Denaro, competenze e responsabilità

 

DENARO, COMPETENZE E RESPONSABILITÀ 

Quando la politica non sa gestire  questa triade in modo oculato, anche l’assistenza sanitaria è penalizzata decretando una sorta di “pre-morte” annunciata dei pazienti

di Ernesto Bodini (giornalista e divulgatore di tematiche sociali) 

Se è vero che una bomba costa 100 mila  dollari, lanciata da una aereo che costa 100 milioni e che vola con il costo di 42 mila dollari l’ora, per uccidere gente che vive con meno di 1 dollaro al giorno, questo è uno degli effetti dei conflitti bellici. Da questa constatazione, che non sarebbe una novità, si pensi inoltre alle notevoli carenze sanitarie e ad altri notevoli problemi esistenziali presenti più o meno in tutto il mondo. Fra questi c’é da chiedersi quanti Paesi non fruiscono totalmente o adeguatamente della assistenza sanitaria che, oltre alla alimentazione, è un bene a dir poco primario a garanzia del benessere fisico e psichico ed esistenziale di ogni essere umano. E a proposito di salute, avendo un “occhio di riguardo” per l’Italia, è sempre più riscontrabile che il nostro SSN non è più in grado di garantire  anche il necessario a tutti sia in tema di cura che assistenza. Una realtà che sta creando pazienti loro malgrado “recidivi”, ossia tutti coloro che avendo una o più patologie croniche, se non anche invalidanti, si vanno aggravando per aver dovuto rinunciare a curarsi a causa delle inefficienze del SSN, in quanto non è stata e non è tuttora loro garantita la continuità di cura e assistenza: interminabili liste di attesa, impossibilità di ricorrere alla sanità privata, difficoltà di approccio con i servizi sanitari della propria Regione, etc. A mio dire questi casi (circa 4 milioni in questi ultimi anni) rientrano in una sorta di “pre morte” annunciata e, a fronte di questa realtà, i politici responsabili della gestione continuano a tergiversare, accusandosi a vicenda sulle rispettive responsabilità; orientamenti sempre più diversificati tanto che c’é la continua tendenza a sostenere sempre di più la sanità privata: i medici ci sono ma in realtà sempre più orientati verso in quest’ultimo ambito. È pur vero che durante l’anno la sanità pubblica eroga comunque milioni di prestazioni, spesso dai costi notevoli, ma è altrettanto vero che non si fa abbastanza per soddisfare la domanda. 

E come se non bastasse ancora “fuori controllo” sono i vari problemi lamentati dagli operatori sanitari del servizio sanitario pubblico: dalle aggressioni al burnout, dagli stipendi non adeguati alla demotivazione professionale, pur non dimenticando la professionalità e l’abnegazione dimostrata da tutti durante l’evento pandemia da Covid-19. Ma tornando ai politici deputati a gestire il “sistema Italia” in toto, non mi pare che tra essi vi siano degli illuminati, soprattutto perché non sono in grado di far rispettare le Leggi in corso, articoli della Costituzione compresi. Da ciò, mi viene da dedurre che questo Paese ha vissuto i fasti delle conquiste della libertà e di determinati diritti, ma sta perdendo dignità e credibilità “disattendendo” la lungimiranza e la saggezza dei Padri della Costituente: universalismo, uguaglianza e garantismo che fine hanno fatto? Anche se alcune voci di opposizione si sono fatte sentire reclamando il rispetto dei diritti che, ripeto, sono previsti dalla Costituzione e garantiti da opportune Leggi, molti irresponsabili sono rimasti sordi e inermi, “confortati” dal fatto che le manifestazioni di piazza non sempre servono, e che nessun cittadino italiano ha mai pensato di agire in massa (ma individualmente) con le opportune diffide: quando una Legge è in vigore deve essere operativa e quindi rispettata, in caso contrario deve essere abolita o rettificata. Ma di questo passo, anche se la 833/78 e la Costituzione sono ancora a galla, i relativi fruitori stanno quasi annegando e pochi sanno nuotare in questo mare privo di salvagenti. Si salvi chi può!


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