UNA SOCIETÀ SEMPRE PIU A RISCHIO DI
DECADIMENTO
Enfatizzare gli eventi negativi “favorisce”
l’allontanamento
dai valori etici. A rischio maggiore le ultime
e future generazioni.
Meno cronaca nera e giudiziaria e più esempi
di vita filantropica
di Ernesto Bodini

Preciso subito che non
sono un cronista, né di nera e né di giudiziaria, ma un divulgatore degli
eventi sociali dopo attenta analisi degli stessi, proprio a causa della
ridondanza delle notizie negative. Non passa giorno che, oltre ai giornali in
versione cartacea e online, come anche alcune emittenti televisive, non passino
in rassegna, con ripetuti e insistenti aggiornamenti, i molteplici eventi di cronaca
nera e giudiziaria, come se non bastassero i bollettini quotidiani dei TG
nazionali e regionali. Questo “approfondire il coltello nella piaga”, a mio
avviso va al di là del diritto-dovere di cronaca e, solitamente, tra i
protagonisti colpiti dalla sventura (ed eventuali testimoni anche dell’ultimo
minuto), quasi tutti sembrano avere la bramosia di porsi davanti alle
telecamere dei reporter per raccontare, sfogare, accusare e magari anche
insultare… E a proposito delle testimonianze, più o meno spontanee, si dice che
esistono tre tipi di testimoni: coloro che hanno visto bene, ma che non sono
sicuri di ciò che hanno visto; quelli che non hanno visto tanto bene, ma sono
quasi sicuri di aver visto bene; infine quelli che non hanno visto assolutamente
nulla ma sono sicuri di aver visto (o udito) tutto. Non un aforisma ma una
constatazione che sarebbe bene tener presente, non solo da parte di chi divulga
ma anche da parte di chi recepisce tali tipi di testimonianze. Un tempo i fatti
di cronaca venivano divulgati ma con meno assiduità, a parte qualche periodico
più dedito allo scandalo, probabilmente perché esistevano meno fonti
giornalistiche e televisive; ma oggi invece, tutto ciò che serve per fare
notizia sembra meritare notevoli spazi di approfondimento che spesso durano
anche settimane… evidentemente anche per via della concorrenza e fare uno scoop
e, come ben sappiamo, ciò rientra nelle mansioni/ambizioni dei giornalisti. Ma
ritengo essere contro producente dal punto di vista psicologico, sociologico e
antropologico insistere nel raccontare un fatto (spesso truculento) che
sottilmente si insinua nella mente umana sino a “disturbarla” con conseguenti
effetti di inquietudine... Ci sono persone che per diverse ragioni sono affette
da disagi mentali di varia natura, e sia le stesse che i loro famigliari non
hanno certo bisogno di recepire (direttamente o indirettamente) i molti fatti
negativi della vita di tutti i giorni, come i fatti di conaca nera e
giudiziaria. Si aggiunga inoltre che tra i protagonisti autori di misfatti
fanno parte anche soggetti minori, il cui comportamento è spesso incontrollato…
come se non avessero alle spalle una famiglia che abbia saputo educarli e guidarli sulla retta
via… con l’aggravante che escono di casa in qualche modo già armati e magari
con l’intenzione che non è certo quella di andare a compiere opere di bene. Da
tempo sostengo che soprattutto in quest’era di modernità gli eccessi di potere,
denaro e lussuria sono la triade che condiziona la società e bene sarebbe
cercare di rimuovere o ridimensionare al minimo tale triade, a cominciare dai
filmati e da certe pubblicità (bene sarebbe il ripristino della censura), oltre
a certi programmi di svago che allettano i partecipanti con l’illusione di entrare nel mondo dello
spettacolo e di altre “facili” conquiste… Io credo che sarebbe necessario
confrontarsi con le riflessioni di autori saggi che nel passato hanno cercato
di dimostrare il vero senso dell’esistenza umana, non rinnegando certo i
piaceri della vita ma al tempo stesso di distinguere certi valori, mettendo a
confronto il bene con il male, il razionale dall’irrazionale, il lecito
dall’illecito, la normalità dal paradosso, etc.

È pur vero che ad alcuni
autorevoli esperti contemporanei viene chiesto di esprimersi con alcune
valutazioni, soprattutto per spiegare le ragioni di questi che personalmente
definisco “fenomeni sociali fuori controllo”, ma è altrettanto vero che dalla
loro “autorevole” competenza di studiosi e cattedratici non emergono
spiegazioni convincenti o comunque sufficienti, magari utili a prevenire certi
comportamenti umani, sempre più ricorrenti e crudeli… Solitamente chiamano in
causa la famiglia e la scuola addossando ad esse le rispettive responsabilità,
ma anche se tali fonti fossero adeguate non c’è verso che tenga quando un
soggetto (minore o adulto) non intende farsi educare, consigliare, guidare,
etc. Ora, la non intenzionalità del lecito che alberga in certi menti umane,
come ripeto, è fagocitata da fattori esterni come l’attaccamento al denaro
facile, al potere a tutti i livelli, al sesso sfrenato per poter diventare un “qualcuno”
e imporsi al prossimo. Anche il Clero, per quanto si prodighi, pare non influire
sufficientemente in modo benevolo su queste “anime disperse nella nulla”, e con
tutta probabilità non recuperabili tant’è che nemmeno la gogna mediatica e una detenzione
anche illimitata sembrano essere un deterrente sufficiente. Continuando a
leggere i filosofi e i saggi del passato, che peraltro in molti casi per i loro
tempi non hanno avuto nemmeno loro vita facile, è possibile recepire la loro profondità
d’animo e di pensiero, e ciò sarebbe utile trasmetterla ripetutamente (ma non
in modo ossessivo) in molte iniziative culturali, e non è detto che si debba
essere necessariamente dei cattedratici e forbiti nell’eloquio per far
conoscere il sapere di tanta saggezza. Vorrei concludere sottolineando che
altrettanto utili sono gli esempi di vita di filantropi (non danarosi),
dimostrando che la loro opera non solo ha arricchito i loro beneficiati, ma
anche loro stessi tanto da aver concluso la loro vita terrena con immensa
beatitudine… difficilmente spiegabile ma non per questo irraggiungibile.
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