EVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO UMANO
Sempre più irresponsabili le azioni di uomini la cui filosofia
di vita nella maggior parte dei casi ne distrugge ogni valore.
di Ernesto Bodini
È mai possibile che, al di là dei propri
impegni politici perennemente in contrasto tra di loro per divergenza di intese,
come pure i molteplici e altalenanti movimenti e associazioni, non si prendano
posizioni concrete per tutelare la nostra incolumità? È pur vero che leggi e
leggine ogni tanto vengono emanate per porre freno alla escalation dei molti
reati, che peraltro sono più che quotidiani, in particolare per quanto riguarda
l’incolumità della persona, del lavoratore e di chiunque altro, ma ciò pare non
essere sufficienti come deterrente. La cronaca non fa che aggiornarci un giorno
si e l’altro pure, tant’é che ogni articolo corrisponde, è il caso di dirlo, ad
un bollettino di guerra, e le Forze dell’Ordine disponibili (peraltro non prive
di limiti, o forse si) non riescono a contenere questo fenomeno sociale. Nel
contempo, e a cadenza se non giornaliera almeno settimanale, le Istituzioni
dedicano tempo e denaro per onorare anniversari, ricorrenze varie, e persino
dando lustro a star dello sport od altre discipline; rammentando nel contempo
di “onorare” la Costituzione della Repubblica che certamente è un invito più
che doveroso, ma che alla resa dei conti gli eventi infausti della vita
quotidiana che coinvolgono i cittadini si ripetono incessantemente. Quindi gli
esponenti delle Istituzioni (politici, ministri ed alte cariche delle varie
Istituzioni) sono al riparo da tutto ciò, i cittadini comuni invece ne sono le
costanti vittime. Questa esplosione del lesivo comportamento umano, sia di
cittadini italiani che degli stranieri residenti legalmente e non, ha avuto una
sua origine che, se si vuole dar fede alla nostra memoria, risale più o meno al
“dopo ’68” – inizi anni ‘70; periodo di lotte e conquiste di determinati diritti
e molte forme di libertà. Quest’ultima, a mio avviso, è stata per così dire
presa fin troppo alla lettera, non nel senso del non dovuto, ma nel senso
dell’eccesso per sconfinare in atti e misfatti (vedasi rivendicazioni varie,
abusi e tafferugli d’ogni ordine e gravità); quindi, anche il delinquere più o
meno innocentemente… In questo lungo periodo si sono susseguiti molti eventi, a
cominciare da diverse forme di emancipazione (modi di vestire, di parlare, di
agire, etc.); ma anche l’esprimere opinioni ha avuto la sua “incontrollata” evoluzione,
avvalendosi (con una certa dose di abusivismo) dell’art. 21 della
Costituzione, che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si
può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria”. Ecco, io credo che questo sia
il “nervo portante” dell’abuso in quanto tale diritto si è esteso in quello
dell’agire, spesso sconfinando nella illegalità. Per ogni popolo le conquiste
sono la massima espressione di civiltà e progresso, ma se in eccesso e se
incontrollate, quelle conquiste si pagano a caro prezzo, come da esempi citati
all’inizio dell’articolo. Più avanti nel tempo, con l’avvento dei vari social
ogni azione umana risulta essere sempre più pericolosa, nonostante il “freno”
posto da Leggi adeguate che, alla luce dei fatti, come ripeto, non sono nemmeno
più un deterrente. Ma se noi cittadini volessimo rapportarci con le Istituzioni
per esporre i nostri timori e le nostre preoccupazioni, non troviamo chi ci
possa e voglia ricevere perché anche il relazionare e il confrontarsi con le
stesse sta diventando sempre più impossibile… alla faccia della trasparenza e
del garantismo costituzionale!
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