogliono salire
(magari a qualunque costo), con l’obiettivo di poi scendere e assumerne il
comando per “far salire chi si vuole”. Anche questo è un modo che fa perdere di
vista il rispetto della Costituzione e quindi i diritti dei cittadini: piccole
e fastidiose “pedine” che fanno parte di una scacchiera che mai saranno in
grado di dare scacco matto ad alcuno, proprio perché non sono né torri e né
alfieri o regine… quindi eterni perdenti. Dunque, cosa fare? Come da tempo vado
ripetendo, chi si trova in condizioni di particolari necessità fisica o
psichica con la prescrizione di una determinata indagine diagnostica o terapeutica, specie se urgente, può e “deve” avvalersi dell’esposto/denuncia di mancata assistenza e quindi di omissione (art. 328 del C.P.). Ciò se il C.P. ha ancora
un valore totale di concretezza. Si dice: “a
mali estremi, estremi rimedi”, e quando c’è di mezzo la salute il più delle
volte è in ballo anche la propria vita; un dono prezioso che nessuno ci può e
ci deve togliere anche “semplicemente” con l’indifferenza, l’incapacità e
l’inerzia dei poteri governanti.
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